Il 30 e 31 maggio torna anche in Umbria Cantine Aperte, appuntamento storico del Movimento Turismo del Vino che quest’anno raggiunge la trentaquattresima edizione regionale. Un evento che negli anni ha modificato il rapporto tra pubblico e aziende vitivinicole, contribuendo a trasformare la visita in cantina in una componente stabile dell’offerta turistica del territorio. L’edizione 2026 coinvolgerà più di quaranta cantine socie del Movimento Turismo del Vino Umbria, con un programma distribuito nelle principali aree vitivinicole regionali. Da Montefalco a Torgiano, passando per Orvieto, Assisi, Bevagna, il Trasimeno e l’area perugina, il calendario costruisce una geografia dell’accoglienza che mette insieme degustazioni, attività all’aperto e momenti dedicati alla cucina locale. Non si tratta più soltanto di un fine settimana dedicato agli assaggi. Negli anni Cantine Aperte è diventato un osservatorio sul modo in cui le aziende interpretano l’enoturismo, tra esperienze in vigna, percorsi guidati e formule che cercano un rapporto più diretto con il visitatore.

Sono oltre 40 le aziende umbre che proporranno iniziative per Cantine Aperte
Dalle degustazioni ai tour tra vigne e colline umbre
Anche per questa edizione le cantine proporranno programmi molto differenziati. Accanto alle degustazioni guidate trovano spazio picnic tra i filari, pranzi e cene con i produttori, escursioni in e-bike e iniziative rivolte alle famiglie. La struttura dell’evento mantiene una dimensione diffusa, senza un unico centro organizzativo, lasciando alle aziende la possibilità di raccontare il proprio territorio attraverso modalità differenti di accoglienza. È un aspetto che il presidente del Movimento Turismo del Vino Umbria, Giovanni Dubini, considera centrale: «Cantine Aperte rappresenta un momento importante perché consente alle aziende di aprirsi al pubblico e raccontare il proprio lavoro in modo diretto e trasparente. Anche quest’anno la partecipazione delle cantine è ampia e conferma la volontà condivisa di investire sull’accoglienza e sul rapporto con il consumatore».
Accanto all’aspetto turistico, la manifestazione continua a mantenere una forte attenzione sul tema della responsabilità nel consumo del vino. In questa direzione si inserisce la collaborazione con Screen Italia, che affiancherà il Movimento Turismo del Vino Umbria nelle attività di sensibilizzazione rivolte ai visitatori. Il tema del bere consapevole resta infatti uno degli elementi identitari dell’associazione nazionale e delle sue derivazioni regionali, soprattutto in eventi che coinvolgono un pubblico ampio e trasversale. Dubini sottolinea questo passaggio anche come parte integrante dell’approccio culturale dell’associazione: «Promuovere il vino significa anche promuovere un consumo responsabile e strumenti di sensibilizzazione che accompagnino l’esperienza in cantina».
La collaborazione con Airc e il sostegno alla ricerca
Anche nel 2026 viene confermata la presenza di Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro ETS come charity partner della manifestazione. Una collaborazione consolidata nel tempo e che continua a essere parte integrante dell’evento. Con l’acquisto del kit degustazione, i visitatori contribuiranno con una donazione di sei euro destinata alla ricerca scientifica oncologica. Il kit comprende calice, porta calice e degustazione utilizzabili nelle cantine aderenti durante la giornata. La presidente del Comitato Umbria di Fondazione AIRC, Laura Radi, ha ricordato il valore della collaborazione costruita negli anni con il Movimento Turismo del Vino: «Il sostegno ricevuto ha consentito di raccogliere oltre 372mila euro destinati a progetti di ricerca innovativi. Anche quest’anno saremo presenti nelle cantine con materiali dedicati alla prevenzione primaria».
L’enoturismo come leva stabile del vino umbro
Cantine Aperte continua così a rappresentare uno degli appuntamenti più rilevanti per l’enoturismo regionale, non soltanto per il numero di visitatori coinvolti ma per il modello di relazione che propone tra aziende e territorio. In Umbria il rapporto tra vino e ospitalità si è progressivamente consolidato attraverso formule che puntano meno sull’evento spettacolare e più sull’esperienza diretta nei luoghi di produzione. La visita in cantina diventa quindi uno strumento di conoscenza del paesaggio agricolo regionale, oltre che occasione di degustazione. In questo quadro, il ruolo del Movimento Turismo del Vino Umbria resta quello di coordinare una rete di aziende che condividono standard comuni di accoglienza e attenzione alla sostenibilità sociale e ambientale.

Giovanni Dubini, presidente Mtv Umbria
Nata nel 1993, la sezione umbra del Movimento Turismo del Vino riunisce oggi oltre sessanta aziende associate. In più di trent’anni l’iniziativa ha accompagnato l’evoluzione dell’enoturismo italiano, passando da semplice apertura straordinaria delle cantine a sistema organizzato di esperienze territoriali. L’edizione 2026 conferma questa trasformazione, in una fase in cui il pubblico cerca sempre più occasioni di contatto diretto con produttori, paesaggi e filiere agricole. Le prenotazioni per le attività previste durante Cantine Aperte vengono gestite direttamente dalle aziende aderenti, mentre i programmi completi sono consultabili attraverso i canali ufficiali del Movimento Turismo del Vino Umbria.
Qui l'elenco completo delle attività proposte dalle cantine umbre