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di Andrea Radic
vicedirettore
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Consorzio Patata di Bologna Dop
Cambiano marchio e comunicazione

Pubblicato il 11 ottobre 2017 | 18:26



Parte dal nuovo marchio la Patata di Bologna Dop che si presenta a Milano con una campagna di comunicazione che porterà il tubero a filiera controllata sulle tavole degli italiani. Il nuovo logo ricorda le due torri.

Presenti la professoressa Egeria di Nallo, fondatrice delle "Cesarine", un'organizzazione che ospita i suoi soci nelle cucine casalinghe per offrire la tipicità italiana, il presidente del consorzio della patata Bologna Dop Alberto Zambon, il coordinatore delle attività Andrea Galli e Simona Caselli, assessore all'Agricoltura della Regione Emilia Romagna.

La nuova campagna (Consorzio Patata di Bologna Dop Cambiano marchio e comunicazione)
La nuova campagna

«Trecento ettari, che producono 110mila quintali di prodotto a marchio Dop - esordisce Zambon - in grado di soddisfare il mercato, sul quale siamo presenti con le confezioni Dop da 7-8 anni. Quest'anno una nuova confezione e un nuovo marchio grazie alla regione Emilia Romagna attraverso il piano di sviluppo rurale. Siamo un piccolo consorzio che nasce con tanta volontà di farsi vedere. La nostra nuova campagna pubblicitaria mette in primo piano il prodotto e la bontà. La nostra varietà è garantita lungo tutto il periodo compreso tra i primi di luglio e la fine di aprile».

Egeria di Nallo, Simona Caselli, Alberto Zambon e Andrea Galli (Consorzio Patata di Bologna Dop Cambiano marchio e comunicazione)
Egeria di Nallo, Simona Caselli, Alberto Zambon e Andrea Galli

L'assessore Caselli ha sottolineato: «Il riconoscimento di tutela è un passaggio importantissimo, che dà una diversa e nuova possibilità di azione, oltre a difendere l'immagine e il nome da usurpazioni. Un passo che qualifica il prodotto con una visibilità internazionale anche se la produzione è ancora limitata. Per ora non si varcheranno i confini ma il consorzio gestisce una vera Dop, esattamente come il Parmigiano Reggiano o il Prosciutto di Parma. In Emilia Romagna sono ben 44 le Dop, un record europeo e mondiale. Tutto ciò richiede un ottimo livello di agricoltura e organizzazione della produzione e della trasformazione: non si fa una Dop senza una tracciabilità rigorosa. Una strategia che toglie il prodotto dal settore generico, azione necessaria anche per far capire ai consumatori la differenza di un marchio importante, un bollino di qualità che non conoscono ancora bene, ma che ha un significato molto importante. Grazie ai prodotti tipici certificati crescono l'autorevolezza alimentare e così i numeri, con iniziative che generano un volano di sviluppo. Un territorio ricco di eccellenze e tipicità attira, grazie alla capacità dei produttori che sono protagonisti e accettano questa sfida».

(Consorzio Patata di Bologna Dop Cambiano marchio e comunicazione)

Tocca quindi ad Andrea Galli, coordinatore del consorzio, illustrare le iniziative di comunicazione, «che si aggiungono a quanto stiamo facendo nel portare nelle scuole agrarie e alberghiere la conoscenza del prodotto di qualità. Oggi riuniamo 70 aziende sotto il nuovo marchio che richiama le torri bolognesi e presenta due anelli che si intersecano con l'intenzione di essere tutti uniti nell'interesse dell'agricoltura. Un progetto di comunicazione integrata che ci vedrà presenti sul sito web, sui social e sui media con una campagna stampa. Produttori e territori con il claim "la bontà è di questa terra"».

Vito Mollica (Consorzio Patata di Bologna Dop Cambiano marchio e comunicazione)
A destra, Vito Mollica, executive chef del Four Seasons Hotel Milano

Egeria di Nallo ha ricordato che proprio la patata è l'ingrediente che unisce i menu casalinghi delle "Cesarine" che ora sono ben cinquecento in tutta Italia, molti gli stranieri che siedono alle tavole delle signore della cucina.

Per informazioni: www.patatadibologna.it

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