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decisione

Terre d'Oltrepò, fallimento più vicino: il Tribunale dichiara insolvente la cooperativa

Stefano Calvi
di Stefano Calvi
07 aprile 2026 | 12:38

Il Tribunale di Pavia ha accolto l’istanza presentata dal commissario di Terre d’Oltrepò, dichiarando lo stato di insolvenza della cooperativa. Si tratta di un passaggio formale ma decisivo, che certifica di fatto il dissesto della società e apre una nuova fase della procedura. Il provvedimento rappresenta infatti il presupposto per la formazione dello stato passivo, cioè il quadro complessivo dei debiti maturati dalla cantina: a quanto ammontano, nei confronti di quali soggetti sono stati contratti e con quale ordine dovranno eventualmente essere soddisfatti. La normativa prevede infatti una distinzione tra i creditori, attribuendo ad alcuni di essi - i cosiddetti creditori privilegiati - il diritto a essere pagati prima degli altri.

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Resta però il nodo centrale: con quali risorse si procederà? Una delle principali fonti potenziali è rappresentata dalla valorizzazione del patrimonio della cantina, stimato in oltre 30 milioni di euro e già trasferito alla Società per azioni. Ma l’incognita, a questo punto, riguarda la reale capacità di realizzo di questi beni e, soprattutto, la possibilità che le somme ricavate siano sufficienti a coprire l’intera esposizione debitoria.

Sul tavolo rimangono quindi molte incertezze. A partire dal destino dei crediti vantati dagli agricoltori soci, che attendono ancora di capire se e in quale misura potranno recuperare quanto spettante. Domande che, allo stato attuale, non trovano ancora una risposta concreta.

Le critiche politiche: lo scontro sulla gestione del caso

Sul caso è intervenuto anche il Partito democratico pavese, che in una nota diffusa nel fine settimana ha espresso un giudizio fortemente critico sulla gestione della vicenda. Il Pd ha ribadito la propria contrarietà all’impostazione scelta dal Ministero e alla prospettiva della liquidazione, accusata di aver escluso in partenza qualsiasi percorso di risanamento.«Questo è un fatto negativo - ha dichiarato Nicola Adavastro, responsabile agricoltura del Pd - imposto da Roma e subito dal territorio pavese».

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