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Giornata internazionale dell’Amatriciana: dal borgo laziale alle tavole del mondo

Il 6 marzo si celebra la prima Giornata internazionale dell’Amatriciana, dedicata al piatto simbolo di Amatrice e della cucina italiana. Tra tradizione, ingredienti autentici e ricette innovative come burger e cocktail, la giornata promuove la cultura gastronomica, valorizza il territorio e celebra un piatto che racconta storia, identità e innovazione culinaria italiana

di Redazione Italia a Tavola
28 gennaio 2026 | 18:51
Giornata internazionale dell’Amatriciana: dal borgo laziale alle tavole del mondo

LAmatriciana non è solo un piatto, è un simbolo della cucina italiana nel mondo. Nata ad Amatrice come evoluzione della gricia, combina guanciale, pecorino, pomodoro e peperoncino in un equilibrio di sapori che racconta storia e territorio. Tra ricette autentiche, disciplinari Stg e interpretazioni contemporanee come il cocktail “Amatriciana in un sorso”, questo piatto continua a sorprendere chef e appassionati di tutto il mondo. E ora avrà anche una giornata tutta sua, calendarizzata per il 6 marzo:  la Giornata internazionale dell’Amatriciana.

Il 6 marzo debutta la Giornata internazionale dell’Amatriciana

Il 6 marzo diventa una data simbolo per la cucina italiana e per il territorio di Amatrice. In questa giornata, promossa dall’Associazione dei Ristoratori e degli Albergatori di Amatrice (Aram), si celebra la prima Giornata internazionale dell’Amatriciana, con l’obiettivo di valorizzare uno dei piatti italiani più celebri al mondo e, allo stesso tempo, di trasmettere un messaggio di rinascita e positività da una comunità che si è rialzata con fatica e orgoglio dopo il terremoto del 2016. La ricorrenza nasce anche per ricordare un traguardo significativo: il 6 marzo 2020, infatti, l’Amatriciana ha ottenuto dalla Commissione Europea la certificazione di Specialità Tradizionale Garantita (Stg), riconoscimento che ne tutela ingredienti, preparazione e identità storica.

Giornata internazionale dell’Amatriciana: dal borgo laziale alle tavole del mondo

Il 6 marzo si celebra la prima giornata internazionale dell’Amatriciana

Le celebrazioni partono naturalmente da Amatrice, cuore della tradizione, ma coinvolgono anche Roma, con la conferenza stampa di presentazione della giornata e numerose iniziative in programma nel fine settimana del 6, 7 e 8 marzo. Le iniziative sono organizzate in collaborazione con il Comune di Amatrice, l’Università Roma Tre, con il patrocinio della Regione Lazio e delle Camere di Commercio di Rieti e di Viterbo. L’obiettivo è non solo promuovere il piatto, ma anche valorizzare il territorio e le sue eccellenze culturali, gastronomiche e turistiche, trasformando la cucina in un mezzo di narrazione per il turismo e l’identità locale.

Amatrice e la nascita di un piatto iconico

L’Amatriciana nasce come evoluzione della gricia, piatto dei pastori dell’Appennino, preparata con pasta, pecorino, pepe e guanciale, a cui fu introdotto il pomodoro agli inizi dell’Ottocento. La ricetta, semplice e rustica, si è trasformata in simbolo della cucina laziale e italiana, celebrata ovunque, imitata ma sempre riconducibile al piccolo borgo di Amatrice. Il riconoscimento europeo Stg sottolinea l’importanza di utilizzare ingredienti 100% italiani, dal grano al pecorino, fino al guanciale, rafforzando l’identità territoriale e gastronomica del piatto. Il definitivo salto di popolarità dell’Amatriciana avvenne quando numerosi abitanti di Amatrice si trasferirono a Roma in cerca di nuove opportunità. Furono le osterie della Capitale a consacrare il piatto, che conquistò subito i palati dei romani e si diffuse rapidamente, diventando uno dei classici indiscussi della cucina romana.

Giornata internazionale dell’Amatriciana: dal borgo laziale alle tavole del mondo

Furono le osterie di Roma a consacrare il piatto

Il disciplinare: tutela e valorizzazione

Già nel 2017, l’Associazione Aram ha definito un nuovo disciplinare di produzione dell’Amatriciana tradizionale Stg, curato dal produttore di guanciale e prosciutto amatriciano Gianfranco Castelli, con sede ad Accumoli. L’obiettivo era tutelare la ricetta, garantirne la corretta esecuzione e promuovere la qualità degli ingredienti, assicurando il rispetto della tradizione anche all’estero. «Il disciplinare è necessario non solo per salvaguardare un piatto che rappresenta l’Italia nel mondo, ma anche per sostenere un territorio che ha affrontato eventi drammatici», aveva dichiarato allora Castelli riferendosi al terremoto che aveva colpito la zona. 

Nel 2020 l’Amatriciana ha ottenuto dalla Commissione Europea la certificazione di Specialità Tradizionale Garantita (Stg), un riconoscimento che ne tutela ingredienti, preparazione e autenticità. La decisione segna il riconoscimento ufficiale di un piatto simbolo della cucina italiana, stabilendo regole precise per il rispetto della ricetta originale e garantendo l’uso di prodotti italiani come guanciale, pecorino e pomodoro. Grazie allo Stg, l’Amatriciana non è solo una pietanza apprezzata in tutto il mondo, ma diventa anche strumento di valorizzazione del territorio e delle tradizioni di Amatrice (Ri).

Amatriciana, alcune ricette gustose tra reinterpretazioni e mixology

Accanto alla versione tradizionale, entrata anche nella dieta del campione olimpico Marcell Jacobs oro nei 100 metri piani ai Giochi di Tokyo, l'amatriciana è stata fonte di ispirazione anche per piatti gustosi.

Si va dal Moro antartico con amatriciana e  granita di Parmigiano dei fratelli Cerea del ristorante Da Vittorio di Brusaporto (Bg) fino all'Amatriciana Burger, proposto dall'Hard Rock Café in edizione limitata a sostegno delle vittime del terremoto di Amatrice, e composta da un burger di 200 g avvolto da una crema di pecorino e pepe, accompagnato da un mix di pomodori datterini e guanciale croccante, completato da cipolla dorata e croccante e servito con patatine fritte aromatizzate alle erbe.

La ricetta storica non smette di ispirare innovazione. A Roma, al Maio Restaurant & Rooftop, nasce il cocktail L’Amatriciana in un sorso, ideato dalla bar manager Erica Campagna. Il drink, basato sul Bloody Mary, sostituisce la vodka con una tequila infusa al guanciale tramite la tecnica del fat washing, e si arricchisce di note speziate di peperoncino, tabasco e salsa Worcester. Il cocktail celebra la tradizione romana e si abbina con piatti come la battuta di Fassona, selezioni di salumi e formaggi italiani, o il pollo alla romana, portando la cucina italiana in un’esperienza di gusto contemporanea e multisensoriale.

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