Ad Asti il Consiglio di amministrazione del Consorzio Asti Docg ha approvato una proposta per la prossima campagna vendemmiale che conferma la resa a 85 quintali per ettaro, in linea con la precedente annata. Alla misura si affianca la possibilità di ulteriori 15 quintali di supero, insieme a un meccanismo di revisione dei parametri produttivi legato all’andamento del mercato. La decisione sarà sottoposta all’assemblea dei consorziati prevista per il 30 giugno.

Asti Docg, rese confermate a 85 quintali con possibilità di revisione
Un equilibrio tra produzione e mercato
La scelta si inserisce in una strategia di gestione dell’offerta orientata alla stabilità della denominazione e alla tenuta del valore sul mercato. L’obiettivo dichiarato è mantenere un rapporto equilibrato tra disponibilità produttiva e domanda, in un contesto che resta soggetto a oscillazioni. Il presidente del Consorzio, Stefano Ricagno, ha sintetizzato così l’impostazione del provvedimento: «la soluzione nasce da un confronto tra le diverse componenti della filiera e si inserisce in una gestione responsabile dell’offerta». Ricagno ha inoltre richiamato il ruolo delle case spumantiere nel sostenere la denominazione e la remunerazione della materia prima, elemento considerato centrale per la tenuta complessiva del comparto.

l presidente del Consorzio dell'Asti Docg, Stefano Ricagno
Nel corso della riunione, il Consiglio ha anche definito un orizzonte di monitoraggio più ampio, impegnandosi a fornire entro i primi mesi del 2027 un quadro aggiornato basato sui dati di mercato al 31 dicembre 2026. Lo schema prevede tre possibili traiettorie. In caso di stabilità delle vendite, pari a circa 85 milioni di bottiglie annue, la resa potrà restare confermata a 85 quintali per ettaro. Un eventuale miglioramento dei mercati internazionali potrebbe rafforzare questo equilibrio. In presenza invece di un arretramento delle fascette di Stato rispetto ai livelli attuali, la programmazione produttiva verrebbe orientata verso una soglia non superiore a 80 quintali per ettaro, con l’obiettivo di preservare il valore della denominazione nel medio periodo.
Produzione in lieve flessione nei primi mesi 2026
Sul fronte dei dati più recenti, nei primi cinque mesi del 2026 il saldo dei contrassegni di Stato per il prodotto imbottigliato si è attestato a 31,5 milioni di pezzi, in calo del 4% rispetto ai 32,8 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Un segnale che si inserisce in un quadro di mercato descritto dal Consorzio come ancora in fase di assestamento, con dinamiche non uniformi tra i diversi canali e mercati di destinazione.
[cartiglio_pers]1[/cartiglio_pers]