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Vinitaly 2010, edizione da record
Produttori fiduciosi nel futuro

Primo Piano del 12 aprile 2010 | 17:49

Record storico di visitatori stranieri alla rassegna, per un totale di 152mila presenze, che ha visto anche per la prima volta la visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Torna l'ottimismo tra i produttori fiduciosi che il settore può uscire più velocemente di altri dalla crisi





VERONA - Vinitaly caput mundi dell'enologia, con un incremento del 4,4% degli operatori esteri per un totale di 47mila provenienti da oltre 110 Paesi e soprattutto da nuovi mercati (dati in attesa di certificazione Fkm), per un totale di 152mila presenze. Oltre 2.500 giornalisti accreditati, in arrivo da oltre una cinquantina di Paesi.

«La mia soddisfazione più grande - afferma Ettore Riello, presidente di Veronafiere - è aver visto ritornare la fiducia sul volto degli espositori, che hanno potuto constatare il lavoro svolto dalla squadra di Vinitaly per incrementare la presenza di operatori».

«Per raggiungere questo risultato - dice Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere - Vinitaly ha realizzato massicce azioni di marketing diretto sui principali mercati e ha portato a Verona delegazioni qualificate da nord, centro ed est Europa, Russia, ma anche da Usa, Canada e Australia, Paesi mediterranei, Asia, Estremo Oriente, America Centrale e Meridionale».

«Storica per questo Vinitaly la visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - ricorda Riello - che ha dato al settore la misura dell'attenzione delle istituzioni e uno sprone a guardare avanti. Per questo è di buon auspicio l'idea condivisa con il presidente della Repubblica di indire un concorso per realizzare la bottiglia celebrativa del 150° dell'Unità d'Italia, da presentare insieme al Vinitaly del prossimo anno (7-11 aprile 2011)».



«Questo è stato il Vinitaly della serenità, abbiamo lavorato fin dal primo giorno di manifestazione e c'è la coscienza che il settore può uscire più velocemente di altri dalla crisi». Lo dice Sandro Boscaini della Masi, ma dello stesso parere sono altri storici produttori, da sempre presenti al salone del vino di Verona. «Un Vinitaly di successo, con una buona affluenza di operatori italiani e stranieri», dice Lamberto Vallarino Gancia, e Andrea Sartori conferma, sottolineando «l'ottimismo che si respira e che rassicura sulla volontà di lasciare alle spalle un periodo difficile».

Molto bene anche per Francesco Zonin: «Al di là dei numeri, l'aspetto più positivo è proprio l'ottimismo. Ben organizzato Vinitaly, che ha visto gli operatori stranieri concentrati soprattutto nei primi due giorni».

«è andata benissimo, abbiamo visto i nostri importatori, ma ne abbiamo incontrati anche di nuovi, tra i quali anche cinque-sei società russe» dice Jacopo Biondi Santi. Molto soddisfatta pure Francesca Planeta, che ha visto spazzata via la paura che aleggiava nel 2009: «Buona l'affluenza dai mercati esteri», confermata da Lorenzo Biscontin di Santa Margherita: «Parecchi i contatti di business senza appuntamento e ho sentito che anche altre cantine hanno fatto affari. Presenti quest'anno Sudamerica, Turchia, ma anche Nord Europa».

«Il segnale di questo Vinitaly è che i mercati stanno andando bene, con la presenza qui a Verona di tutti i principali partner stranieri asiatici e nordamericani, ma abbiamo avuto anche nuovi contatti da Ungheria, Ucrania e Kazakistan. La crisi c'è ancora, la differenza - spiega Alberto Chiarlo - è che adesso il mercato si concentra sui marchi che danno garanzie e sicurezza, così c'è una dicotomia sempre più accentuata fra cantine che vanno bene e quelle che fanno fatica».

Nuovi contatti pure per Masciarelli: «Siamo soddisfatti dell'andamento generale e dei contatti con italiani e operatori internazionali. Sull'organizzazione, poi - dice Rocco Cipollone -, nulla da eccepire». «Complimenti al presidente di Veronafiere Ettore Riello», gli fa eco Gianluca Bisol, «per l'intensità di eventi e incontri importanti di grande forza attrattiva. Qualificata la presenza di importatori con la firma di accordi di distribuzione per i mercati dell'Est europeo e dell'America Latina».

