La Puglia, si sa, negli ultimi venticinque anni è cresciuta in maniera esponenziale in turismo ed enogastronomia, tanto da diventare un case history per le altre regioni. Tra i protagonisti di questa crescita ci sono i Produttori di Manduria. Fondata nel 1932 da alcuni vignaioli illuminati, oggi è la cooperativa più antica della Puglia e rappresenta una realtà che vanta una lunga storia di dedizione alla viticoltura e al rispetto delle tradizioni. Con oltre 700 ettari di vigneti dislocati sul territorio di Manduria (Ta), la cantina conta 300 soci vignaioli, riconosciuti come Maestri in Primitivo.
La missione del Primitivo di Manduria Doc
Mission dei Produttori di Manduria è infatti valorizzare il Primitivo di Manduria Doc, un vino che incarna perfettamente l’essenza di questo territorio e della sua comunità. I soci, veri fautori di questa crescita, sono affiancati da un team professionale e lungimirante guidato dal presidente Pasquale Brunetti, dal direttore generale Vittorio Moscogiuri, dal direttore commerciale Giovanni Dimitri e dalla responsabile relazioni pubbliche, eventi e comunicazione Anna Gennari.
Da sinistra, Giovanni Dimitri, Pasquale Brunetti, Anna Gennari e Vittorio Moscogiuri
«Il Primitivo e gli altri vitigni rossi pugliesi - ha raccontato Vittorio Moscogiuri - per anni sono stati lavorati per vini da taglio e per lo sfuso. Il lavoro fatto per ridare valore e identità ai nostri vini è stato lungo e molto faticoso, un lavoro fatto non solo in cantina ma anche sulla cultura di questa gente. Oggi, grazie anche al contributo di realtà come la nostra, possiamo dire che questi vini sono riusciti a conquistare un ruolo di rilievo, arrivando a rappresentare la Puglia sui mercati internazionali».
Sostenibilità e riconoscimenti internazionali della cooperativa
A conferma del grande lavoro compiuto in questi anni dalla cooperativa sono arrivati anche riconoscimenti rilevanti come quello di "Marchio storico di interesse nazionale" dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. E ancora nel 2018, tra le prime 9 cantine d’Italia ad aver ottenuto la certificazione di Azienda Sostenibile secondo lo standard Equalitas. «Il concetto di sostenibilità non è una moda per la nostra Cantina - ha spiegato Giovanni Dimitri, direttore commerciale - ma è un credo sul quale stiamo puntando molto, e tra le azioni più recenti c’è un importante progetto di sostenibilità ambientale per ridurre l’utilizzo del vetro che ha visto la sostituzione di oltre un milione di bottiglie da 650 grammi, le più utilizzate nella produzione dei vini, con quelle da 500 grammi consentendo di risparmiare circa 1.500 tonnellate di vetro acquistato, rivenduto e smaltito».
L'uva con cui si produce il Primitivo di Manduria
Un risparmio che in termini di emissioni è stimato in circa 250 tonnellate di CO2 all’anno. Inoltre, grazie a un impianto fotovoltaico da 420 kW, l'azienda riduce ulteriormente le emissioni di CO2 di 140 tonnellate all'anno.
Vini iconici e riconoscimenti tra Gambero Rosso e Wine Enthusiast
Tra i vini più iconici dei Produttori di Manduria c’è il Madrigale 2023, Primitivo Docg Dolce Naturale, che per la prima volta ha conquistato i Tre Bicchieri del Gambero Rosso ed è Top Wine e Best Buy per Slow Wine. Premiato anche Lirica Primitivo di Manduria Doc: unico pugliese tra 17 italiani nella classifica Top 100 Best Buy 2025 di Wine Enthusiast. Questo vino di straordinaria intensità ha conquistato alcuni dei massimi riconoscimenti nazionali: i Tre Bicchieri della Guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso e la doppia menzione Top Wine e Best Buy nella Guida Slow Wine 2026 di Slow Food.
