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da Henri

Una cena per raccontare Gaja e i suoi vini: un viaggio tra etichette iconiche

Guido Ricciarelli
di Guido Ricciarelli
07 maggio 2026 | 09:30

Cosa rimane da dire e da scrivere a proposito dei vini di Angelo Gaja che non sia già stato detto e scritto dalle centinaia di degustatori, sommelier, giornalisti e commentatori vari che regolarmente da mezzo mondo e da più di 50 anni hanno descritto le sue più di 60 vendemmie di Barbaresco e dei suoi più prestigiosi cru, Barolo compreso? E con quali argomenti si possono raccontare i vini di Gaja, ma soprattutto con quali parole originali si possono descrivere le percezioni organolettiche che i nostri sensi riescono a captare e a distinguere? Ci proveremo con grande umiltà.

Una cena per raccontare Gaja e i suoi vini: un viaggio tra etichette iconiche

I vini di Angelo Gaja grandi protagonisti a Viareggio (foto Federico Neri)

Dalle Langhe al mondo: il modello Gaja

La storia del rinascimento del vino italiano è uno dei racconti più affascinanti e straordinari dell’ultimo secolo e Angelo Gaja, insieme ad altri grandi vignaioli, tutti sodali di Veronelli, ne è stato protagonista. Eredita l’azienda familiare fondata nel 1859 e, negli anni Sessanta, dà inizio a una rivoluzione. Gaja  è tra i primi a introdurre in vigna e in cantina quelle impostazioni contemporanee che avrebbero fatto scuola nelle Langhe come nel resto d’Italia. Egli cambia il modo di concepire il vino e, col passare degli anni, i fatti gli danno ragione. Impossibile svelare dettagli della sua lunga opera di vignaiolo e imprenditore.

Una cena per raccontare Gaja e i suoi vini: un viaggio tra etichette iconiche

Angelo Gaja (foto Federico Neri)

Angelo, accompagnato dalla moglie Lucia,  non si sottrae alle domande, non rifugge la narrazione di sé ed è difficile fermarlo quando racconta  le sue leggendarie bottiglie con aneddoti di vita vissuta e richiami storici con i quali si potrebbe scrivere un romanzo. Cambiano i tempi e le esigenze ma una certezza tramandata da suo padre e da suo nonno l’ha sempre guidato nel corso degli anni: “Procedere in avanti senza rinunciare a fermarsi, di tanto in tanto, per guardare indietro”.

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La degustazione a Viareggio: un incontro tra grandi firme di vino e cucina

Quella di Viareggio a casa di Henri, (riduttivo chiamarla ristorante) rappresenta un’occasione speciale per testare alcuni vini (comprese delle vecchie annate) con un menu studiato ad hoc per noi e una ristretta, selezionata e qualificata  presenza stampa composta da Fausto Arrighi, Luigi Cremona, Lorenza Vitali, Eleonora Cozzella, Bernardo Bernabò, Gianluca Domenici e Paolo Riccardi.  La girandola goduriosa degli Amouse Bouche viene lisciata dalla freschezza sapida dello Champagne Gosset, da uve Pinot Noir, Chardonnay e Pinot Meunier (Gaja Distribuzione). La Quenelle di fois gras al sauternes con pinoli di San Rossore, la Lisca in cialda con salsa tonnata, il Savarin al formaggio con maionese aromatizzata al lime e l’Ostrica con aria di limone e caviale sono davvero un Benvenuto di prim’ordine.  Scenografici e deliziosi i due Antipasti. Il Carpaccio di gambero rosso Mazara del Vallo, maionese all’astice con  fiori edibili e le Cappesante su crema di zafferano, cialda croccante e caviale Beluga danzano a meraviglia con l’Idda Bianco 2024 Terre Siciliane Doc (Gaja Distribuzione) Vigneti di uve Carricante  situati nei comuni di Biancavilla, sul versante sud-ovest del vulcano Etna, ad un altitudine media di 700-800 m s.l.m. Al naso sentori di fiori bianchi, mandorle marzapane si combinano a note erbacee di pietra focaia. Fresco e sapido, caratterizzato da una piacevole dolcezza, combinato ad una buona acidità.

