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Kettmeir riapre la cantina e rilancia il Metodo Classico altoatesino

Guido Gabaldi
di Guido Gabaldi
29 aprile 2026 | 11:01

Nella terra del Pinot grigio, del Gewürztraminer, del Lagrein e della Schiava, nel piccolo Tirolo d’Italia, produrre uno spumante non è qualcosa di scontato: 1 bottiglia su 10, diciamo, la tradizione parla soprattutto di vini bianchi fermi di qualità. Anche per questo accostarsi al Metodo Classico (Chardonnay, Pinot nero e Pinot bianco) della cantina Kettmeir, in quel di Caldaro sulla Strada del Vino, rappresenta un’esperienza frizzante più che rilassante. A ciò si aggiunga che il confronto con i cugini blasonati del TrentoDoc, area in cui il metodo classico ha centoventi anni, viene spontaneo e può essere impari.

Kettmeir riapre la cantina e rilancia il Metodo Classico altoatesino

Nella terra del Pinot grigio Kettmeir rilancia il Metodo Classico altoatesino

Kettmeir dal 1919: storia di una cantina che ha scelto (anche) le bollicine

Ma se parliamo proprio di storia, facile a dirsi che Kettmeir non può avere complessi d’inferiorità: tutto comincia nel 1919, difatti, quando le ferite della guerra sono ancora aperte e Giuseppe Kettmeir, imprenditore agricolo visionario,  costruisce una cantina a Caldaro. Il terreno circostante è ottimo, anzi, vocato: vigneti terrazzati, rocce porfiriche, escursioni termiche da brivido tra il giorno e la notte.  Per 50 anni circa ci si ferma ai vini fermi, sia pure di qualità; poi, nel 1964, si iniziano a intuire le potenzialità della spumantistica e Kettmeir è tra i primissimi, in Alto Adige, a esplorare questa strada, contribuendo a riportare in vita una tradizione antica. Si comincia con lo Charmat lungo, e poi nel 1992 arriva la nuova sfida: il più ambizioso metodo classico, con la rifermentazione in bottiglia, i lieviti, il tempo e l’attesa - che cambia tutto.

Kettmeir riapre la cantina e rilancia il Metodo Classico altoatesino

Il porticato della rinnovata cantina di Kettmeir

Dal 1986 la cantina appartiene al Gruppo Santa Margherita, che non ne tradisce lo spirito ma  amplifica le possibilità, puntando con convinzione sulla spumantistica alpina come vocazione identitaria.  Oggi i vigneti poggiano sui terreni calcarei di Pochi di Salorno, sulla vallata ventilata del Lago di Caldaro e sulle fredde rocce di Soprabolzano, fino a 800 metri di altitudine. Dalle uve di questi luoghi - Pinot bianco, Chardonnay, Pinot nero - nascono le etichette del metodo classico Kettmeir: l'Athesis Brut, l'Athesis Rosé, il Pas Dosé e la Riserva "1919", in omaggio alla data di fondazione.  Storicizzare per esaltare? No, per dare forma: non una bollicina qualsiasi, ma un territorio in un calice, con la sua mineralità, la sua freschezza montana, il carattere di una terra che non somiglia a nessun'altra.

L'intervista ad Alessandro Marzotto

Alessandro Marzotto, gm di Kettmeir

Insieme al gm di Kettmeir Alessandro Marzotto, in esclusiva per Italia a Tavola, ci mettiamo non a ripassare la storia ma ad analizzare il presente: «Questa giornata - precisa Alessandro Marzotto - è stata pensata per presentare alla stampa la riapertura della tenuta dopo un sostanzioso intervento di rinnovamento e ampliamento con nuove aree studiate proprio per l'affinamento del nostro Metodo Classico, attraverso un percorso immersivo e multisensoriale subito disponibile per i futuri visitatori della cantina: partiamo dalle installazioni artistiche fisse nel porticato, attraversiamo la nuova ed ampia sala presse sotterranea, animata da proiezioni interattive, fino alla tappa che abbiamo voluto dedicare alla sostenibilità sociale ed ambientale. È proprio là che ai conferitori, il nocciolo duro aziendale, abbiamo chiesto di lasciare un piccolo segno indelebile, una firma».

In un momento in cui tutta la filiera vitivinicola naviga fra incertezze e riduzioni dei consumi, qual è la strategia di Kettmeir?

La nostra piccola nicchia di mercato non sta risentendo della crisi, almeno fino ad oggi: dal punto di vista strategico la nostra scommessa è sulla qualità, bere meno e bere meglio, sembra semplice ma noi ci crediamo. La nostra produzione spumantistica si attesta sulle 140.00 bottiglie per anno su un totale di 450.000: la scelta è insistere col Metodo Classico e arrivare magari a 300.000, cosa che si può fare senza modificare la struttura dell’azienda. Pensiamo di fermarci là, nel prossimo futuro

Un'installazione artistica nella nuova cantina di Kettmeir
Nessuno stravolgimento, insomma, niente sperimentazioni, low alcol, no alcol...

Siamo sempre aperti alla sperimentazione. Non fine a sé stessa, intendo dire: deve valerne la pena. Se ti metti a fare un “vino”, se così possiamo chiamarlo, innovativo, e ti accorgi che le prime prove tradiscono le promesse di qualità contenute nel brand, se sei saggio ti fermi. È quello che è capitato a noi

E l’ospitalità in cantina? È l’altro grande filone sotto osservazione.

Anche in questo caso procediamo a piccoli passi: la nostra ospitalità non sarà mai di tipo alberghiero, ci limitiamo ad eventi e visite di enoturisti. Io dico che l’obiettivo primario è comunicare in modo efficace ed esaustivo il contenuto del marchio Kettmeir, la sua storia, le prospettive. Dev’esserci la spinta di marketing e poi anche la formazione, l’immersione nel mondo dei viticoltori e dei cantinieri, sempre e comunque accompagnata da un bicchiere di spumante ricco di charme. Meno pubblicità classica, più esperienze: il mercato ci chiede questo, e noi siamo pronti

L’edizione Baustelle: quando un incidente di cantiere diventa una cuvée simbolo 

Il mercato, viste le premesse, è pronto ad accogliere felicemente l’edizione limitata del metodo classico brut rosé “Kettmeir Edition Baustelle".

Kettmeir riapre la cantina e rilancia il Metodo Classico altoatesino

L'edizione limitata Kettmeir Edition Baustelle

Nata in maniera del tutto inaspettata, da un vero e proprio incidente di cantiere che ha macchiato di cemento le bottiglie in catasta, questa edizione speciale e la sua confezione in cassa di legno ambiscono a diventare un simbolo: raffigurano il dialogo tra la secolare storia della cantina altoatesina e lo slancio in avanti, verso nuove prospettive di successo.

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