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Vino e Vulture

Non solo Aglianico: il volto sorprendente della Basilicata del vino

Daniele Alessandrini
di Daniele Alessandrini
22 giugno 2026 | 09:30

La prima edizione di Gusto Nobile Basilicata by Merano WineFestival del maggio scorso ha dato brio alla città di Venosa (Pz) con una tre-giorni di masterclass destinate ai professionisti del settore, firmate The WineHunter e Coldiretti Basilicata. Per il pubblico, ricche degustazioni tra i banchi d’assaggio dei produttori - alcuni provenienti da fuori regione -, appetitosi showcooking con piatti tipici proposti fedelmente o rivisitati in chiave contemporanea e creativi momenti di mixology.

Non solo Aglianico: il volto sorprendente della Basilicata del vino

Il vernissage di Gusto Nobile Basilicata by Merano Wine Festival a Venosa (Pz)

Viticoltori, operatori ed eno-appassionati hanno animato il Castello Aragonese in un clima di grande attenzione e rispetto per un territorio contraddistinto dall’impronta del monte Vulture. Attore protagonista, l’Aglianico del Vulture Doc e superiore Docg, affiancato dalle altre Doc lucane: Matera, Terre dell'Alta Val d'Agri e Grottino di Roccanova.

Gusto Nobile Basilicata rilancia l’Aglianico del Vulture e il territorio lucano

Le istituzioni locali hanno manifestato la volontà di dare continuità al festival consolidandolo nel tempo, mentre il presidente del Consorzio di Tutela dell’Aglianico del Vulture Francesco Perillo e il patron del Merano WineFestival Helmuth Köcher hanno sottolineato il valore identitario di un vitigno forgiato da suoli vulcanici, microclima unico e una storia antichissima. L'osservatorio del vino dell’UIV segnala l’Aglianico come uno dei vitigni più apprezzati dai millennials, generazione che sta riscoprendo i Rossi.

Non solo Aglianico: il volto sorprendente della Basilicata del vino

Il patron del Merano WineFestival Helmuth Köcher, a sinistra, assieme agli organizzatori di Gusto Nobile Basilicata

L’Aglianico del Vulture è una realtà che affonda le radici profonde nella propria terra, filo conduttore di un racconto che unisce enogastronomia, cultura e paesaggio. La strada provinciale che collega Melfi a Venosa ripercorre quasi fedelmente il tratto della Via Appia Antica e in primavera avvince per i verdi paesaggi fatti di boschi, colline irregolari, uliveti, vigneti e pascoli.

Gusto Nobile Basilicata ha avuto il merito di svelare la Lucania sussurrando l’eredità degli oltre duemila anni della colonia romana Venusia (oggi Venosa) che diede i natali al poeta Orazio: il prezioso contributo dell’Apt Basilicata ci ha consentito di coglierne l’essenza. Coinvolgenti le visite al centro storico, all’area archeologica paleolitica di Notarchirico, al Complesso della Santissima Trinità - con la Chiesa Antica e l’Incompiuta, ovvero la “Chiesa Nuova” - e al Castello Aragonese. Valorizzate al meglio alcune mete simbolo della zona, come il Castello Medievale di Melfi - che ospita uno straordinario Museo Archeologico - e i Laghi di Monticchio nel Parco Nazionale del Vulture.

Non solo Aglianico: il volto sorprendente della Basilicata del vino

Il castello medievale di Melfi (Pz)

Nel ristorante lounge venosino Al Frantoio di Antonio Spadone - vincitore di “4 Ristoranti” nel 2021 - e nell'Hotel Relais La Fattoria di Melfi, abbiamo onorato i piatti tradizionali del Vulture-Melfese, in particolare l’immancabile e prelibato peperone crusco, i funghi arraganati e i ravioli di ricotta salati o dolci.

Le degustazioni dei vini della Basilicata

Le masterclass hanno evidenziato il grande impegno profuso negli ultimi anni dai produttori, nonché il potenziale di crescita dei loro vini. Tra gli Aglianico del Vulture Doc, Il Sigillo 2018 di Cantine del Notaio (Rionero in Vulture) ci ha sussurrato profumi balsamici e il suo tannino fine ha avvolto un finale di frutta e viola. Sublime l’annata 2005, in grado di tradurre in pratica le teorie sulla longevità del vitigno.

Non solo Aglianico: il volto sorprendente della Basilicata del vino

Una prima serie di Aglianico del Vulture Doc, come il Sigillo 2018 di Cantine del Notaio

Tra i Bianchi, segnaliamo la Malvasia della Basilicata Igt 2025 della storica Cantina di Venosa: “mineralità” e note sapide che narrano della terra vulcanica in cui affondano le radici delle viti. Anche il Matematico 2021, Igt Merlot tagliato col 20% di Aglianico, ha confermato il buon lavoro di una realtà che conta più di 350 soci.

Non solo Aglianico: il volto sorprendente della Basilicata del vino

I vini bianchi proposti in degustazione, tra cui il Matematico 2021 Igt Merlot, il Riseca Rosso Igt 2022 e il Tinterio Rosato Igt Cabernet Sauvignon

Altra Cantina cooperativa di rilievo è Vitis in Vulture di Lavello, coi suoi cinquanta associati a fronte di una storia più recente: equilibrato il Riseca Rosso Igt 2022, un Cabernet Sauvignon accompagnato da Merlot e pepato Syrah. Sempre in ambito di vitigni internazionali, segnaliamo il Tinterio Rosato Igt Cabernet Sauvignon di Cantina Giorni e, allontanandosi dal vulcano spento, il Primitivo 2013 Doc Matera di Tenuta Marino.

I migliori assaggi tra Aglianico del Vulture, bianchi e vitigni internazionali

A proposito di Aglianico del Vulture d’annata, dal comune di Barile provengono il notevole Don Anselmo Docg superiore 2013 della Cantina Paternoster e l’annata 2000 del Vigna della Corona Doc della Tenuta le Querce, capace di conservare l’essenza del vitigno nonostante l’età.

Non solo Aglianico: il volto sorprendente della Basilicata del vino

Alcuni rossi della Basilicata presentati a Gusto Nobile, tra cui il Don Anselmo Docg superiore 2013 della Cantina Paternoster

Nota di merito per la Cantina 600 Grotte, che a Chiaromonte - nel Parco Nazionale del Pollino - ha recuperato lo storico vitigno Nero di Guarnaccino vinificandolo in acciaio: il Rosso Igp 2022 ha denotato tannino giovane, dolcezza di frutti di bosco e potenziale d’evoluzione.

Perché l’Aglianico del Vulture può trainare il turismo enogastronomico

Forte del brand Merano WineFestival, l’obiettivo di Helmuth Köcher è quello di promuovere la Basilicata esaltando le potenzialità del vino simbolo della regione. La prima edizione del festival lucano ha centrato l’obiettivo, facenDoci respirare a pieni polmoni l'entusiasmo e la dignità dei viticoltori e degli operatori turistici e horeca, che sostengono con forza e orgoglio una terra in stato di “sospensione” a volte erroneamente confuso con l’anonimato. Siamo certi che l’Aglianico del Vulture farà da traino per la crescita del settore dell’hospitality. Gli esploratori enogastronomici sono pronti a immergersi completamente in una realtà ricca di valori autentici.

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