Le prime notizie del Borgo di Lilliano risalgono al Medio Evo. Si trattava allora di un complesso fortificato comprendente la Chiesa di Santa Cristina caratteristica per l’unica navata (inconsueta per le pievi del Chianti). Il complesso fu di proprietà del Marchese di Toscana, poi della Badia di Poggibonsi e dell’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze. Allora veniva chiamato Palazzo di Santa Maria Nuova a Ligliano. L’attività di imbottigliamento e commercializzazione dei vini fu iniziata nel 1958 dalla principessa Eleonora Ruspoli Berlingieri, la cui famiglia acquistò la Tenuta nel 1920. Giulio e Pietro sono gli attuali proprietari.

La Tenuta di Lilliano
L’azienda agricola offre ospitalità, con la formula dell’Agriturismo, degustazione e vendita diretta in Cantina del Chianti Classico e degli altri suoi prodotti. Nella proprietà spiccano tre vigneti di altissimo livello: “le Piagge” (Sangiovese), la Casina Sopra Strada (Sangiovese e Colorino), “Vigna Catena” Merlot. Oggi è l’agronomo Stefano Porcinai ad occuparsi dei vigneti dell’azienda ed è l’enologo pluripremiato Lorenzo Landi che ne cura e seleziona i vini. Alessandro Ruspoli, nipote di Giulio, che va ringraziato anzitutto per la ineccepibile organizzazione della degustazione dei vini della Uga Viticoltori di Castellina, ci ha messo a disposizione tutti i vini della gamma aziendale che andiamo a descrivere in ordine decrescente di annata.
Tenuta di Lilliano: la degustazione
Il Chianti Classico 2022 è composto da un 90% di Sangiovese, 5% Colorino e 5% Merlot. Affonda le radici nella tradizione dimostrando una smagliante aderenza territoriale. Inizialmente ritroso, si apre a una piacevole complessità olfattiva floreale e fruttata. Il tannino si affaccia al palato gentilmente accompagnando un sorso di rilassata armonia speziata. Il Chianti Classico Riserva 2021 è composto da un 90% di Sangiovese e un 10% di altri vitigni autorizzati. Balsamico e floreale con ricordi particolarmente intensi di violetta, è avvolgente e saporito, sostenuto da un bell’alito di freschezza. Le uve che danno origine al Chianti Classico Gran Selezione 2021 derivano da due dei migliori vigneti della Tenuta di Lilliano (Piagge e Casina) con una vendemmia in più passaggi e una stringente selezione dei grappoli. È un vino che esplode a centro bocca regalando succose note fruttate, terrose ed ematiche. Intensi anche i rimandi di liquirizia, erbe aromatiche e frutti di sottobosco. La progressione è importante, il tannino di ottima fattura, l’esecuzione curata.

L’azienda agricola offre ospitalità, degustazione e vendita diretta in Cantina del Chianti Classico
Il Colli della Toscana Centrale Igt Anagallis 2021 è un uvaggio di Cabernet Sauvignon 50%, Merlot 40% e Petit Verdot 10%. Profumo molto intenso di frutta a bacca rossa, spezie e note fumé tipiche del Cabernet Sauvignon e del Merlot. Ottima struttura, morbido ma potente, fruttato e consistente, persistente, dal tannino vivace e reattivo, ben contrastato dalla giusta sensazione di acidità che rinfresca il lungo finale. Le uve che danno origine al Chianti Classico Gran Selezione Vallanzone 2021 provengono elusivamente dal vigneto “Vallanzone”, un prestigioso cru situato in una delle zone più elevate della Tenuta, che raggiunge i 380 metri s.l.m. La particolare altitudine e l’esposizione favoriscono una maturazione lenta di questo Sangiovese 100%. Il profumo è estremamente complesso e raffinato. Emergono note nitide di frutti rossi croccanti, viola mammola e sentori balsamici, arricchiti da una mineralità tipica delle vigne di alta quota. Al palato è austero ed elegante, con una trama tannica fitta ma setosa. L’altitudine del vigneto regala una spiccata acidità che rende il sorso verticale, persistente e profondamente radicato al terroir di Castellina. I Tre Bicchieri del Gambero Rosso ci stanno tutti.

Tenuta di Lilliano: i vini
A chiudere il Toscana Igt Vignacatena 2020. 100% Merlot. Il Vignacatena rappresenta il recupero di un’anima storica delle Tenuta, un vino fortemente rivoluto (l’ultima annata prodotta era stata la 2010) per celebrare l’essenza del Merlot in purezza. Il nome deriva dall’omonimo vigneto situato a circa 280 metri s.l.m. Un tempo era accessibile solo attraverso una strada sterrata chiusa con una catenella. Al naso esplodono i sentori tipici del vitigno: prugna matura, mora di rovo, e marasca, fusi a note eleganti di spezie dolci, cacao e una leggera traccia fumé derivante dal passaggio in legno. Di ottima struttura potente ma incredibilmente avvolgente. Il tannino è maturo e vellutato, ben contrastato dalla freschezza minerale tipica dei suoli di Lilliano che pulisce il palato e invita al secondo sorso. Finale lungo e di grande piacevolezza. A margine Alessandro nel corso di un lauto pranzo ci propone una verticale di vecchie annate di Gran Selezione fra cui un 2013 che meriterebbe un articolo a parte. È la longevità il vero punto di forza dei vini di Lilliano.
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