Per chi vive a Roma, giugno è mese delle classiche gite fuori porta. Per storia, arte e bellezze naturali il Lazio offre veramente l’imbarazzo della scelta. E l’unica importante decisione da prendere, uscendo dalla città, è la direzione: andiamo verso nord o verso sud?

La Tuscia, detta anche Maremma Laziale
A nord, troveremo la Tuscia, ossia la Maremma Laziale, provincia di Viterbo, che fa parte di una regione enologica più ampia chiamata Vulsinia; a sud, saltando i Castelli Romani (ci andremo un’altra volta) si estende l’Agro Pontino, provincia di Latina. E in entrambe queste zone, il piacere della visita sarà senz’altro impreziosito dall’assaggio di vini del Lazio non sempre abbastanza conosciuti, ma ricchi di prerogative interessanti.
Est! Est!! Est!!! e i vini vulcanici della Tuscia: il fascino dell’Alto Lazio
Se decidiamo di andare nell’Alto Lazio, troveremo vini caratterizzati da freschezza e profumi, legati alla natura vulcanica del suolo, ricavati principalmente da uve bianche, come Grechetto e Trebbiano, ma anche rosse, come Merlot e Sangiovese (qui chiamato Violone). Nell’ambito di una produzione ricca e variegata, il vino più noto, anche per la leggenda medioevale che lo vede protagonista, è senz’altro il bianco Est! Est!! Est!!!. Uvaggio di Trebbiano Toscano, Trebbiano Giallo (qui chiamato Rossetto) e Malvasia, caratterizzato da aromi floreali e gusto secco, di piacevolissima beva.

Est! Est!! Est!!! Classico di Cantina di Montefiascone
Dal 2009 è stata istituita la sottozona Classico, dove si producono vini più complessi, che propongono profumi di mela, susina e biancospino e un gusto sapido e morbido al tempo stesso, con un sorprendente finale di mandorla amara. Un vino adatto a moltissimi abbinamenti, dai piatti più ricercati a quelli più semplici, ma anche ad accompagnare formaggi freschi o comunque non troppo stagionati.
Aleatico di Gradoli Doc e Grechetto Rosso, due vini simbolo della Tuscia viterbese
Altra perla della zona è l’Aleatico di Gradoli Doc. Allevato sulle sponde del Lago di Bolsena, questo vitigno si vinifica nelle versioni dolce, passito e liquoroso. Ha un colore granato e un particolarissimo profumo di frutta fresca ed è perfetto come vino da meditazione o con pasticceria secca.

L'Aleatico di Gradoli Doc, prodotto da uve che crescono sulle sponde del Lago di Bolsena
Da ricercare infine il raro Grechetto Rosso, vitigno a bacca nera che non è una variante cromatica dell’omonimo cultivar bianco, bensì una varietà distinta. Tradizionalmente assemblato ad altre uve per conferire struttura, tannicità e colore, da qualche anno viene vinificato anche in purezza. I vini che se ne ottengono hanno un profilo aromatico fine e discreto, dominato da note di frutti rossi e neri, prugna, spezie ed erbe aromatiche.
Agro Pontino: Bellone, Nero Buono e le Doc del sud del Lazio
Se ci volgeremo alla parte meridionale del Lazio, i vini che troveremo nell’Agro Pontino sono il risultato di una ardita scommessa: produrre eccellenza in terre un tempo paludose e bonificate solo nel Novecento. La zona si caratterizza per una duplice anima: la valorizzazione di vitigni autoctoni recuperati dall’oblio e il perfetto adattamento di alcuni grandi vitigni italiani e internazionali favoriti dal clima mediterraneo e marino.

Nero Buono Cori Doc di Cincinnato
Così, mentre la Doc Circeo propone bianchi freschi a base di Trebbiano e Malvasia e rossi morbidi, prevalentemente da Sangiovese e Merlot, la Doc Cori, situata sulle colline che delimitano la pianura, è patria di due storici autoctoni: il Bellone, bianco, che dà vini sapidi, freschi e anche longevi, e il Nero Buono, un rosso dal colore profondo e impenetrabile, molto fruttato e armonico.
Moscato di Terracina: il finale aromatico di un viaggio nel Lazio
Da non perdere anche i vini della Doc Aprilia, nota soprattutto per i vini ricavati da Merlot, Sangiovese e Trebbiano introdotti dai coloni provenienti dal Friuli, dal Veneto e dalla Romagna che popolarono la zona negli anni Trenta del secolo scorso.

Il Moscato di Terracina, perfetto in abbinamento a formaggi erborinati
Da non perdere, infine, prima di tornare a casa, il Moscato di Terracina, membro della famiglia dei Moscati, molto aromatico, vitigno estremamente versatile che si vinifica in quattro versioni principali: secco, fresco, minerale e profumato, ideale come aperitivo o con i crostacei; amabile, morbido e leggermente dolce, ottimo con i formaggi erborinati; passito, intenso e strutturato, perfetto per la pasticceria secca locale; e infine spumante, sia in versione secca che dolce, per brindisi molto profumati.