Una cena per raccontare Gaja e i suoi vini: un viaggio tra etichette iconiche

La cena di Viareggio da Henri (foto Federico Neri)

Come primo arriva un delizioso Risotto al Plancton, aragosta grigliata e spuma di Parmigiano Reggiano  per il quale viene speso il  Gaja & Rei 2011 Langhe Doc . Chardonnay ottenuto da uve raccolte da viti di 40 anni di età. Colore giallo paglierino, intenso, tendente al dorato. Bouquet complesso con sentori fruttati e floreali e un accenno di spezie dolci. Non mancano rimandi  alla vaniglia e alla camomilla.  In bocca di ottima struttura, delicato, con freschezza e sapidità, capaci di rendere la beva oltremodo scorrevole. Termina con una lunghissima persistenza leggermente ammandorlata e minerale. Seguono due Secondi di spessore per due vini di pari lignaggio. Per il sontuoso Wagyu cotto alla piastra, salsa bernese e sale Maldon affumicato Angelo cala lo  Sperss 2018 Barolo Docg da uve Nebbiolo. “Sperss” è un termine dialettale piemontese che significa nostalgia e rappresenta il desiderio e il ritorno alle radici della famiglia nel territorio di Serralunga d’Alba. Ha un naso classico, di fiori secchi e spezie dolci, spiccata balsamicità ed alcuni ritorni terrosi. Bocca veramente buonissima, classica, fresca, appagante, con tannini finissimi,  bevibilità ai massimi livelli e un finale davvero lungo.

Una cena per raccontare Gaja e i suoi vini: un viaggio tra etichette iconiche

Il Risotto al Plancton, aragosta grigliata e spuma di Parmigiano Reggiano (foto Federico Neri)

Per un grande classico della scuola francese, eseguito da manuale, ovvero il Filetto di manzo Chateaubriand, scaloppa di fois gras, ristretto di Pedro Ximenez, purè di patate, verdure saltate e scaglie di tartufo Angelo sceglie il Langhe Darmagi 2010 è un Cabernet Sauvignon in purezza. Il nome “Darmagi” che nel parlato piemontese significa “che peccato” fu l’esclamazione di Giovanni Gaja quando vide installare  Cabernet Sauvignon al posto del Nebbiolo. Le viti, piantate nel 1978, sono coltivate su terreni ricchi di marne calcaree, beneficiando di un microclima ideale per la maturazione delle uve.  Appare ricco, fitto, concentrato al naso. Propone un’eccezionale forza aromatica di frutti di bosco maturi, fiori appassiti, peperone verde  arricchiti da note speziate e cenni minerali. Ottimo l’equilibrio e perfettamente integrata la componente tannica nello sviluppo gustativo che si dipana con pregevole  progressione finale. Lo Chateau Rieussec 2004 Sauternes (Gaja Distribuzione) sovrasta con la sua solennità  il dessert, un’ardita Panna cotta al gorgonzola, acqua di cavolo rosso e olio al prezzemolo.

Vino e cucina sono una forma d'arte

Henri ha rivolto a fine serata un grazie speciale ad Angelo e Lucia Gaja con queste parole che condividiamo volentieri con i nostri lettori. “Grazie per essere da sempre i custodi dell’eccellenza e gli instancabili ambasciatori dell’anima italiana nel mondo. Con la vostra visione avete insegnato a tutti noi che il vino e la cucina non sono semplice nutrimento, ma una forma d’arte capace di unire i popoli e celebrare la vita. Avervi qui è per noi un’ispirazione costante a ricercare la perfezione in ogni dettaglio”. Le facciamo nostre.

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