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Bisol 1542 punta sulla ceramica per le Riserve del Prosecco Valdobbiadene

Guido Ricciarelli
di Guido Ricciarelli
26 giugno 2026 | 10:06

Anno di fondazione 1542, quando la Famiglia Bisol compare già in un estimo della Repubblica Veneta come viticoltori di un possedimento dei Conti Pola. La vocazione emerge nell’Ottocento quando Eliseo Bisol dà vita a un florido commercio che giunge fino a noi con la qualità dei grandi vini. L’azienda vuole rappresentare l’espressione di un territorio: Valdobbiadene. Gestita dalla Famiglia Bisol, fa parte del Gruppo Lunelli dal 2014. In campagna valorizza i differenti suoli, seleziona le migliori uve delle zone vitate nelle colline Patrimonio Unesco.

Bisol, dal 1542 simbolo del Valdobbiadene
Bisol, dal 1542 simbolo del Valdobbiadene

Tra vigneti storici e colline Unesco, la visione di Bisol 1542

Si prende massima cura dei propri vigneti disetanei con piante tra i 2 e gli 80 anni, ubicati fra i 250 e i 300 metri di altitudine, con diversi terreni e suddivisi in 20 poderi. Vengono impiegate 900 ore annue di lavoro manuale per ettaro, secondo una viticoltura artigianale dall’approccio sostenibile. Da sempre impegnati per l’eccellenza, nella nuova cantina, luogo creato su misura per garantire identità alle sfumature di Prosecco Superiore, traducono fedelmente quanto si fa in vigneto. Uve superiori vengono lavorate per creare bollicine altrettanto superiori, interpretando l’annata in ogni vino. È la prima azienda della Denominazione a dotarsi di vasi in ceramica per la conservazione dei vini Riserva, da impiegare dalla prossima vendemmia in cuvée selezionate. Ha inoltre creato il Prosecco Superiore Eye, il primo occhio digitale posto in posizione strategica sulla collina di Cartizze, dal quale è possibile ammirare il paesaggio e innamorarsene.

La cantina di Bisol 1542
La cantina di Bisol 1542

È del 25 settembre scorso la notizia dei 3 Bicchieri della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso 2026 al Valdobbiadene Prosecco Superiore Rive di Campea 2024, ma ci arriveremo alla fine della nostra degustazione che inizia con il Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut “Crede” 2024, che deve il suo nome al termine dialettale con cui viene chiamata localmente l’argilla, di cui sono ricchi i terreni dei Valdobbiadene. Dal profilo aromatico sottile e leggero di fiori di campo, biancospino, frutti freschi, melannurca e miele di corbezzolo, regala un sorso brioso, vivace, dal ritorno floreale.

Da Crede a Cartizze, il racconto di Valdobbiadene attraverso il calice

Il Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Dry Molera 2024 nasce da suoli morenici che permettono alle radici di lambire gli antichi e sottili strati di roccia calcarea. Molera coniuga il registro floreale di Valdobbiadene con il tratto fruttato dell’area verso San Pietro di Feletto, e vuole rappresentare un Extra Dry che non sia il semplice dosaggio zuccherino di una base, ma un vino distintivo, un bianco con le bollicine. Delicato, setoso, avvolgente nelle sue note di tiglio e timo citrino.

Il Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Dry Molera 2024 di Bisol 1542
Il Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Dry Molera 2024 di Bisol 1542

Il Valdobbiadene Prosecco Superiore di Cartizze Dry 2024 deriva da un vigneto dai suoli marini sulla sommità della collina di Cartizze. Terreni antichi con un microclima benedetto dalla natura. Ciò ha conferito a questa sottozona un’aura incomparabile che si traduce in vini fragranti e melodiosi. È un Dry purissimo, dalla parte alta (300 metri di altitudine) della celebre collina, da cui si gode un panorama mozzafiato a 360 gradi dalle Dolomiti a Venezia.

Naso che si apre su note di pera Abate e nespola, poi richiami di zest di limone, sambuco e lemongrass. Gusto salmastro, iodato, con rimandi floreali, agrumati e finale persistente con tocchi officinali.

Relio e Campea, le Rive che interpretano il volto contemporaneo del Prosecco

È ora la volta del Valdobbiadene Prosecco Superiore Relio Rive di Guia Extra Brut 2024, da suolo marnoso-arenario ad alta componente calcarea. Sintesi dell’aspra e cremosa magnificenza delle Rive. Si ispira al soprannome di Aurelio Bisol che riteneva che il Ronce, vigneto da cui proviene questo vino, fosse uno dei più pregiati del territorio. Ne deriva un vino secco e perfetto per il gusto contemporaneo. Un Prosecco di croccantezza e tensione, naso con note di lime, erbe aromatiche, albicocca e pepe bianco. Salmastro e verticale con finale speziato.

I Valdobbiadene Prosecco Superiore di Bisol 1542: Extra Dry Molera 2024, Cartizze Dry 2024, Relio Rive di Guia Extra Brut 2024 ed Extra Brut Rive di Campea 2024
I Valdobbiadene Prosecco Superiore di Bisol 1542: Extra Dry Molera 2024, Cartizze Dry 2024, Relio Rive di Guia Extra Brut 2024 ed Extra Brut Rive di Campea 2024

Chiudiamo con il vino fresco di premio, il Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Brut Rive di Campea 2024. Campea, all’interno dell’omonima Riva, è un vigneto a corpo unico da suoli argillosi e ricchi di arenaria su cui Bisol 1542 sta portando avanti un progetto di viticoltura moderna ma rispettoso della tradizione. Naso di fiori bianchi con tanto gelsomino e un tocco di Pera Williams. Bocca equilibrata e in splendida forma. Lungo il gusto.

Il Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Brut Rive di Campea 2024
Il Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Brut Rive di Campea 2024

Sintesi di freschezza, mineralità e complessità aromatica, un vino di grande versatilità negli abbinamenti creato per rispondere ai gusti dei wine lover e ai nuovi stili di consumo. In conclusione: una costante ricerca della massima qualità, dalla terra al bicchiere, per uno dei prodotti made in Italy, il Prosecco, più identificati e rappresentativi all’estero.

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