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Weekend nel Lazio

Dalla Tuscia all'Agro Pontino: i vini da scoprire nelle gite fuori porta da Roma

Giorgio Vizioli
di Giorgio Vizioli
16 giugno 2026 | 09:30

Per chi vive a Roma, giugno è mese delle classiche gite fuori porta. Per storia, arte e bellezze naturali il Lazio offre veramente l’imbarazzo della scelta. E l’unica importante decisione da prendere, uscendo dalla città, è la direzione: andiamo verso nord o verso sud?

Dalla Tuscia all'Agro Pontino: i vini da scoprire nelle gite fuori porta da Roma

La Tuscia, detta anche Maremma Laziale

A nord, troveremo la Tuscia, ossia la Maremma Laziale, provincia di Viterbo, che fa parte di una regione enologica più ampia chiamata Vulsinia; a sud, saltando i Castelli Romani (ci andremo un’altra volta) si estende l’Agro Pontino, provincia di Latina. E in entrambe queste zone, il piacere della visita sarà senz’altro impreziosito dall’assaggio di vini del Lazio non sempre abbastanza conosciuti, ma ricchi di prerogative interessanti.

Est! Est!! Est!!! e i vini vulcanici della Tuscia: il fascino dell’Alto Lazio

Se decidiamo di andare nell’Alto Lazio, troveremo vini caratterizzati da freschezza e profumi, legati alla natura vulcanica del suolo, ricavati principalmente da uve bianche, come Grechetto e Trebbiano, ma anche rosse, come Merlot e Sangiovese (qui chiamato Violone). Nell’ambito di una produzione ricca e variegata, il vino più noto, anche per la leggenda medioevale che lo vede protagonista, è senz’altro il bianco Est! Est!! Est!!!. Uvaggio di Trebbiano Toscano, Trebbiano Giallo (qui chiamato Rossetto) e Malvasia, caratterizzato da aromi floreali e gusto secco, di piacevolissima beva.

Dalla Tuscia all'Agro Pontino: i vini da scoprire nelle gite fuori porta da Roma

Est! Est!! Est!!! Classico di Cantina di Montefiascone

Dal 2009 è stata istituita la sottozona Classico, dove si producono vini più complessi, che propongono profumi di mela, susina e biancospino e un gusto sapido e morbido al tempo stesso, con un sorprendente finale di mandorla amara. Un vino adatto a moltissimi abbinamenti, dai piatti più ricercati a quelli più semplici, ma anche ad accompagnare formaggi freschi o comunque non troppo stagionati.

Aleatico di Gradoli Doc e Grechetto Rosso, due vini simbolo della Tuscia viterbese

Altra perla della zona è l’Aleatico di Gradoli Doc. Allevato sulle sponde del Lago di Bolsena, questo vitigno si vinifica nelle versioni dolce, passito e liquoroso. Ha un colore granato e un particolarissimo profumo di frutta fresca ed è perfetto come vino da meditazione o con pasticceria secca.

Dalla Tuscia all'Agro Pontino: i vini da scoprire nelle gite fuori porta da Roma

L'Aleatico di Gradoli Doc, prodotto da uve che crescono sulle sponde del Lago di Bolsena

Da ricercare infine il raro Grechetto Rosso, vitigno a bacca nera che non è una variante cromatica dell’omonimo cultivar bianco, bensì una varietà distinta. Tradizionalmente assemblato ad altre uve per conferire struttura, tannicità e colore, da qualche anno viene vinificato anche in purezza. I vini che se ne ottengono hanno un profilo aromatico fine e discreto, dominato da note di frutti rossi e neri, prugna, spezie ed erbe aromatiche.

Agro Pontino: Bellone, Nero Buono e le Doc del sud del Lazio

Se ci volgeremo alla parte meridionale del Lazio, i vini che troveremo nell’Agro Pontino sono il risultato di una ardita scommessa: produrre eccellenza in terre un tempo paludose e bonificate solo nel Novecento. La zona si caratterizza per una duplice anima: la valorizzazione di vitigni autoctoni recuperati dall’oblio e il perfetto adattamento di alcuni grandi vitigni italiani e internazionali favoriti dal clima mediterraneo e marino.

Dalla Tuscia all'Agro Pontino: i vini da scoprire nelle gite fuori porta da Roma

Nero Buono Cori Doc di Cincinnato

Così, mentre la Doc Circeo propone bianchi freschi a base di Trebbiano e Malvasia e rossi morbidi, prevalentemente da Sangiovese e Merlot, la Doc Cori, situata sulle colline che delimitano la pianura, è patria di due storici autoctoni: il Bellone, bianco, che dà vini sapidi, freschi e anche longevi, e il Nero Buono, un rosso dal colore profondo e impenetrabile, molto fruttato e armonico.

Moscato di Terracina: il finale aromatico di un viaggio nel Lazio

Da non perdere anche i vini della Doc Aprilia, nota soprattutto per i vini ricavati da Merlot, Sangiovese e Trebbiano introdotti dai coloni provenienti dal Friuli, dal Veneto e dalla Romagna che popolarono la zona negli anni Trenta del secolo scorso.

Dalla Tuscia all'Agro Pontino: i vini da scoprire nelle gite fuori porta da Roma

Il Moscato di Terracina, perfetto in abbinamento a formaggi erborinati

Da non perdere, infine, prima di tornare a casa, il Moscato di Terracina, membro della famiglia dei Moscati, molto aromatico, vitigno estremamente versatile che si vinifica in quattro versioni principali: secco, fresco, minerale e profumato, ideale come aperitivo o con i crostacei; amabile, morbido e leggermente dolce, ottimo con i formaggi erborinati; passito, intenso e strutturato, perfetto per la pasticceria secca locale; e infine spumante, sia in versione secca che dolce, per brindisi molto profumati.

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