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mudita brewery

In Toscana c'è un birrificio che dà alle sue birre nomi con parole di tutto il mondo

Carlo Vischi
di Carlo Vischi
food&beverage advisor
27 giugno 2026 | 12:30

La storia di Mudita Brewery prende forma prima ancora che il nome comparisse sulle etichette. L'esperienza nasce infatti dall'attività di homebrewing dei soci fondatori, che nel 2019 decidono di trasformare una passione in un progetto professionale con il marchio Scaccomalto, inizialmente come beer firm. Nello stesso anno apre anche la tap room di Pisa, luogo che negli anni diventerà il punto d'incontro con gli appassionati e il laboratorio dove raccogliere i primi riscontri sulle birre prodotte.

In Toscana c'è un birrificio che dà alle sue birre nomi con parole di tutto il mondo

La storia di Mudita Brewery inizia nel 2019

Dalla nascita alla produzione attuale

Il passaggio decisivo arriva nel 2023, quando a Collesalvetti, in provincia di Livorno, entra in funzione l'impianto di proprietà. È il momento in cui il progetto assume una nuova dimensione produttiva e prende definitivamente il nome di Mudita Brewery - BDF Srl. Alla guida ci sono Lorenzo Monacci e Andrea Iovino, mentre Monacci ricopre anche il ruolo di birraio. Durante il periodo di chiusura imposto dalla pandemia, sceglie di investire sulla formazione frequentando la scuola Dieffe di Padova, dove consegue il diploma di birraio artigiano. Il percorso viene poi completato con uno stage al birrificio Ritual Lab di Roma, esperienza che contribuisce a definire l'approccio produttivo adottato oggi.

In Toscana c'è un birrificio che dà alle sue birre nomi con parole di tutto il mondo

Mudita Brewery: Lorenzo Monaci, uno dei due titolari

Nel 2025 la produzione prevista raggiunge 420 ettolitri, distribuiti tra fusti in acciaio da 20 e 25 litri, Polykeg da 24 litri e lattine da 33 centilitri.  La distribuzione avviene sia attraverso la vendita diretta online sia nel canale Horeca, affidato al distributore Partenocraft. Una scelta che consente al birrificio di mantenere un rapporto diretto con gli appassionati senza rinunciare alla presenza nella ristorazione e nei locali specializzati.

In Toscana c'è un birrificio che dà alle sue birre nomi con parole di tutto il mondo

Mudita Brewery: Andrea Iovino, l'altra figura alla guida dell'azienda

Una gamma stabile che racconta idee e culture diverse

L'identità di Mudita Brewery si riflette anche nei nomi scelti per le proprie birre. Ogni etichetta richiama infatti un termine appartenente a culture differenti, accomunate dall'idea di raccontare stati d'animo, momenti o esperienze condivise.

  • La Pilsner Samar (4,8%) rappresenta oggi la birra più richiesta del birrificio. Il nome richiama una parola araba che descrive le conversazioni rilassate delle sere trascorse insieme. Nel bicchiere propone un profilo essenziale, con note di cereale e pane, sostenute da una chiusura leggermente erbacea che ne favorisce la bevibilità.
  • La Meraki (5,8%), American IPA, è invece un omaggio allo stile che ha avvicinato i fondatori al mondo della birra artigianale. Il termine greco indica il mettere tutto sé stessi in ciò che si realizza, concetto che viene tradotto attraverso una ricetta basata esclusivamente su malto d'orzo e luppoli della West Coast americana, con profumi agrumati e tropicali.
  • Tra le produzioni permanenti trova spazio anche Kaamos (6,8%), una Dunkel Bock che prende il nome dal fenomeno della lunga notte polare finlandese. I malti Monaco, Vienna e CaraMonaco costruiscono una struttura ricca, caratterizzata da sfumature di frutta rossa e frutta secca, accompagnate da un colore ambrato intenso con riflessi rubino.
  • Completa la gamma Wanderlust (4,2%), Session IPA dedicata alla voglia di partire e scoprire nuovi luoghi. La luppolatura con Mosaic e Simcoe porta nel bicchiere aromi floreali e tropicali, mantenendo una gradazione contenuta che privilegia la facilità di beva.

In Toscana c'è un birrificio che dà alle sue birre nomi con parole di tutto il mondo

Mudita Brewery: alcune birre

Una Gose pensata per la stagione estiva

Accanto alle produzioni permanenti, Mudita Brewery propone anche ricette stagionali. Tra queste c'è Mencolek, una Gose da 4,5% che Lorenzo Monacci indica come la birra più adatta ai mesi caldi. «La birra di Mudita perfetta per l'estate è senza dubbio la Mencolek, Gose da 4,5% realizzata con una prima fermentazione ad opera di una coltura selezionata di lattobacilli che, congiuntamente alle aggiunte di sale grigio di Bretagna e coriandolo, rendono la bevuta estremamente fresca e dissetante».

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Mudita Brewery: la birra Mencolek

La tap room di Pisa e il legame con i produttori locali

La produzione trova il suo punto di contatto con il pubblico nella Scaccomalto Tap Room, in via Santa Cecilia a Pisa. Il locale affianca alle birre una cucina ispirata al classico pub contemporaneo, con fritti, hamburger e dolci. L'attenzione alla filiera emerge nella scelta di alcuni fornitori del territorio. Il pane dei panini nasce dalla collaborazione con Fattoria Tommasi, che segue coltivazione dei cereali e trasformazione, mentre la carne arriva da una macelleria locale che utilizza bovini allevati nella provincia di Lucca. L'attività della tap room non si limita al servizio quotidiano. Durante l'anno vengono organizzati tap takeover dedicati alle collaborazioni brassicole, oltre a corsi di degustazione e abbinamento condotti da Simone Cantoni, con l'obiettivo di approfondire la cultura della birra artigianale.

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