Giarolo vs Barolo, il dialogo tra Piemonte e Oltrepò passa da vino e salumi d’eccellenza. Una serata costruita attorno al gusto, ma soprattutto al dialogo tra territori, produzioni identitarie e culture gastronomiche che condividono radici comuni. Nella storica SOMS di San Sebastiano Curone, sulle colline del Tortonese, è andata in scena la seconda edizione di “Giarolo vs Barolo”, evento enogastronomico che ha riunito alcune delle principali realtà del panorama agroalimentare piemontese e dell’Oltrepò Pavese.

La sala dell storica SOMS di San Sebastiano Curone
Degustazione tra grandi vini piemontesi e salumi tipici
Protagonisti della serata sono stati il Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi, il Consorzio Tutela del Gavi, Terre Derthona, il Consorzio di Tutela del Salame di Varzi Dop e il Consorzio Salame Nobile del Giarolo, in un percorso degustativo pensato per raccontare il territorio attraverso vini, salumi e filiere simbolo di due aree confinanti. Il format, ormai consolidato dopo il successo della prima edizione, ha messo in dialogo grandi bianchi piemontesi, rossi iconici e salumi d’eccellenza, dimostrando come la promozione territoriale possa nascere dalla collaborazione tra realtà differenti ma complementari.

I vini in degustazione
«Si tratta di un evento unico che unisce più anime e più prodotti - ha sottolineato Mattia Bellinzona, presidente dell’Associazione Produttori del Salame Nobile del Giarolo - un esempio concreto di promozione del territorio e dei suoi prodotti di riferimento. Quando produttori, consorzi e associazioni decidono di lavorare insieme, il territorio riesce davvero a raccontarsi in maniera autentica».
Percorso degustativo tra Gavi, Timorasso, Barbaresco e Barolo
Il percorso degustativo ha accompagnato i partecipanti attraverso sei calici e altrettanti abbinamenti. Ad aprire la serata è stato il Gavi Spumante Metodo Classico Pas Dosé 2017 dell’Azienda Agricola Il Poggio di Francesca Poggio, servito insieme al Salame Nobile del Giarolo de “La Merlina”. A seguire il Gavi “Maddalena” 2025 dei Produttori del Gavi con la Filzetta Varzi Dop del Vecchio Varzi, quindi il Timorasso “Archetipo” Terre di Libarna 2020 di Ezio Poggio in abbinamento alla Filzetta Varzi Dop di Gran Varzi.

Salame di Varzi Dop
Spazio poi ai rossi con la Barbera Monleale 2022 di Paolo Poggio accompagnata dal Salame Nobile del Giarolo di Terre di Sarizzola. Il Barbaresco “Bordini” 2023 de La Spinetta è stato proposto insieme al Cucito Nobile del Giarolo di Cascina Giambolino e al Crespone Varzi Dop di Vecchio Varzi, mentre il finale è stato affidato al Barolo Classico 2022 di Vietti, servito con il Cucito Nobile del Giarolo della Macelleria Salumeria Arsura e il Cucito Varzi Dop di Gran Varzi.
Promozione territoriale e collaborazione tra consorzi
A chiudere la degustazione un risotto con pasta di salame firmato dagli chef piemontesi Fabrizio Rebollini e Roberto Ortelli Ortelli rispettivamente patron dei ristoranti Belvedere 1919 e L’Erica di Roberto. «Il Salame di Varzi Dop è un cugino fraterno del Nobile del Giarolo - ha ricordato Annibale Bigoni, direttore del Consorzio di Tutela del Salame di Varzi Dop -. C’è soltanto un monte che divide i territori della provincia di Pavia da quelli di Alessandria. Questo evento dimostra concretamente che si può e si deve fare squadra per promuovere eccellenze gastronomiche e territori che hanno tantissimo in comune».
Il valore culturale del vino e dell’enogastronomia
L’evento ha saputo mettere al centro non solo la qualità delle produzioni, ma anche il valore culturale dell’enogastronomia come strumento di relazione tra persone e comunità. «Questa manifestazione è l’esempio concreto di come il vino e il mondo enogastronomico riescano a mettere insieme persone e territori», ha evidenziato Gian Paolo Repetto, presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi.

Da sinistra Walter Massa, Paolo Repetto, Annibale Bigoni e Mattia Bellinzona
Sulla stessa linea anche Walter Massa, presidente di Terre Derthona, tra i protagonisti della valorizzazione del Timorasso e del territorio tortonese: «Il futuro è fatto di inclusione. Discutere positivamente di vino e di cibo è qualcosa di bello per la società, perché il vino è il mediatore di tutti».
Giarolo vs Barolo: un progetto culturale tra Piemonte e Lombardia
Tra i temi emersi nel corso della serata, anche la necessità di superare i confini amministrativi e costruire una promozione condivisa delle aree collinari tra Piemonte e Lombardia, valorizzando prodotti che raccontano storie diverse ma strettamente intrecciate. “Giarolo vs Barolo” si conferma così non soltanto una degustazione, ma un progetto culturale e territoriale capace di mettere attorno allo stesso tavolo produttori, consorzi, appassionati e comunità locali.