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di Alberto Lupini
direttore
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Roberto Anesi, Miglior sommelier Ais
«Dietro a ogni vino, una storia nascosta»

Pubblicato il 06 novembre 2017 | 18:33



Miglior sommelier d'Italia Ais, in prima linea ai 30 anni dei Vignaioli indipendenti, il trentino Roberto Anesi racconta quanto sia stimolante essere ambasciatore del vino e quanto conti il servizio in sala al ristorante.

Si dimostra da una parte sorpreso del titolo, «non me l'aspettavo - dice - ma ci credevo fortemente». Da buon ladino (ci tiene a rimarcare la sua tradizione) Roberto è schivo, ma determinato, e il pensiero di poter vincere è ciò che lo ha sostenuto in tutti questi anni nell'alternanza fra lavoro e studio, «soprattutto in quest'ultimo periodo, molto intenso, molto impegnativo: sono riuscito a studiare veramente tanto, e parlo di 10-14 ore al giorno».

E alla fine il concorso a Taormina l'ha “vinto” lui: «sapevo di avere tutto quello che mi serviva per poter arrivare in fondo a questo concorso. Ho fatto tutto quello che avrei potuto fare, niente di più, niente di meno». Premiato quindi dal presidente Ais Antonello Maietta, è risultato il migliore davanti agli altri tre finalisti Massimo Tortora, Andrea Sala e Carlo Pagano, e ad oggi è il numero uno dell'Associazione italiana sommelier, e la responsabilità non è poca.

Cristiano Cini, Camillo Privitera, Antonello Maietta e Roberto Anesi (Roberto Anesi, Miglior sommelier Ais «Dietro a ogni vino, una storia nascosta»)
Cristiano Cini (responsabile nazionale area concorsi), Camillo Privitera (presidente Ais Sicilia), Antonello Maietta e Roberto Anesi

«È una responsabilità importante, tuttavia se non mi fossi sentito pronto ad affrontarla, non avrei neanche intrapreso il percorso del concorso. Allo stesso tempo questo risultato è anche uno stimolo, mi dà la possibilità di mettermi alla prova. Penso mi aspetti un anno impegnativo ma allo stesso tempo gratificante al massimo». E questo anno che si prospetta ricco di eventi si è già messo in moto: la sua uscita pubblica da "campione" l'ha fatta come conduttore di una delle degustazioni organizzate in occasione dei 30 anni dei Vignaioli del Trentino.

Il riconoscimento ricevuto rappresenta per Anesi anche un punto di arrivo che gratifica molti anni passati nel mondo del vino: «Sono quasi 30 anni che lavoro in sala... Ho fatto la mia prima stagione nel 1988, avevo 16 anni; da lì ho sempre lavorato in sala, e nonostante sia passato così tanto tempo, anche oggi iniziare il servizio e magari avere a che fare con un tavolo che in qualche maniera ti offra stimoli, ti permetta di interloquire in maniera positiva, è ancora uno stimolo incredibile, una grande emozione, mi piace tantissimo».

D'altra parte però Anesi non dimentica che, oltre alle proprie gratificazioni, un sommelier non deve mai scordare il vero scopo del suo mestiere: «Far sentire bene il nostro ospite, eccellere nell'accoglienza, trasmettere la nostra materia prima, il vino». Proprio grazie a queste consapevolezze e agli anni trascorsi in sala, Anesi ha preso coscienza del proprio ruolo: «Dico sempre che il sommelier non è più solo il cameriere del vino, ma la persona che ha l'incarico di comunicare a 360° quello che è il mondo del vino, cominciando dal servizio in sala passando per la presentazione della bottiglia fino al racconto di tutto ciò che sta dietro a quella singola etichetta».

Roberto Anesi (Roberto Anesi, Miglior sommelier Ais «Dietro a ogni vino, una storia nascosta»)
Roberto Anesi

Anesi sa cosa significhi essere sommelier, e sa quanto conti in un mestiere come questo la comunicazione. Ecco perché, nel consigliare un vino piuttosto che un altro, nell'esaltare le sue caratteristiche abbinandole ad un piatto piuttosto che a un altro, un vero sommelier non può prescindere dal territorio di provenienza, «che sia il nostro territorio o quello in cui stiamo lavorando, indipendentemente dal fatto che sia di grido o minore. Si tratta sempre di un territorio che nasconde delle storie, delle vite, dei lavori che meritano di essere raccontate e trasmesse».

«Perché tutti - conclude - mangiamo bene e beviamo bene. In questo ambito si inserisce l'esperienza al ristorante, qualcosa che deve essere diverso dal mero piatto di pasta e dal mero bicchiere di vino».

Roberto Anesi
Roberto Anesi vive sulle Dolomiti, in Val di Fassa, precisamente a Canazei. Ha iniziato il suo percorso nel mondo del vino nel 1997 per poi diventare professionista nel 2006. Dal 2008 è relatore Ais, ha poi conseguito il WSet livello tre e nel corso della sua carriera ha preso parte ad alcuni concorsi nel mondo del vino. Ad oggi, da anni, si occupa del suo ristorante El Paèl a Canazei (Tn).

Per informazioni: www.diariodivino.com

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