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CMB 2026: Italia seconda tra i vini fermi e protagonista anche nelle bollicine

di Redazione Italia a Tavola
10 giugno 2026 | 18:09

La 33ª edizione del Concours Mondial de Bruxelles - nella doppia sessione "bianchi e rossi" ed "effervescenti" - ha confermato un quadro competitivo ampio e articolato in cui l'Italia si è distinta come grande protagonista. Nella sola sessione dedicata a rossi e bianchi, l’Italia ha presentato 1.098 etichette, ottenendo 324 medaglie complessive, mentre nella sezione spumanti i campioni italiani sono stati 224 con 70 riconoscimenti, a cui si aggiungono le distinzioni CMB Merit.

CMB 2026: Italia seconda tra i vini fermi e protagonista anche nelle bollicine

Italia protagonista nella doppia sessione di Erevan del CMB 2026

Vini fermi al CMB 2026: Italia seconda per numero di medaglie

A fine maggio Erevan ha ospitato tre giornate di degustazione alla cieca per la 33ª edizione del Concours Mondial de Bruxelles, sessione dedicata a vini rossi e bianchi. Sono stati quasi 6.700 vini da 50 Paesi a passare al vaglio della giuria internazionale, in un confronto che ha confermato la centralità dell’Italia nel panorama competitivo. Il Paese si è posizionato al secondo posto della sessione con 1.098 etichette presentate e 324 medaglie complessive, tra cui 13 Grandi Medaglie d’Oro, 118 Ori e 193 Argenti, per un tasso di successo pari al 29,5%. Un dato che fotografa una presenza ampia e distribuita, più che concentrata su singole aree. Tra i riconoscimenti più rilevanti figura la Rivelazione Vino d’Italia 2026, assegnata al Foja d’Or Riserva 2019 di Emilio Franzoni, espressione della Botticino Doc, in Lombardia. Un risultato che riporta l’attenzione su denominazioni meno frequentate nei grandi circuiti commerciali.

CMB 2026: Italia seconda tra i vini fermi e protagonista anche nelle bollicine

Un momento delle sessioni di assaggio al CMB 2026

Il quadro delle medaglie restituisce una geografia piuttosto articolata. Il Veneto emerge con diverse etichette di Amarone della Valpolicella e un Garda Doc, mentre la Sicilia si distingue con due Grandi Medaglie d’Oro che coinvolgono sia il versante bianco sia quello territoriale, confermando una continuità qualitativa ormai consolidata. Il Piemonte mantiene una presenza strutturata grazie soprattutto al Barbera d’Asti Docg, mentre altre regioni come Puglia, Toscana, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia contribuiscono a un palmarès distribuito, senza concentrazioni eccessive. Il dato complessivo mostra un equilibrio tra vini rossi e bianchi, con rispettivamente 177 e 140 medaglie, segno di una competizione trasversale. Accanto alle medaglie, il concorso ha assegnato anche il riconoscimento CMB Merit, destinato ai vini che hanno superato gli 86/100 senza ottenere un premio ufficiale, con l’Italia che ha raccolto 451 menzioni, elemento che amplia ulteriormente la base qualitativa del campione nazionale.

Spumanti italiani tra conferme storiche e nuove evidenze territoriali

La seconda parte del concorso, dedicata ai vini effervescenti, si è svolta sempre a Erevan con quasi 1.000 campioni da 30 Paesi. In questo contesto la Francia ha mantenuto una posizione di leadership, ma l’Italia ha confermato una presenza significativa sia per numero di campioni sia per risultati. Con 224 vini presentati e 70 medaglie complessive, tra cui 3 Grandi Medaglie d’Oro, il comparto italiano delle bollicine mostra una distribuzione che attraversa diverse aree produttive. La Rivelazione vino effervescente d’Italia è stata assegnata al René 2017 di Feudo Disisa, dalla Sicilia, un riconoscimento che sposta l’attenzione su territori meno associati alla spumantistica. Le altre due Grandi Medaglie d’Oro sono andate a un Cartizze del Veneto e a un metodo classico dell’Emilia-Romagna, a conferma di una geografia che continua a poggiare sui poli storici della spumantistica italiana, senza escludere nuove interpretazioni regionali.

Lombardia e Friuli-Venezia Giulia si confermano tra i territori più strutturati. La Franciacorta e l’Oltrepò Pavese mantengono una presenza costante nelle medaglie d’oro, mentre il Friuli consolida la propria identità attorno alla Ribolla Gialla, con più etichette premiate. Anche Toscana e Puglia contribuiscono al risultato complessivo, segnando una partecipazione che ormai coinvolge stabilmente gran parte della penisola. Il dato finale dei riconoscimenti CMB Merit per le bollicine, pari a 122 menzioni, rafforza ulteriormente la dimensione diffusa della qualità, anche al di fuori del podio ufficiale.

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