Il Consorzio Franciacorta ha confermato anche nel 2026 la propria presenza a Vinitaly, la manifestazione veronese dedicata al vino che si è svolta dal 12 al 15 aprile, tornando a presidiare uno degli appuntamenti centrali per il settore con una partecipazione ampia e rappresentativa del territorio. Nel corso della rassegna, 22 cantine hanno preso parte allo spazio Franciacorta all’interno del Palaexpo, mentre altre 14 aziende sono state presenti in diversi padiglioni della fiera. Una presenza diffusa che ha permesso di mettere in evidenza non solo le produzioni della denominazione, ma anche i temi che stanno accompagnando la sua evoluzione, dal posizionamento sui mercati fino al lavoro sull’identità territoriale. Lo spazio dedicato a Franciacorta si è confermato luogo di incontro tra produttori, operatori e buyer, oltre che punto di approfondimento sulle prospettive della denominazione. Degustazioni e confronto diretto hanno accompagnato le giornate veronesi, con attenzione alle etichette storiche e alle espressioni più recenti del territorio.
Zonazione 3.0 e Uga, il nuovo capitolo sul territorio
Tra i temi emersi, ha trovato spazio anche il progetto di Zonazione 3.0, indicato come uno dei dossier più rilevanti per il futuro della denominazione. Un percorso che, come ha spiegato il vicepresidente del Consorzio Franciacorta, Gualberto Ricci Curbastro, si inserisce nella continuità di un lavoro iniziato decenni fa. «In Franciacorta siamo stati pionieri dello studio del territorio attraverso la zonazione», ha ricordato, sottolineando come la nuova fase integri analisi dei suoli, conoscenza dei vitigni e il lavoro sulle Unità geografiche aggiuntive (Uga) sviluppato con Alessandro Masnaghetti. Ricci Curbastro ha spiegato che il progetto, destinato a riflettersi sui Franciacorta millesimati una volta completato il percorso di modifica disciplinare, rappresenta «un nuovo, ulteriore elemento di racconto della Franciacorta», destinato a trovare espressione sul mercato nei prossimi anni.
La zonazione 3.0 è un ulteriore elemento di racconto della Franciacorta
Qualità, posizionamento e stabilità dei prezzi
Nel contesto di Vinitaly è emersa anche una riflessione sul posizionamento della denominazione in una fase in cui cresce l’attenzione internazionale per gli spumanti. Franciacorta continua a difendere una collocazione premium, legata non tanto ai volumi quanto al valore espresso. Su questo punto Ricci Curbastro ha richiamato il percorso costruito negli anni: «Il fatto di essersi categorizzati come una tipologia unica e a sé stante ci consente di mantenere un posizionamento di leadership». Una condizione che, secondo il vicepresidente del Consorzio, resta strettamente connessa all’attenzione qualitativa, sostenuta dal disciplinare e dal suo costante aggiornamento.
Lo stand del Consorzio Franciacorta al Vinitaly
A rafforzare questo quadro sono stati i dati emersi dall’Osservatorio Economico, che hanno indicato una sostanziale tenuta dei volumi, un prezzo medio stabile e una crescita dell’export. Proprio il mantenimento del prezzo medio è stato definito uno degli elementi più significativi. «Il buon risultato del 2025 non è stato solo mantenere i volumi, ma mantenere il prezzo medio», ha osservato Ricci Curbastro, ribadendo che per una denominazione dalle dimensioni contenute la strategia resta orientata a preservare qualità e valore.
Export in crescita e attenzione ai nuovi mercati
L’export si è confermato uno dei temi centrali emersi durante la manifestazione. Pur restando il mercato italiano la base principale delle vendite, i mercati esteri hanno continuato a mostrare segnali di consolidamento, sostenendo l’equilibrio complessivo del comparto. «L’export l’anno scorso è cresciuto, è in un trend costante di crescita negli ultimi anni», ha spiegato Ricci Curbastro, indicando in Svizzera e Giappone i mercati storici di riferimento, cui si affiancano Germania e Stati Uniti come principali sbocchi internazionali.
Accanto a questi, il vicepresidente ha richiamato anche segnali di apertura su mercati finora meno tradizionali per il vino italiano. «Si inizia a vedere una maggiore consapevolezza di che cosa sia Franciacorta e di conseguenza un maggiore interesse», ha osservato, indicando in questa evoluzione una possibile leva di sviluppo per i prossimi anni.
Stati Uniti, dazi e tenuta del segmento premium
Tra i dossier affrontati a Verona è emerso anche il tema del mercato statunitense e dell’impatto dei dazi. Gli Stati Uniti restano un mercato strategico, pur non essendo il primo per la denominazione. Secondo Ricci Curbastro, il posizionamento premium ha contribuito a contenere gli effetti più critici. «L’impatto c’è stato, ma lo spostamento di prezzo finale non era così impattante come nei vini da prima fascia», ha spiegato, rilevando come il segmento di riferimento abbia mostrato una maggiore capacità di assorbimento. Un elemento che si inserisce in un quadro di sostanziale tenuta, in cui la denominazione ha continuato a puntare su consolidamento e presidio dei mercati più che su espansioni accelerate.
Ricambio generazionale e nuove forme di racconto
Tra i temi più prospettici affrontati durante Vinitaly è emerso anche il ricambio generazionale. Franciacorta, che ha circa sessant’anni di storia, attraversa una fase di passaggio che coinvolge nuove aziende, nuovi produttori e affiancamenti all’interno delle realtà storiche.
Gualberto Ricci Curbastro, vicepresidente del Consorzio Franciacorta
«La sfida è raccontarsi anche in una maniera nuova», ha osservato Ricci Curbastro, indicando nel gruppo giovani attivo all’interno del Consorzio uno strumento di partecipazione e formazione. La presenza di una rappresentanza delle nuove generazioni negli organi decisionali viene letta come un elemento di continuità, ma anche di apertura a visioni differenti. In questa prospettiva, anche il lavoro sulla Zonazione 3.0 è stato richiamato come espressione di una domanda crescente di identità territoriale. «Rappresenta la volontà di avere un racconto sempre più puro e autentico della Franciacorta», ha aggiunto.
Il nodo ristorazione e il tema delle carte vini
Nel confronto emerso a margine della manifestazione è entrato anche il tema del rapporto tra produttori e ristorazione, in particolare rispetto ai rincari sulle carte vini. Un tema che continua ad attraversare il settore, soprattutto in alcune piazze ad alta concentrazione di domanda. Ricci Curbastro ha richiamato una distinzione territoriale e culturale, osservando come il fenomeno appaia più accentuato in grandi poli economici. «Lo si vede molto più a Milano che non nella provincia o nel centro-sud Italia, dove c’è ancora un buon rapporto, un buon prezzo», ha commentato. Secondo il vicepresidente del Consorzio, resta aperta una riflessione più ampia sulla cultura imprenditoriale della ristorazione e sul valore attribuito al vino in carta, in un contesto in cui dinamiche economiche e scelte di posizionamento continuano a influenzare il mercato.
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