In questi anni il gelato gastronomico ha dimostrato di essere a tutti gli effetti un elemento comprimario all’interno della cucina italiana e non solo della pasticceria. Non più un mero accessorio, quindi, ma espressione di piatti contemporanei valorizzati dalla creatività dei gelatieri italiani che, proprio in occasione della 47ª edizione del Sigep World di Rimini - oltre 1.300 espositori, buyer da 75 Paesi e presenza estera dell’India nel ruolo di guest country 2026 - hanno dato vita alla masterclass “Gelato gastronomico”, organizzata dall’Associazione italiana gelatieri. A illustrare la realizzazione del piatto il gelatiere dell’Aig Ivano Donato, insieme a Mario Testa dell’azienda Sabelli di Ascoli Piceno, secondo produttore di mozzarelle in Italia e conosciuto anche per le sue stracciatelle, burrate e ricotte. È stato proposto il gelato gastronomico “Bianco Cremoso”, con fiordilatte, stracchino e speck.
Il gelatiere dell’Aig Ivano Donato con il gelato gastronomico “Bianco Cremoso”
Il valore delle materie prime nel gelato gastronomico
«Da sempre diamo grande attenzione alle materie prime e, in questo caso, nel gelato gastronomico, lo stracchino e lo speck non sono solo ingredienti di grande qualità ma determinano equilibrio, eleganza e continuità gustativa nel piatto. Sabelli da anni, con i suoi prodotti, racconta un’origine, un territorio, una filosofia che abbraccia la filiera dell’agroalimentare nella sua interezza» ha spiegato Mario Testa, direttore commerciale di Sabelli Spa. La masterclass di Rimini è il preludio a ripensare il ruolo del gelato all’interno del pasto e a sperimentare nuove forme di equilibrio tra gusto, tecniche ed emozione. Il gelato artigianale italiano è centrale nei processi della filiera agroalimentare: non è solo un prodotto di consumo, ma trasformazione alimentare. L’utilizzo di latte e panna, zuccheri, uova, frutta fresca e secca, cacao, caffè e miele - tra cui anche prodotti Dop, Igp o biologici - lo rende strategico nei processi non solo di lavorazione, peraltro sempre più innovativi e sostenibili, ma anche in termini di impatto economico e occupazionale.
Negli ultimi anni il gelato gastronomico ha superato la funzione decorativa
Questo è stato uno dei temi al centro del seminario formativo “L’importanza della formazione nello sviluppo della filiera agroalimentare”, organizzato da Confesercenti Marche e dall’Ente bilaterale delle Marche, con gli interventi della dottoressa Elena Capriotti, presidente dell’Ebm, di Andrea Maria Antonini, presidente della Commissione terza della Regione Marche, e del presidente di Confesercenti Regione Marche, Sandro Assenti, che ha sottolineato come «l’enogastronomia non è più un settore marginale, ma una componente centrale delle strategie di sviluppo turistico regionale, che affianca il turismo balneare tradizionale», mentre Andrea Assenti, consigliere regionale delle Marche, ha evidenziato che «in virtù della crescita del turismo alimentare ed esperienziale, la Regione Marche vede l’enogastronomia come una leva strategica per valorizzare il territorio».
Filiera agroalimentare: competenze, sostenibilità e prospettive future
Il dibattito ha riconosciuto il valore della filiera agroalimentare, uno dei pilastri fondamentali dell’economia italiana, dove agricoltura, trasformazione e distribuzione dei prodotti alimentari sono strettamente legati al territorio. Un settore che negli ultimi anni è stato attraversato da profondi cambiamenti: l’introduzione di nuove tecnologie, l’evoluzione delle normative, la crescente attenzione dei consumatori verso la sicurezza alimentare, la tracciabilità e l’impatto ambientale dei prodotti. Di fronte a queste sfide, la formazione rimane uno strumento indispensabile per aggiornare le competenze degli operatori e favorire la tutela della biodiversità, intercettare le nuove opportunità della digitalizzazione, gestire in modo più efficiente e consapevole le risorse. Da qui la necessità di investire nella formazione del personale per aumentare l’efficienza produttiva e rafforzare la reputazione delle imprese.

Solo attraverso l’aggiornamento continuo delle competenze è possibile affrontare le sfide globali e garantire un sistema agroalimentare efficiente, sostenibile e capace di creare valore economico e sociale per le comunità. In questo scenario, la Regione Marche si sta distinguendo per un impegno concreto nel rafforzamento della formazione come strumento di sviluppo della filiera agroalimentare: formazione come leva per innovazione, competitività e sostenibilità dell’intera filiera.