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Forst, tecnologia e qualità
per le birre speciali da Horeca

Primo Piano del 17 giugno 2011 | 15:24

A 104 anni esatti dalla nascita di Luis Fuchs, imprenditore e birraio appassionato che ha dedicato oltre 50 anni alla sua azienda, vede la luce la nuova, modernissima sala di cottura della Spezialbier-Brauerei Forst. Un investimento nella qualità delle birre che porterà senz’altro ottimi risultati






Un investimento per i prossimi 40 anni e per consolidare con le nuove tecnologie e l'architettura della struttura l'indiscussa leadership nella birra di qualità per l'Horeca. Non ha dubbi una spumeggiante Margherita Fuchs Von Mannstein (nella foto), amministratore delegato, nel presentare la nuova sala cottura di Birra Forst a Lagundo (Bz), sede storica del birrificio altoatesino che insieme alla controllata Menabrea rappresenta il 4° operatore nazionale col 4,7% dei consumi, ma detiene il primo posto del comparto dei fusti di qualità.

Credito foto: Karin Steiner - Optic Rapid
Credito foto: Karin Steiner - Optic Rapid.

Ed è proprio sulla qualità del prodotti in fusti che Forst vuole puntare maggiormente per passare entro il 2015 dal 50 al 70% della produzione di circa 900mila ettolitri assicurata dal nuovo impianto, che colloca il birrificio della famiglia Fuchs, attivo dal 1857, al primo posto in Europa sul piano della tecnologia di processo. Forst vuole peraltro restare una piccola fabbrica per fare una birra speciale («magnifica» per Margherita Fuchs), destinata prevalentemente al mercato italiano di bar, pub e ristoranti. Al momento il marchio è presente in provincia di Bolzano con 7 locali a proprio marchio e l'amministratore delegato non esclude che se ne possano aprire di nuovi con consumi da almeno 500 ettolitri l'uno.

Luis Durnwalder e Margherita Fuchs von MannsteinNel futuro non sono previsti nuovi prodotti perché le 7 birre di casa (a partire dalla regina 'Kronen”) sembrano già rispondere alle richieste di un mercato sempre più esigente e caratterizzato alla nascita di sempre nuovi microbirrifici. Una tendenza valutata positivamente dalla Fuchs, che non nasconde però il problema di arrivare a una regolamentazione più precisa del settore a tutela dei consumatori: «In molti casi non è più birra, le bevande fatte con castagne, erba, zenzero o cavoli sono un'altra cosa».

Per tornare alla nuova sala cottura, il cuore della fabbrica dove il malto viene tostato e diventa mosto, l'inaugurazione ha rappresentato una prova dell'efficienza aziendale che si è aggiunta alla felice scelta di un segno architettonico dell'involucro di altissimo livello e perfettamente inserito nel contesto ambientale e storico della Forst. Oltre 700 invitati, fra cui il Governatore dell'Alto Adige, Luis Durnwalder (nella foto), molti dei quali in costume tipico, hanno festeggiato la quinta sala cottura dell'azienda, che dal 15 febbraio scorso aveva sostituito il precedente impianto durato 40 anni.

Acciaio in sostituzione del rame, controllo elettronico di ogni processo per garantire livelli di qualità costanti e un risparmio energetico di oltre il 25% sono le caratteristiche di una sala cottura che, come hanno ricordato il direttore tecnico Walter Unterthurner e il mastro birraio Manfred Biechl, continua a utilizzare le tradizionali ricette. Grazie ad un moderno impianto di recupero energetico, il calore necessario per la produzione del mosto di birra viene recuperato e reimpiegato per le 'cotte” successive, garantendo un minor consumo di energia ed acqua. Si risparmia così almeno il 47% del vapore acqueo.



Le donne Forst
Le eredi dell'imprenditore Luis Fuchs sono oggi tutte donne: lo 'scettro” è nelle mani di Margherita Fuchs von Mannstein, amministratore delegato della società, ancora presieduta dalla madre Margarethe. Nella storia della Birra Forst, infatti, non si può tralasciare il ruolo delle donne della famiglia Fuchs, madri e mogli amorevoli ma allo stesso tempo severe e attente imprenditrici, sono state sempre di grande sostegno per i loro mariti e mirabili guidatrici dell'azienda una volta rimaste vedove, sino al passaggio al figlio designato.

La signora Filomena, moglie di Josef, mentre il marito si occupava della fabbrica di birra e dei terreni agricoli, amministrava le proprietà immobiliari dei Fuchs, tra cui l'Hotel Habsburgerhof in Merano, meta della nobiltà internazionale che qui trascorrevano le vacanze.

La signora Fanny, moglie di Hans, mostrò con successo le sue capacità imprenditoriali nella gestione dell'azienda nei 16 anni tra la morte del marito e l'insediamento del figlio Luis in Forst, tra il 1917 e il 1933, in anni sicuramente molto difficili.

Da sinistra, in piedi: Margherita Fuchs von Mannstein, Cellina von Mannstein, Matthias Wolf, Cellina Fuchs Barth, Barone August von Finck, Baronessa Francine von Finck, Manfred Biechl. Da sinistra, sedute: Margarethe Fuchs, Cordula Wolf con la figlia Tosca (credito foto: Karin Steiner - Optic Rapid)
Da sinistra, in piedi: Margherita Fuchs von Mannstein, Cellina von Mannstein, Matthias Wolf, Cellina Fuchs Barth, Barone August von Finck, Baronessa Francine von Finck, Manfred Biechl. Da sinistra, sedute: Margarethe Fuchs, Cordula Wolf con la figlia Tosca (credito foto: Karin Steiner - Optic Rapid).

Infine, in ordine di tempo, la signora Margarethe Fuchs, vedova di Luis. L'assunzione della presidenza alla morte del marito, i lunghissimi anni d'impegno, si manifestano non solo nell'armoniosa architettura dello stabilimento e nella tecnologia all'avanguardia, ma anche nell'essere e volere rimanere un'azienda privata e 'famigliare”, in un'epoca di facili acquisizioni e fusioni.

Oggi, con la figlia, la signora Margherita Fuchs von Mannstein, la 4ª generazione continua a seguire e portare avanti la tradizione, fatta di dedizione al lavoro, di lungimiranza, di oculata amministrazione. La volontà è mantenere l'alta qualità del prodotto e dimostrare con i fatti la filosofia di rispetto della natura e del minimo impatto ambientale che da sempre fa parte dei valori aziendali.


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