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Il Mediterraneo agricolo fondamentale
nel rilancio economico e sociale

Pubblicato il 30 settembre 2011 | 18:19

Concluso il 14° Congresso nazionale di agronomi e forestali che si è svolto tra Favignana, Trapani e Marsala. Ha sancito il percorso verso l'istituzione di un nuovo codice deontologico. La nuova Politica agricola comune deve guardare al bacino del Mediterraneo, non soltanto all’Europa continentale





Qui sopra la video intervista ad Andrea Sisti, presidente Conaf, su professionalità e territorio.

Quella del dottore agronomo e del dottore forestale è una professione dall'utilità sociale improntata ai principi di legalità, responsabilità, decoro, riserbo e competenza, trasparenza e diligenza. In particolare dovrà adottare soluzioni tecniche compatibili con la salvaguardia delle risorse naturali, tendere al miglioramento dell'ambiente e al ripristino delle biocenosi minacciate o degradate, ricercare la tutela del consumatore con garanzia della qualità, tutelare la cultura delle comunità rurali concorrendo allo sviluppo integrato e sostenibile. Una professione che dovrà precisare meglio il principio di autonomia con particolare riguardo ai casi di incompatibilità.

Sono queste le principali novità emerse dal documento finale del 14° Congresso nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali appena concluso a Marsala con particolare riguardo alla proposta di approvazione di un nuovo codice deontologico per la categoria.

«La difesa dell'identità professionale, intesa come funzione d'interesse pubblico, - spiega il presidente Conaf Andrea Sisti (vedi la video intervista in testa all'articolo) - può essere esercitata solo con l'acquisizione a prassi dei principi deontologici nei quali ognuno dei dottori agronomi e dottori forestali italiani riconosca il proprio ruolo, la propria responsabilità e la propria dignità. La deontologia rimane il collante di valori etici della professione ma affinché tali valori siano riconosciuti di utilità sociale devono essere fatti propri da tutta la categoria, motivo per cui è stato proposto il nuovo codice deontologico».

Il documento conclusivo del congresso ha ribadito che la formulazione del nuovo codice accoglierà i principi della carta di Vieste auspicando che al codice possa seguire un regolamento attuativo del procedimento disciplinare. Il Congresso ha, quindi, impegnato il Consiglio nazionale a valutare e revisionare la proposta di codice deontologico sottoponendolo al successivo parere dell'Assemblea dei presidenti provinciali e quindi alla relativa definitiva approvazione.

Ma il 14° Congresso nazionale è stato anche momento di approfondita discussione e partecipazione in cui sono affrontati altri tre temi portanti confluiti tutti nel documento finale approvato dall'assemblea congressuale.

Cooperazione nell'area del mediterraneo
L'apporto del dottore agronomo e del dottore forestale è fondamentale da una parte per evitare che la cooperazione possa diventare un feedback negativo per la nostra produzione locale, soprattutto se la cooperazione è rivolta alla produzione agroindustriale dei paesi, e dall'altra per incentivare soprattutto le piccole realtà contadine per un'adeguata ridistribuzione dei redditi ed una valorizzazione delle tipicità locali; va inoltre evitato che avvengano trasferimenti tecnologici non adeguati al contesto in cui si va ad operare, che si verifichino speculazioni che rendano difficile il raggiungimento dell'obiettivo della sicurezza agroalimentare, che non vengano effettuati i doverosi monitoraggi delle azioni di cooperazione e che non vengano coinvolti i decision maker.

è fondamentale pertanto che il Conaf divenga interlocutore istituzionale privilegiato presso le organizzazioni nazionali ed internazionali per porre al servizio della società la nostra competenza e professionalità per l'attuazione di processi di pianificazione, progettazione, attuazione e monitoraggio dei futuri progetti di cooperazione.

Rapporto fra attività produttive e risorse naturali
La valorizzazione e l'utilizzazione delle risorse naturali e faunistiche necessita di figure professionali specializzate. Una corretta gestione di tali risorse non può prescindere dalla difesa, dalla conservazione e dal mantenimento della biodiversità, nonché dalla valorizzazione dell'ambiente naturale (sostenibilità ambientale). La formazione, (ora diventata obbligatoria e continua), passando dalle scienze della vita alla tecnica e agli aspetti economici consente di 'leggere”, interpretare e valutare in senso ampio e corretto i sistemi territoriali ed i fenomeni naturali nella loro diversità e complessità e quindi permette di pianificare, progettare e mettere in atto le adeguate tecniche gestionali, mirando alla conservazione della biodiversità e al ripristino degli equilibri naturali. Per questo i dottori agronomi e i dottori forestali continueranno a monitorare gli enti preposti per la salvaguardia della loro figura professionale e delle relative competenze, per tutelarne il lavoro e l‘impegno costante come protagonisti della valorizzazione e della difesa dell'ambiente naturale e rurale.

