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Vesuvio Wine Day

I vini del Vesuvio guardano all’Horeca e puntano su cinema, arte e storytelling

Salvatore Schiavone
di Salvatore Schiavone
12 maggio 2026 | 09:30

O rraù ca me piace a me ’o ffaceva sulo mammà. Con i versi immortali di Eduardo De Filippo, il cibo smette di essere solo nutrimento e si fa memoria, rito e identità. È proprio questa sacralità della tavola, celebrata dai giganti del teatro, a fare da cornice al Vesuvio Wine Day 2026. Oggi, il Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore si trasforma in un grande laboratorio sensoriale dove il vino del vulcano è l'attore protagonista nel cuore di Napoli.

I vini del Vesuvio guardano all’Horeca e puntano su cinema, arte e storytelling

Il 10 e 11 maggio si è svolto Vesuvio Wine Day

L'esperimento: un ponte tra letteratura e calice

L'edizione di quest'anno segna una svolta nel modo di comunicare il territorio. Il Consorzio Tutela Vini Vesuvio ha infatti lanciato un fortunato "esperimento culturale": legare la degustazione tecnica alla narrazione editoriale. La Masterclass dedicata ai vini vulcanici si è aperta con la presentazione del volume "A tavola con l’arte culinaria al teatro e al cinema" di Salvatore Schiavone (Cacucci Editore). L'autore ha "apparecchiato" la degustazione guidando i presenti tra le scene iconiche della settima arte e i palcoscenici di Eduardo, dimostrando come il vino sia, nel cinema come nella vita, uno strumento di libertà e convivialità.

I vini del Vesuvio guardano all’Horeca e puntano su cinema, arte e storytelling

I versi di Eduardo De Filippo sul ragù

A chiudere il cerchio perfetto tra finzione e realtà storica, è stato il saggio "In principio fu lo stoccafisso" di Erminia Gerini Tricarico e Francesco Maria Spano (Gangemi Editore). Il racconto dell'epopea del merluzzo essiccato ha fornito la base storica per comprendere un abbinamento che è pilastro della cucina vesuviana e compagno d'elezione dei rossi del vulcano.

Webinar 19 maggio

Il patrimonio in degustazione

Sotto le volte della Sala Sisto V, i riflettori sono puntati su oltre 120 etichette. Protagonista assoluto il Lacryma Christi del Vesuvio (Rosso e Bianco), affiancato dall'autoctono Caprettone e dalla Falanghina Vesuvio Doc. Un'occasione unica per testare la mineralità e la sapidità tipiche di un terroir unico al mondo, nato dalla cenere e dal fuoco.

I vini del Vesuvio guardano all’Horeca e puntano su cinema, arte e storytelling

In degustazione presenti oltre 120 etichette

Focus su Horeca e territorio

La giornata di lunedì 11 maggio è stata dedicata interamente ai professionisti della ristorazione e dell'accoglienza. Il messaggio è chiaro: per competere sul mercato, l'operatore Horeca non deve più vendere solo una bottiglia, ma una storia. L'esperimento condotto con i libri di Schiavone e Gerini Tricarico/Spano offre ai sommelier e ai ristoratori nuovi strumenti di storytelling per valorizzare la proposta in sala. 

Siamo davanti a un cambio di paradigma, dove il vino, la storia e l'arte diventano i pilastri della nostra identità culturale e della nostra libertà produttiva.

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