Il Madrigale 2023, Primitivo Docg Dolce Naturale
Lirica Primitivo di Manduria Doc
Le vigne pugliesi del Primitivo di Manduria
«I risultati ottenuti - ha detto Pasquale Brunetti, presidente di Produttori di Manduria- ci motivano a guardare avanti con fiducia, continuando a investire in innovazione e sostenibilità per portare sempre più in alto in Italia e nel mondo l’autenticità e il valore del Primitivo di Manduria».
Enoturismo e Museo del Vino Primitivo: le esperienze nel territorio
Anche l’enoturismo è un segmento sul quale la cooperativa investe molto. Fiore all’occhiello è il Museo della Civiltà del Vino Primitivo, un luogo che trasuda storia e tradizione e che racconta perfettamente l’eredità culturale della vinificazione del Primitivo.
Uno scorcio del Museo della Civiltà del Vino Primitivo
«Nato oltre 20 anni fa con una forte vocazione alla memoria - ha aggiunto Anna Gennari - il Museo custodisce le tracce di una storia da preservare, raccogliendo oggetti e testimonianze in un suggestivo percorso ipogeo in quelle che erano le antiche cisterne dell’ottocentesca Cantina, oggi divenute originali ambientazioni tematiche». Aperto tutto l’anno, il Museo è diventato una tappa irrinunciabile per coloro che arrivano in Cantina.
Pashà e Osteria di Chichibio: ospitalità e cucina d’autore in Puglia
Altro pilastro pugliese, questa volta del mondo gastronomico, è Il Pashà. Da sempre punto di riferimento per la ristorazione di ricerca, insignito dalla stella Michelin, dallo scorso giugno si è trasferito nelle campagne di Polignano a Mare (Ba) all’interno di una masseria del XVI secolo, evolvendo in Pashà Ristorante e Dimora a Masseria Mancini. Patron del progetto è Antonello Magistà che guida con la sua consueta eleganza questa nuova casa dell'ospitalità e del gusto.
Carciofo Centofoglie e anguilla al barbecue, del ristorante Pasha`
Il team del Pasha` guidato da Antontonello Magista`
L’esperienza a Masseria Mancini è di quelle immersive: qui l’ospite può godere di un’architettura storica, un design raffinato e di una proposta culinaria di ricerca e di gusto. «Un passaggio naturale - ha raccontato Antonello Magistà - che non cambia l’identità del Pashà ma ne allarga il respiro. Crediamo che la vera misura del successo risieda nel far sentire chiunque varchi la nostra soglia non un semplice cliente, ma parte di una storia. Oggi in cucina c’è una brigata giovanissima che ha tanta voglia di fare e sperimentare, è la giusta evoluzione della storia del Pashà che è nata dalle sapienti mani di mia mamma». Proprio in questi giorni il ristorante ha presentato Collezione Primavera, il nuovo menù firmato dallo chef Michele Spadaro.
Polpo in doppia cottura su spuma di patate di Polignano, cime di rapa, pomodorini confit e croccante di polenta, dell'Osteria di Chichibio
Vittoria Scagliusi e Massimiliano Di Lauro, proprietari dell'Osteria del Chibibio
La sala dell'Osteria di Chichibio
Per chi non volesse rinunciare alla tradizione, quella ben fatta ma dal tocco elegante, sempre a Polignano a Mare, c’è l’Osteria di Chichibio. Una realtà con trent’anni di storia oggi gestista da una nuova proprietà con Vittoria Scagliusi e Massimiliano Di Lauro, che puntano a preservarne l’identità. «Tutti i prodotti utilizzati sono locali - ha detto Massimiliano Di Lauro - comprese le verdure, rigorosamente a km 0. L’unica eccezione riguarda i ricci, provenienti dalla Bretagna: non possono essere locali a causa di specifici vincoli ambientali necessari alla tutela della specie nel territorio pugliese». Accanto ai piatti fortemente identitari, questo ristorante conquista per un servizio di sala attento e preparato, dove accoglienza e ospitalità sono protagoniste dell’esperienza.
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