Il bilancio del dopo Vinitaly. Unione italiana vini, un ponte tra aziende, trade e consumatori
Un'associazione impegnata a 360 gradi: dalla promozione del bere consapevole alla tutela degli interessi della categoria, alla sostenibilità ambientale. è questo il bilancio più che lusinghiero che Unione italiana vini (Uiv) traccia a conclusione di un Vinitaly appena concluso. Un Vinitaly in cui Uiv ha partecipato da protagonista a numerosi e importanti eventi con i suoi vertici, a partire dal presidente Andrea Sartori, che ha preso parte alla firma del protocollo d'intesa siglato da Coreve, Ancitel, Comune di Verona e Assovetro per l'estensione alla cittadinanza della raccolta differenziata del vetro bianco, iniziativa battezzata a novembre al Simei di Milano, organizzato dalla stessa Uiv, e partita presso i locali del centro storico con un grande successo di partecipazione.

L'Uiv, tramite il suo braccio politico, la Confederazione vite e vino, è stata presente alla conferenza di presentazione dei positivi risultati della sperimentazione voluta dal ministero delle Politiche agricole per l'esenzione dall'etichettatura obbligatoria degli allergeni derivanti da caseinati e ovoalbumine. Il progetto scientifico, condotto dall'Università statale di Milano con la collaborazione operativa dei Laboratori Uiv, consentirà di chiedere alla Commissione europea l'esenzione definitiva per i vini che saranno sottoposti a specifiche pratiche enologiche che hanno dimostrato di azzerare la presenza di proteine potenzialmente allergeniche.



Ancora la salute al centro dell'attività Uiv, con la promozione del bere consapevole tra i giovani e l'annuncio di tre iniziative pilota nell'ambito del progetto europeo Wine in Moderation che coinvolgeranno i giovani delle scuole secondarie superiori del Comune di Verona e della Provincia di

Catania e quelli dell'Università La Sapienza di Roma. Nel corso della conferenza - a cui oltre a Sartori ha preso parte anche il direttore generale Uiv, Francesco Pavanello - il presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione, in qualità di presidente dell'Unione delle Province Italiane, si è detto disponibile ad estendere il progetto a tutte le altre amministrazioni provinciali. «Siamo convinti che l'educazione al buono e al bello - ha detto l'assessore alle politiche giovanili del Comune di Verona, Alberto Benetti - sia il presupposto per avere giovani liberi di scegliere. Un progetto come questo, che vede i giovani al centro di un programma articolato di approccio al bere consapevole, costituisce un passo importante in questa direzione».

Unione italiana vini, attraverso i suoi Laboratori, è stata protagonista anche a fianco delle 11 imprese italiane costituitesi nel consorzio 'Italia del vino”, per conto delle quali ha elaborato il 'Quality code”, presentato in anteprima a Vinitaly. «Si tratta di un progetto altamente innovativo, frutto dell'intuizione di Unione vini - ha spiegato il presidente di Italia del Vino, Ettore Nicoletto (Santa Margherita) - che per la prima volta introduce nel nostro Paese un nuovo modello di aggregazione e di confronto tra imprese. Un codice volontario di cui le aziende aderenti si sono dotate al fine di dare garanzie aggiuntive - rispetto alle norme cogenti - in termini di sicurezza alimentare, etica e tracciabilità delle produzioni».

Proprio l'idea del Quality Code ha fatto da tema conduttore all'intervento del vicepresidente Uiv, Lucio Mastroberardino (Terredora), nel corso di un convegno organizzato da Confagricoltura. «Per troppi anni - ha detto Mastroberardino - le aziende vitivinicole hanno delegato la responsabilità della comunicazione dei propri valori qualitativi a una serie di soggetti esterni, come per esempio le guide, che hanno spesso finito per costruire su attributi virtuali il successo delle imprese. In tempi di crisi come quelli odierni questo schema non funziona più, e alcune aziende hanno finalmente iniziato a confrontarsi sul fatto che il vino è soprattutto un bene tangibile, frutto di investimenti umani, ambientali ed economici. Poste di fronte a queste necessità, le aziende vitivinicole devono gestire direttamente la comunicazione dei valori concreti e misurabili che stanno alla base dei loro prodotti, come per esempio l'etica, la sostenibilità e la sicurezza».


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