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origini

Riccardo Cotarella, dal vino al vermouth: vecchia passione, nuova sfida

di Redazione Italia a Tavola
08 aprile 2026 | 15:52

Per Riccardo Cotarella, figura di riferimento dell’enologia italiana e presidente onorario degli enologi mondiali, il vermouth rappresenta molto più di una parentesi professionale. Il nuovo progetto nasce infatti come un ritorno alle origini, sviluppato insieme all’imprenditore torinese Michele Marsiaj, fondatore di Amistà, realtà che propone una rilettura contemporanea del vermouth piemontese. «Per me è un ritorno alle origini, a qualcosa che mi appartiene profondamente», spiega Cotarella. Un legame che affonda nelle prime esperienze di lavoro, quando il vermouth rappresentava un terreno di apprendimento e sperimentazione.

Riccardo Cotarella, dal vino al vermouth: vecchia passione, nuova sfida

L'enologo Riccardo Cotarella

Dal vino alle erbe, una tradizione che si rinnova

Il punto di partenza resta il vino, elemento centrale anche in questa nuova fase. «La mia prima esperienza professionale è stata proprio quella di fare vermouth sotto la guida di un autentico maestro piemontese quale era Luigi Del Mastro», ricorda Cotarella. «Il vermouth nasce dal vino, arricchito da erbe e spezie che caratterizzano il prodotto». Il ritorno a questa tipologia non è quindi un’operazione nostalgica, ma un passaggio che tiene insieme memoria e attualità. «Tornare a lavorarci significa recuperare una dimensione autentica del nostro mestiere, ma allo stesso tempo proiettarsi nel futuro», aggiunge, sottolineando come il vermouth stia vivendo una nuova fase di interesse, anche grazie all’evoluzione dei consumi.

Tra identità e innovazione: nuovi mercati e nuove occasioni di consumo

Il progetto si inserisce in un contesto in cui il comparto beverage sta ridefinendo linguaggi e formati. Per Cotarella, il vermouth rappresenta anche una leva per ampliare le prospettive del vino. «È una straordinaria occasione per esplorare nuovi mercati», osserva. «Dobbiamo offrire prodotti diversi, capaci di intercettare nuovi consumatori e nuove occasioni di consumo». In questo scenario, il vermouth diventa uno strumento per valorizzare il vino in modo alternativo, attraverso un approccio che unisce ricerca e qualità, senza perdere il legame con la materia prima.

Riccardo Cotarella, dal vino al vermouth: vecchia passione, nuova sfida

Secondo Cotarella il Vermouth può valorizzare il vino in modo alternativo

Sulla stessa linea si colloca Michele Marsiaj, che legge il progetto come una risposta ai cambiamenti in atto nel mercato. «Viviamo una fase di trasformazione nei consumi e proprio per questo è fondamentale ampliare l’offerta, mantenendo sempre alta l’identità del prodotto italiano ma aprendosi a linguaggi e mercati nuovi», afferma. La collaborazione con Cotarella nasce in questa prospettiva, con l’obiettivo di costruire un prodotto che tenga insieme tradizione e innovazione. «Ci siamo affidati a un professionista che ha fondato la sua carriera sulla qualità e sulla sperimentazione», conclude Marsiaj.

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