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sott’acqua

In Piemonte c’è un vino che matura nel lago di Viverone: la “Piroga Benedettina”

di Franca Scotti
19 maggio 2026 | 09:30

Un vino affinato in anfore sommerse nelle acque del lago di Viverone, in provincia di Biella. Stiamo parlando dell’incredibile “Piroga Benedettina”, unico nel suo genere in Italia, che si può degustare a Cella Grande.

In Piemonte c’è un vino che matura nel lago di Viverone: la “Piroga Benedettina”

Piroga Benedettina, il vino affinato in andore sommerse nel lago di Viverone

Cella Grande: da monastero benedettino a cantina d’eccellenza

Siamo nel Piemonte nord occidentale, dove si stende un territorio ancora poco noto al turismo di massa. Una terra perfetta per le moderne esigenze di turismo slow a misura d’uomo. Due sono le cifre inconfondibili di questa terra: la Serra Morenica, una  straordinaria balconata rettilinea lunga 25 chilometri, la  morena più lunga d’Europa, residuo di un ghiacciaio preistorico e il lago di Viverone, anche questo testimone di un tempo remoto, poiché conserva le palafitte di un villaggio datato all’età del bronzo, uno dei patrimoni seriali Unesco.

In Piemonte c’è un vino che matura nel lago di Viverone: la “Piroga Benedettina”

La piattaforma di Cella Grande nel lago di Viverone

Tra Canavese e Biellese si stende una terra di “cammini”, tra  borghi, boschi e castelli. Un tempo abitato e coltivato da monaci benedettini. Proprio un  monastero benedettino era Cella Grande, che prende il  nome dalla parte più antica della struttura, detta “Cella di San Michele”. Dall’XI  secolo, di cui si conserva parte della struttura romanica originale e il campanile in pietra, arriviamo alla modernità, in cui la famiglia Bagnod, originaria della Val d’Aosta, ha avuto il merito di avviare  un’importante opera di ristrutturazione,  armonizzando la tradizione con le più moderne tecnologie.

In Piemonte c’è un vino che matura nel lago di Viverone: la “Piroga Benedettina”

Un'anfora per l'affinamento del vino nelle acque del lago

I vini di Cella Grande: Erbaluce Docg, Carema eroico e la “Piroga Benedettina”, il vino affinato sott’acqua nel Lago di Viverone

Ecco dunque le proposte della cantina: l’Erbaluce Docg, il vino bianco fermo, coltivato su 5 ettari di vigneti, il rarissimo Carema, prodotto da una viticoltura eroica su terrazzamenti e muretti a secco, fino al Piroga Benedettina, appunto, affinato in anfore sommerse nelle acque del Lago di Viverone. Un metodo speciale, nato dalla collaborazione con l'enologo Donato Lanati.

In Piemonte c’è un vino che matura nel lago di Viverone: la “Piroga Benedettina”

Cella Grande: i vini
 

Cucina del territorio al Cella Grande Bistrot

I vini si degustano in cantina e  a tavola, nel  Cella Grande Bistrot, per accompagnare piatti preparati con  prodotti dell’Azienda Agricola della famiglia Bagnod, come il  Risotto Carnaroli alle rane, la Zuppetta del Benedettino di pesce di lago, la Bavarese alla nocciola e cioccolato, oltre a una selezione di formaggi prodotti dalle malghe di proprietà in Val d’Aosta.

Turismo slow tra borghi, cammini e natura incontaminata

E le offerte di Cella Grande non finiscono qui. Immersa in uno splendido parco con alberi secolari e giardini, si apre la struttura centrale con 9 suite e terrazze vista lago. Per un pieno relax, la Biospa invita all’area wellness con piscina riscaldata, sauna, e bagno turco, docce emozionali e cascate di ghiaccio. Mentre le grandi botti all’aperto di fronte a un panorama infinito  accoglieranno le coppie per un brindisi suggestivo e  discreto.

In Piemonte c’è un vino che matura nel lago di Viverone: la “Piroga Benedettina”

Cella Grande: ex monastero benedettino, oggi è cantina, resort e bistrot

Per ampliare poi il viaggio in Canavese, ricordiamo che qui si passa dalle pianure dei dintorni di Torino alle colline vitate dell’Erbaluce, per raggiungere poi i ghiacciai. Appartengono al territorio l’unico quattromila interamente italiano, il Gran Paradiso, e numerose vette che superano i tremila metri, culla dell’alpinismo. E a breva distanza il Castello di Masino, immerso all’interno di un parco monumentale, che nasconde anche il divertente “labirinto”, oggi bene Fai accuratamente restaurato, offre una visita spettacolare tra saloni affrescati e sfarzosamente arredati.

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