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30-31 maggio

Cantine Aperte, l’enoturismo italiano punta su natura, benessere e nuove esperienze

di Redazione Italia a Tavola
13 maggio 2026 | 14:48

Le cantine del Movimento Turismo del Vino si preparano alla nuova edizione di Cantine Aperte, in programma sabato 30 e domenica 31 maggio. L’appuntamento, arrivato alla 34ª edizione, continua a rappresentare uno dei momenti più significativi per osservare l’evoluzione dell’enoturismo italiano e il cambiamento delle esperienze proposte al pubblico. Accanto alle tradizionali degustazioni, le aziende stanno infatti ampliando l’offerta con attività che puntano a coinvolgere i visitatori durante tutto l’anno. Il vino resta centrale, ma sempre più spesso viene inserito in un contesto che comprende paesaggio, benessere, relazione con il territorio e attività all’aria aperta.

Cantine Aperte, l’enoturismo italiano punta su natura, benessere e nuove esperienze

Cantine Aperte torna il 30 e 31 maggio

Dalle degustazioni al turismo rigenerativo

Negli ultimi anni molte cantine hanno iniziato a lavorare su un modello di ospitalità più ampio, orientato a quello che oggi viene definito turismo rigenerativo. L’obiettivo non è più soltanto portare il visitatore in cantina per una degustazione, ma costruire un’esperienza capace di rallentare i ritmi e favorire un rapporto diretto con la natura e con le comunità locali.

Durante Cantine Aperte 2026 troveranno spazio trekking tra i filari, passeggiate guidate nei vigneti, attività di tree watching, percorsi in e-bike e visite nei borghi vicini alle aziende vitivinicole. Accanto a queste proposte si svilupperanno anche attività dedicate al benessere fisico e creativo, come sessioni di yoga in vigna, laboratori artistici e degustazioni esperienziali. L’enoturismo continua così a spostarsi verso formule più partecipative, dove il tempo trascorso in cantina diventa parte integrante dell’esperienza di viaggio.

Cresce il peso economico dell’enoturismo

Secondo i dati del Ceseo - Centro Studi Enoturistico e Oleoturistico dell’Università Lumsa - il comparto vale oggi circa 3,1 miliardi di euro e rappresenta il 21% del fatturato delle cantine turistiche italiane. Per Violante Gardini Cinelli Colombini, il settore sta attraversando una fase di trasformazione importante: «Cantine Aperte si conferma una piattaforma di esperienze diffuse e differenziate, capaci di raccontare il vino e il territorio attraverso un linguaggio più contemporaneo e inclusivo». Secondo la presidente nazionale del Movimento Turismo del Vino, l’attenzione verso sostenibilità, comunità locali e valorizzazione del paesaggio sarà sempre più centrale nelle strategie future delle aziende.

Cantine Aperte, l’enoturismo italiano punta su natura, benessere e nuove esperienze

Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente del Movimento Turismo del Vino

Tra gli aspetti emersi dall’indagine Ceseo c’è anche la crescita del turismo internazionale. Per circa il 30% delle cantine associate Mtv, i visitatori stranieri rappresentano quasi la metà del totale. Una presenza che sta spingendo molte aziende a lavorare non solo sull’accoglienza, ma anche sull’accessibilità delle esperienze: collegamenti, informazioni più chiare, servizi digitali e organizzazione dell’offerta diventano elementi sempre più rilevanti per rendere competitivo il turismo del vino italiano. In parallelo cresce anche l’attenzione verso formule dedicate alle famiglie e ai giovani visitatori, con attività pensate per ampliare il pubblico delle cantine oltre gli appassionati tradizionali.

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Consumo consapevole e cultura del vino

Anche per l’edizione 2026 viene confermata la collaborazione con Wine in Moderation, progetto europeo dedicato alla promozione di un consumo moderato e responsabile del vino. Un tema che negli ultimi anni accompagna sempre più spesso gli eventi legati all’enoturismo e che riflette un cambiamento culturale: il vino non viene proposto soltanto come prodotto da degustare, ma come elemento legato alla cultura gastronomica, al territorio e alla qualità dell’esperienza.

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