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conversazione

Il Montefalco Rosso raccontato da tre vitigni chiusi nella stessa botte

Vincenzo D’Antonio
di Vincenzo D’Antonio
11 maggio 2026 | 12:13

Si spengono le luci. Tacciono le voci. Le luci sono quelle, sempre soffuse, della cantina. Le voci che tacciono, ed era pure ora, sono quelle “umane”: sovente noiose. E però, altre voci cominciamo ad ascoltare. Siamo affascinati. Captiamo conversazione proveniente da una barrique di rovere francese. Capiamo che si tratta di tre vitigni che evidentemente sono capitati, non per caso, ma per scelta precisa del wine maker, nella stessa botte. Tre vitigni mica da poco. Nientedimeno, stiamo parlando di Merlot (Mer), Sangiovese (Gio) e Sagrantino (Gran).

Il Montefalco Rosso raccontato da tre vitigni chiusi nella stessa botte

Il vino prende voce: il dialogo notturno tra Sangiovese, Merlot e Sagrantino

La conversazione tra Merlot, Sangiovese e Sagrantino

Gio: «Miei cari amici, non me ne vogliate, ma, come potete anche voi agevolmente constatare, io qui sono egemone; sì, sono di gran lunga l’azionista di riferimento. Da solo detengo il 70% delle “azioni”. Voi due, messi insieme, arrivate appena al 30%. Insomma, non c’è partita: l’imprinting a questo vino, e però chiamiamolo vino dopo che sarà stato imbottigliato, è senza dubbio alcuno il mio. Io, sebbene presente sia in Romagna che in Toscana, mi trovo a mio agio anche in Umbria e, voglio proprio dirvelo, particolarmente proprio qui a Montefalco. E voi lo sapete bene, che come arreco io ciliegia e acidità...».

Mer: «Io, lo sapete bene, sto bene un po’ ovunque nel mondo; però sento come la mia vera casa natia Bordeaux. Amico gio, tu arrecherai anche la ciliegia e l’acidità, però, lo vogliamo dire o lo vogliamo tacere che io porto morbidezza, prugna, rotondità? Sono carezzevole, questa è la verità. Voi due, e però non dovete prendervela a male, senza di me sareste due spigoli deambulanti. Ci metto del mio per fare questo buon vino. Diciamocelo».

Gran: «Io vi ho ascoltato attentamente e, lasciatemi aggiungere, anche pazientemente. Ve lo dico apertis verbis: fosse stato per me, io qui neanche ci starei. E per forza! Sto talmente bene da solo nel mio, tutto mio, Montefalco Sagrantino Docg, con quel mio portentoso corredo tannico che è pressoché unico in Italia e forse nel mondo, e invece devo stare qui con il 15%. Però ci sto e, a questo punto, si è anche capito perché: arreco potenza e spigolo».

Gio: «Devo riconoscere, caro amico gran, che hai detto il vero. Tu porti la potenza e però, non dimenticarlo, io porto la bevibilità. Sai come definirei la bevibilità? La bevibilità è quella cosa che... che... hai bevuto il primo sorso!? Ecco, e ti viene voglia di bere il secondo sorso».

Mer«Sono d’accordo con tutti e due. Anzi, non è solo che sono d’accordo; ma è che io vi metto d’accordo! Fungo quasi da cerniera, se mi passate l’immagine. gio con la sua acidità, gran con la sua corazza, e io a dare velluto.
gran: ben detto, mer. Vogliamo dire che io ci metto la schiena diritta!? Vogliamo aggiungere che, senza di me, magari questo vino dopo tre anni potrebbe melanconicamente sedersi e invece con me resta vigoroso almeno fino a dieci anni?».

Gio: «Abbiamo tutti ragione e quindi possiamo agevolmente constatare che questo wine maker che ci ha messi insieme sa il fatto suo. Comunque, mi va di ribadirlo: non dimenticate che io da solo costituisco il 70%. E scusate se è poco».

Mer: «Io ci sto al 15%, è vero; ma mi è bastevole questo 15% per dare amalgama a questo vino. Non combatto, io. Mi faccio valere con le carezze».

Gran: «Anche io ci sto solo al 15%. E però... avete presente il sugo all’arrabbiata? C’è più pomodoro che peperoncino, è vero. E però non sarebbe sugo all’arrabbiata se quel poco di peperoncino non ci fosse. Ecco, se l’immagine vi piace, io mi vedo come il peperoncino della situazione: poco ma indispensabile».

Webinar 19 maggio

Subentra il silenzio. Forse si sono addormentati tutti e tre. Sonno lungo. Risveglio dopo mesi e mesi.

Gio: «Avete letto sulla botte come hanno chiamato questo vino? Lo hanno chiamato Montefalco Rosso».

Mer: «Un grande vino, lo so. E per forza, con la mia morbidezza».

Gran: «E per forza, con il mio scheletro, con la mia poderosa struttura ossea».

Gio: «E per forza, con la mia ciliegia».

Una notte di plenilunio a Montefalco

Il Montefalco Rosso raccontato da tre vitigni chiusi nella stessa botte

Il Montefalco Rosso Doc 2023 di Tenuta Alzatura

La conversazione fu ascoltata in una notte di plenilunio del mese di marzo dell’anno 2023, in località Fratta Alzatura, in quel di Montefalco, in provincia di Perugia, nella cantina Tenuta Alzatura. Il vino è il Montefalco Rosso Doc 2023

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