Il verde urbano
Il diffuso degrado del verde urbano e periurbano riguarda l'intero territorio nazionale, con esclusione di alcune aree di eccellenza. Governare e gestire in maniera professionalmente corretta il verde esistente per renderlo fruibile, funzionale e sicuro. Occorre che le amministrazioni locali adeguino gli standard a livello di città e di quartiere, che attualmente appaiono lontani dalla media per abitante prevista dai piani urbanistici. Inoltre, gli strumenti urbanistici comunali spesso non prevedono adeguati elementi di programmazione (Regolamento del verde, Piano del Verde, Censimento del Verde e Carta del Verde), che tengano conto delle esigenze di fruizione e di arredo che tali strumenti si propongono.

In tale contesto la categoria dei dottori agronomi e dei dottori forestali ritiene che le associazioni che operano nel verde urbano debbano tenere nel dovuto conto la necessaria interdisciplinarietà di questa materia, accogliendo al loro interno i professionisti che hanno competenza in tale ambito.

Mediterraneo al centro del rilancio economico e sociale
«La nuova Politica agricola comune (Pac) deve guardare al bacino del Mediterraneo, non soltanto all'Europa continentale. è qui il futuro economico e sociale del nostro Paese. Ci devono essere strategie e politiche condivise e lungimiranti, andare in Europa con venti piani di sviluppo regionali non porta benefici all'agricoltura italiana. Come consiglio nazionale mettiamo la nostra professionalità a disposizione delle istituzioni, europee, nazionali e locali». è in sintesi il commento del presidente del Consiglio dell'ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali (Conaf) Andrea Sisti, alla tavola rotonda dal titolo 'Esperienze e prospettive per lo sviluppo sostenibile nell'area euro mediterranea” che si è tenuta oggi, 30 settembre, a Marsala (Cantine Florio) nell'ambito della terza e conclusiva giornata del 14° Congresso nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali. Un appuntamento, moderato dalla giornalista Domitilla Savignoni, che ha visto la partecipazione di oltre 400 fra dottori agronomi e dottori forestali provenienti da tutta Italia.

«La ruralità - ha sottolineato l'on. Paolo Russo, presidente 13ª Commissione agricoltura - è qualcosa che va oltre l'agricoltura, è un modello sociale, di qualità della vita, che non ha solo priorità di produrre e tutelare i territori. C'è bisogno di un rilancio attraverso alcuni parametri, fra cui la competitività nei mercati: un rilancio dal punto di vista sociale che vede in prima linea i dottori agronomi».

«L'agricoltura deve tornare a svolgere un ruolo essenziale – ha detto il senatore Antonio D'Alì, presidente 13ª Commissione ambiente, territorio e beni ambientali - attraverso un nuovo rapporto fra agricoltura ed energie rinnovabili. Abbiamo timore di un utilizzo indiscriminato delle energie rinnovabili senza considerare la sostenibilità dei territori, mentre occorre riappropriarsi della pianificazione territoriale. Con gli agronomi protagonisti. Ritengo che si apra una stagione di riabilitazione dell'agricoltura e dei tecnici professionisti, l'agricoltura può tornare in termini di modernità ad essere economia primaria»

Argomento di attualità la Politica agricola comune (Pac 2014-2020) che sarà presentata prossimamente (12 ottobre): «Sulla nuova Pac – ha affermato l'on. Giovanni La Via, Commissione Agricoltura Parlamento Europeo – sembra prevalere il criterio di redistribuzione, e alcuni settori vedranno notevolmente ridotti i contributi europei, si va verso una tendenza delle distribuzione di risorse uguale per tutti i settori. Il 12 ottobre inizia un percorso, poi ci saranno 8-9 mesi di tempi legislativi dopo di che sarà storia. Quindi è questo il momento di discuterne».

L'agricoltura è una priorità per lo sviluppo dei Paesi dell'area mediterranea: «Per ogni euro investito in agricoltura – ha sottolineato Andrea Sonnino, della Fao -, si ha un ritorno di quattro euro in sviluppo. Se vogliamo uno sviluppo complessivo di questa area è necessario investire in agricoltura».


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