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Vino italiano, export extra-Ue in calo: primo trimestre al -11%, Usa giù del 20%

di Redazione Italia a Tavola
27 maggio 2026 | 18:13

Nel primo trimestre dell’anno le esportazioni di vino italiano verso i mercati extra-Unione europea restano in territorio negativo, pur mostrando un rallentamento della discesa rispetto ai mesi precedenti. Secondo le rilevazioni dell’Unione italiana vini attraverso il proprio Osservatorio, il comparto chiude il periodo a ridosso del miliardo di euro, con una contrazione tendenziale dell’11%. Un dato che si confronta con il -16% registrato nel bimestre precedente e che trova una parziale attenuazione in marzo, mese in cui la flessione si riduce a -2,3% in valore e segna un +3,9% in volume. Il quadro che emerge è quello di un mercato in fase di assestamento, dove la tenuta non arriva tanto dai tradizionali sbocchi consolidati quanto da aree considerate più dinamiche, che contribuiscono a contenere la perdita complessiva.

Vino italiano, export extra-Ue in calo: primo trimestre al -11%, Usa giù del 20%

Export vino extra-Ue in calo dell’11% nel primo trimestre 2026

Stati Uniti, effetto dazi e domanda in contrazione

Tra i principali mercati di destinazione, gli Stati Uniti confermano un avvio d’anno complesso per il vino italiano. Le vendite registrano un calo del 20,5%, condizionato anche da un fenomeno di anticipazione degli acquisti da parte degli importatori nella prima parte del 2025, in vista dell’introduzione di ulteriori dazi.

Vino italiano, export extra-Ue in calo: primo trimestre al -11%, Usa giù del 20%

I dati Uiv sull'export italiano verso i Paesi extra-Ue

L’Osservatorio Uiv, su base SipSource, che monitora i flussi della distribuzione verso il canale retail americano, evidenzia inoltre un primo quadrimestre chiuso a -7,2% nei volumi del vino italiano, accompagnato da un aumento dei prezzi medi al consumo del 4,3%. Una dinamica che si inserisce in un contesto in cui le cantine italiane hanno messo in campo politiche di aggiustamento dei listini, con riduzioni superiori al 10% nel 2026 per attenuare l’impatto delle misure tariffarie. Nonostante il rallentamento complessivo, alcuni segmenti mostrano una maggiore resilienza, come nel caso del Prosecco e di diverse etichette posizionate nelle fasce premium e super-premium, sostenute soprattutto dalla domanda del canale Horeca.

Vino italiano, export extra-Ue in calo: primo trimestre al -11%, Usa giù del 20%

I dati Uiv sull'export italiano verso gli Stati Uniti

Mercati emergenti in crescita ma non sufficienti a compensare

A bilanciare parzialmente la contrazione non sono i mercati storici, ma alcune aree in espansione che mostrano segnali di domanda in aumento. Russia, Cina, Brasile e Messico evidenziano incrementi significativi, contribuendo a limitare la perdita complessiva del comparto extra-Ue. Si tratta tuttavia di dinamiche ancora insufficienti a riequilibrare il calo dei mercati più maturi, dove il rallentamento della domanda continua a pesare in modo rilevante sulla performance generale.

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Filiera sotto pressione e gestione delle rese

Sul piano produttivo, il tema delle scorte e dell’equilibrio di filiera torna centrale nel dibattito. Il presidente dell’Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi, richiama la necessità di una gestione prudente della produzione in questa fase di mercato. «I dati di mercato che riscontriamo indicano che, in generale, il livello di guardia resta alto e che l’attenzione deve essere massima» osserva, sottolineando come alcune denominazioni abbiano già scelto di ridurre le rese in vista della prossima vendemmia.

Vino italiano, export extra-Ue in calo: primo trimestre al -11%, Usa giù del 20%

Lamberto Frescobaldi, presidente Uiv

Un indirizzo che, nelle sue parole, «dovrebbe essere condiviso e promosso anche a livello nazionale», per evitare squilibri tra produzione e capacità di assorbimento del mercato. Con giacenze già elevate, il rischio individuato è quello di una pressione ulteriore sui prezzi lungo tutta la filiera, in un contesto in cui la stabilità del comparto dipende sempre più dall’equilibrio tra offerta e domanda internazionale.

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