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Addio a Pia Donata Berlucchi, una vera signora del Franciacorta

Muore a 84 anni Pia Donata Berlucchi, protagonista del Franciacorta moderno. Per oltre 40 anni guida di Fratelli Berlucchi di Borgonato ha unito impresa, cultura e visione, lasciando un segno profondo nel vino italiano. Imprenditrice vera è stata anima e testimone di un territori e di un vino rimarcando il ruolo delle donne del vino

Alberto Lupini
di Alberto Lupini
direttore
27 aprile 2026 | 22:20
Addio a Pia Donata Berlucchi, una vera signora del Franciacorta

Se ne va un pezzo di storia del vino italiano. È morta improvvisamente a 84 anni Pia Donata Berlucchi, figura chiave nello sviluppo del Franciacorta moderno e volto autorevole di un’imprenditoria bresciana che ha saputo coniugare visione, cultura e identità territoriale.

Nata nel 1942, figlia di Antonio Berlucchi, fondatore nel 1927 della storica azienda di Borgonato, Pia Donata ha attraversato e guidato oltre mezzo secolo di trasformazioni del settore vitivinicolo italiano, portando il nome Fratelli Berlucchi a essere sinonimo internazionale di qualità e metodo. I funerali si terranno mercoledì alle 17 nella chiesa di Borgonato, nel cuore di quella terra che ha rappresentato per tutta la vita.

Da eredità familiare a impresa moderna

La storia dei Berlucchi è un caso scuola di capitalismo familiare evoluto. Dalla gestione agricola tradizionale del fondatore alla trasformazione in impresa strutturata, fino al riconoscimento internazionale: un percorso che anticipa molte delle dinamiche oggi centrali nel settore.

Pia Donata entra in azienda nei primi anni ’70, in un momento di passaggio epocale: la fine della mezzadria impone un cambio di paradigma. O si vende, o si diventa impresa. Lei sceglie la seconda strada. Senza formazione enologica specifica, costruisce il suo ruolo partendo da zero, con un approccio quasi “manageriale ante litteram”: studio, ascolto, umiltà operativa. Dall’enologo impara il vino, dalla banca impara i numeri. Poi mette insieme i pezzi.
Per oltre quarant’anni è amministratrice delegata. Dal 2015 presidente. Sempre presente, sempre operativa. Non una figura simbolica, ma un vero centro decisionale, pur in un’azienda famiglia di 5 fratelli.

I vigneti della Fratelli Berlucchi a Borgonato
I vigneti della Fratelli Berlucchi a Borgonato

Il Franciacorta come progetto culturale (prima ancora che commerciale)

Quando si parla di Franciacorta oggi si pensa a un brand territoriale forte, riconosciuto, competitivo a livello globale. Ma quel posizionamento non è nato per caso.

Fratelli Berlucchi è stata tra le aziende protagoniste della nascita della denominazione, registrata nel 1967 come prima Doc del territorio. Pia Donata ha contribuito a costruire quel racconto, lavorando su un’idea chiara: il vino non è solo prodotto, è cultura, identità, narrazione.

In un’intervista spiegava: «Gli stranieri restano colpiti dall’intreccio tra storia e vino: la tenacia della terra e i risultati nel calice». E qui sta il segreto della sua vita da donna del vino:  non vendi bollicine, vendi un sistema di valori.

Fratelli Berlucchi, la casa di famiglia-cantina a Borgonato
Fratelli Berlucchi, la casa di famiglia-cantina a Borgonato

Leadership femminile, ma senza slogan

Molto prima che diventasse tema di agenda, Pia Donata Berlucchi lavorava sul ruolo delle donne nell’impresa. È stata presidente nazionale dell’Associazione nazionale donne del vino nei primi anni Duemila e vicepresidente di ONAV. Ma soprattutto ha impostato un modello: presenza, competenza, responsabilità. 

La sua posizione era netta e spesso anche controcorrente: il valore non ha genere. Ha qualità. Potremmo azzardare che fosse il suo motto che ha passato come testimone alla figlia Tilli che dopo anni di apprendistato, negli ultimi posti ne aveva seguito le orme in azienda. Forse con modalità all’apparenza più morbide, ma con lo stesso piglio. Per le donne Berlucchi c’è zero retorica e molta sostanza. 

Pia Donata Berlucchi , sullo sfondo la cantina storica
Pia Donata Berlucchi , sullo sfondo la cantina storica

Il vino come educazione (non solo consumo)

Uno dei suoi contributi più interessanti - e meno raccontati - riguarda il tema culturale. Pia Donata Berlucchi ha lavorato per portare il vino fuori dalla sola dimensione tecnica o commerciale, inserendolo in un percorso educativo più ampio: storia, filosofia, arte, economia.

Il progetto “Bere consapevole attraverso la cultura” ha anticipato un tema oggi centrale: formare consumatori, non solo clienti. Ha promosso anche corsi inclusivi con ONAV per ciechi, ipovedenti e persone sorde. Un dettaglio? No. Era visione.

Un’imprenditrice “di terra”, ma con visione sistemica

Dal 2003 è stata anche consigliera della Banca d’Italia a Brescia. Segnale chiaro: non era solo un’addetta del vino, era parte integrante di un sistema economico fondamentale a livello europeo, come è quello bresciano. Il suo approccio al business è stato sempre pragmatico:

•    centralità del lavoro
•    rispetto della filiera
•    attenzione alla gestione
•    critica alla burocrazia inutile

Un mix che oggi definiremmo “sostenibilità operativa”, ma che lei praticava da decenni.

I vigneti della Fratelli Berlucchi a Borgonato
I vigneti della Fratelli Berlucchi a Borgonato

Tra rigore e vita: la persona oltre il ruolo

Dietro la “lady di ferro” c’era una donna profondamente legata alla vita. Famiglia, arte, musica, montagna. Già, le vette, che per le erano lo sci, tanto che, con un pizzico di civetteria (ma era un piacere sentirla raccontare) diceva che le rughe erano “le valli delle mie discese”. Una conferma in più di come era fatta questa donna di ferro:  energia, movimento, zero immobilismo. Lascia un’eredità che va oltre il vino.

La scomparsa di Pia Donata Berlucchi lascia un vuoto reale, non formale. Perché rappresentava un modello oggi sempre più raro:

•    imprenditore presente (e non in vigna per moda o per cercarsi un nuovo status) 
•    cultura come asset
•    territorio come strategia
•    visione di lungo periodo

In un momento in cui il vino italiano affronta sfide complesse - consumi, posizionamento, identità - la sua lezione resta attuale: senza cultura, il prodotto non basta. E senza impresa – aggiungiamo noi - la cultura non regge.
Il Franciacorta perde una delle sue colonne. Il vino italiano perde una voce lucida. Noi perdiamo un’amica che da tempo non vedevamo e che proprio al Vinitaly ci eravamo ripromessi con Tilli di andare a trovarla dopo avere degustato con ammirazione un'orizzontale dei suoi ultimi "vini" dell'annata 2010 di Freccianera (grandiosi per freschezza e varietà). 

Figure così oggi non si fabbricano più in serie. Restano le aziende, i numeri, i brand. Ma certe leadership - quelle vere - sono un’altra cosa.

A tutti i famigliari di Pia Donata Berlucchi le fraterne condoglianze di Italia a Tavola.

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