Birra dei Vespri nasce come birrificio otto anni fa, nel 2018, per la passione di Gaetano Bucaro che con la famiglia in quel di Altavilla Milicia, in provincia di Palermo, ha un’azienda agricola e un acquedotto privato.

Birra dei Vespri: il fondatore Gaetano Bucaro
Dal birrificio domestico alla produzione strutturata
Come tanti cominciò a fare birra in casa, poi come beer firm, infine in proprio dopo avere studiato tanti libri e seguito due corsi a Perugia e Udine. Il nome si ispira ai Vespri siciliani, momento aulico rivoluzionario del 1282 in cui i siciliani si ribellarono ai francesi, cacciandoli. Subito, tanto erano capaci, invitarono gli Aragonesi a dominarli, ma questa è un’altra storia! Sì iniziò con 2 piccoli fermentatori che oggi sono diventati 5 da 1.800 litri con una produzione che quest’anno si prevede di 150.000 bottiglie da 330 cl.

L’orzo, biologico è prodotto in un terreno in Puglia di proprietà del birrificio
L’orzo, biologico, è prodotto in un loro terreno in Puglia, vicino ad una malteria, per evitare inutili e costosi trasporti, i luppoli esclusivamente americani perché Gaetano li ritiene di gran lunga i migliori, di siciliano solo gli agrumi, il coriandolo. La maggior parte degli ingredienti è biologico. Tutto il processo è quanto possibile sostenibile, si usano igienizzanti biologici e le trebbie, gli scarti, vengono riutilizzati per mangimi per animali. Le acque derivanti da loro sorgenti sono trattate per diminuirne il calcare. La mission: coniugare tradizione, spirito innovativo, grande qualità dei prodotti utilizzati e del processo produttivo
Le cinque etichette della gamma Birra dei Vespri
Da anni sono 5 le etichette, ben collaudate: Triskele, golden ale; Sciscirì, belgian strong ale; Moramora, american stout; Lavika, amber ipa; 1282 saison. Nei programmi entro un paio di anni la realizzazione della nuova sede attrezzata anche alla ricezione e alle degustazioni.
Birra dei Vespri: la degustazione
Degustiamo 1282, una Saison biologica i cui ingredienti sono malto d’orzo, luppolo, lieviti, scorze di arance, coriandolo, zucchero. Come saison è ad alta fermentazione, dissetante, secca. Nel bicchiere colore giallo dorato, velato, spuma bianca, compatta, grossolana; al naso note essenzialmente speziate dai lieviti, coriandolo, un fondo di agrumi, molto equilibrata; in bocca spicca la bevuta piacevole e secca, fragrante con sensazione amara ben oltre i 12 Ibu, data dal bianco della scorza, comunque molto piacevole che la fa diventare ideale a tavola in quanto pulisce bene il palato, 5% di alcol.

Birra dei Vespri: 1282
L’altra degustata è Sciscirì, la pronuncia che faceva identificare i francesi che non sapevano dire cìciri (ceci), una Belgian Strong Ale, golden in quanto chiara, macro stile che raggruppa le birre belghe più strutturate, alcoliche e complesse, che sono spesso considerate le fuoriclasse da meditazione, spesso legate alla tradizione monastica. Ingredienti malto d’orzo, malto di avena, malto di frumento, zucchero, luppolo, lievito. Colore dorato velato, con sfumature arancione, schiuma morbida e persistente; all’olfatto è intrigante, i profumi sono ben individuabili: albicocca, pesca, agrumi, sensazioni di dolcezza e di malto; al palato è molto equilibrata, fresca, quasi leggera nonostante 8% di alcol che la fanno diventare tosta, l’amaro è deciso, 23 Ibu, ma equilibrato dagli altri malti che la rendono vellutata e leggermente mielata. Per il suo equilibrio globale è una ottima birra quasi universale per gli abbinamenti.

Birra dei Vespri: Sciscirì
Inutile dire che tutte sono non filtrate e non pastorizzate.
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