Nel portfolio di Leone Alato, Torre Rosazza rappresenta la punta di diamante dei vini bianchi, con gli autoctoni friulani a fare da indiscussi protagonisti. Una singolare degustazione - introdotta dal ceo del gruppo, Igor Boccardo, e condotta dal sommo Riccardo Cotarella (presidente di Assoenelogi), consulente di Torre Rosazza fin dal 2014, affiancato dall’enologo del gruppo Giovanni Casati - ci ha dato modo di constatare l’incredibile tenuta nel tempo di quattro referenze della storica cantina di Oleis di Manzano (Ud).
I quattro vini di punta di Torre Rosazza, Bandaros Pinot Grigio Riserva, Pinot Grigio, Masiero Friulano Riserva e Friulano
Quattro etichette tutte appartenenti alla Doc Colli Orientali del Friuli: il Friulano d’annata, la sua versione Riserva Masiero, il Pinot Grigio d’annata e la corrispettiva Riserva Bandaros. In ordine di apparizione sono sfilate tre annate di ognuna delle quattro etichette, ovvero Bandaros Pinot Grigio Riserva 2023, 2022, 2021; Pinot Grigio 2024, 2022, 2018; Masiero Friulano Riserva 2023, 2022, 2021 e Friulano 2023, 2019, 2018.
Degustazione verticale di Torre Rosazza: il tempo esalta Pinot Grigio e Friulano
Le considerazioni generali sono che, in entrambi i casi, nelle versioni d’annata il millesimo più datato (2018) ha mostrato un’evoluzione da far pensare, in degustazione alla cieca, più a una Riserva, per equilibrio gustativo, complessità e inalterata piacevolezza di beva. Il Pinot Grigio, vino fermo italiano più venduto e conosciuto nel mondo, ha nel Friuli un terroir d’eccezione, capace di esaltarne l’eleganza e la profondità espressiva, con un profilo identitario da definirlo ormai autoctono.
Masiero e Bandaros di Torre Rosazza
Basti pensare che la prima uscita della versione d’annata di Torre Rosazza risale addirittura al 1984. Nel Friulano, l’effetto ponca nel calice si è fatto sentire soprattutto nel Masiero, single vineyard dove la selezione massale di quattro cloni e la successiva criomacerazione pre-fermentativa definiscono un cru dalla personalità e dalla suadenza uniche, che a tratti strizza l’olfatto a note da Riesling.
I migliori vini di Torre Rosazza: le etichette che convincono dopo anni di affinamento
Tutte le etichette hanno dimostrato una tenuta nel tempo davvero encomiabile e, nello spazio concesso dalla rubrica, la nostra preferenza per referenza va al Bandaros Pinot Grigio Riserva 2021, al Pinot Grigio 2018, al Masiero Friulano Riserva 2021 e al Friulano 2019.
Quattro straordinari alfieri di quei ronchi (i tipici terrazzamenti delle colline friulane) che fanno da anfiteatro naturale all’antica fortezza medievale di Torre Rosazza, trasformata dagli Antonini nel 1550 in dimora nobiliare e che Leone Alato ha saputo preservare trasformandola in un rinato gioiello architettonico e produttivo. Un esplicito invito a visitarla e a degustare in loco i loro pregiati vini bianchi, ma anche il raro Picolit, il Pignolo e un… AltroMerlot.
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