A Santo Stefano Belbo (Cn), nel cuore delle Langhe del Moscato, l'Azienda Agricola Mongioia percorre da anni una strada poco frequentata: il metodo classico da uve Moscato Bianco, con tempi lunghi e nessuna concessione all'aromaticità facile. Il Meramentae Etichetta Nera Extra Brut 2016 è il punto più estremo di questa ricerca: ottanta mesi sui lieviti, poche bottiglie prodotte, un vino che nasce come verifica tecnica e culturale insieme.
Il Meramentae Etichetta Nera Extra Brut 2016 dell'Azienda Agricola Mongioia
Meramentae Extra Brut 2016, quando il Moscato sceglie la via del metodo classico
Dietro il progetto c'è Riccardo Bianco. I vigneti, quarantenni, si trovano tra i terreni limosi e argillosi di Vandivilla, frazione di Santo Stefano Belbo. Il Moscato viene raccolto in due momenti distinti della vendemmia, scelta decisiva per tenere in equilibrio acidità e maturazione aromatica. Prima fermentazione in vasca con lieviti indigeni, poi presa di spuma in bottiglia senza aggiunta di zuccheri, usando gli stessi lieviti del vino base. Una pratica che con un vitigno aromatico come il Moscato - spesso difficile da gestire in versione secca e spumantizzata - richiede precisione assoluta.
Le Langhe del Moscato, dove Mongioia produce i suoi moscati
Nel bicchiere i sentori varietali restano riconoscibili - agrumi, erbe aromatiche, fiori bianchi, salvia - ma si intrecciano a note più evolute di crosta di pane, pietra bagnata e frutta secca. Il perlage è sottile e continuo. La lunga sosta sui lieviti ha lavorato sulla tessitura, non sulla potenza. In bocca il Moscato mantiene tensione e freschezza, acquistando però una dimensione salina che lo rende adatto a tavola in modo inaspettato.
Gli abbinamenti indicati dall'azienda - ostriche, salmone affumicato, sushi, pasta con le sarde - funzionano proprio per questa capacità di unire aromaticità e spinta sapida. Ma l'abbinamento dichiarato "del cuore" è il fritto misto alla piemontese. Apparentemente spiazzante, in realtà racconta bene la filosofia del vino: un Moscato che non cerca di piacere per quello che era, ma per quello che è diventato.
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