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Undici anni sui lieviti: il Metodo Classico “140+1” che sfida il tempo

Piera Genta
di Piera Genta
24 aprile 2026 | 18:46

Ci sono produttori che misurano il tempo in mesi di affinamento come altri misurano investimenti. Montalbera ha scelto di aspettare più di undici anni prima di mettere in commercio il suo spumante di punta: il 140+1, Metodo Classico Pas Dosé da uve 100% Pinot Nero. Il nome non è un gioco di marketing. È una dichiarazione di metodo: 140 mesi a contatto con i lieviti, più un giorno - il +1 - riservato alla degustazione per definire il blend finale.

Undici anni sui lieviti: il Metodo Classico “140+1” che sfida il tempo

Il “140+1” di Montalbera

Come nasce e come si presenta il 140+1 di Montalbera

La lavorazione inizia già in vigna, con una selezione manuale dei grappoli seguita da quello che in cantina chiamano la "spa del grappolo": un sistema di lavaggio e idromassaggio in tre vasche di ammollo, con asciugatura completa prima della pressatura. I mosti di prima spremitura fermentano in piccole botti di rovere, con legni stagionati almeno tre anni, dove il vino svolge anche la malolattica e rimane sui propri lieviti per i primi sei mesi. Poi inizia la lunga attesa in bottiglia.

Il risultato nel bicchiere è un giallo paglierino con riflessi dorati, perlage fine e persistente. Al naso emergono nocciole tostate e crosta di pane - il classico registro ossidativo di un lungo élevage - senza eccessi burrosi. In bocca è cremoso e intenso, con un'acidità integrata e una sapidità che si allunga nel finale. Niente dosaggio zuccherino a correggere: il vino regge da solo. Formato unico da 0,75 litri, gradazione tra 11,5 e 12,5 gradi. Una bottiglia in edizione limitata, che racconta più di un decennio di pazienza in una sola apertura.

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