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Pera IGP Trend

Crisi delle pere? L’Igp emiliano-romagnola segna un +50%

di Redazione Italia a Tavola
18 marzo 2026 | 11:32

In un contesto complesso per il comparto pericolo italiano, la Pera dell’Emilia Romagna Igp si distingue per una crescita significativa dei volumi e per una forte capacità di posizionamento sul mercato. Nel 2025 le superfici certificate hanno raggiunto i 3.150 ettari, pari a circa il 30% del totale regionale, segnando un aumento rilevante rispetto ai circa 700 ettari di dieci anni fa. Un dato che evidenzia una progressiva affermazione del marchio Igp.

Crisi delle pere? L’Igp emiliano-romagnola segna un +50%

Il marchio Igp come garanzia di qualità e tracciabilità

Produzione e vendite in aumento: +50% nella campagna 2025/26

La campagna commerciale 2025/26 ha registrato risultati particolarmente positivi per la pera Igp, con un incremento delle quantità vendute di circa il 50% rispetto alla stagione precedente. Parallelamente, è raddoppiata l’incidenza del prodotto certificato sul totale lavorato. Questo andamento conferma l’efficacia delle strategie messe in campo dal Consorzio di tutela della Pera dell’Emilia Romagna Igp, che ha lavorato per rafforzare la visibilità e la riconoscibilità del prodotto, valorizzandone qualità e origine.

Crisi delle pere? L’Igp emiliano-romagnola segna un +50%

Packaging e distribuzione della Pera dell’Emilia Romagna Igp

Il marchio Igp come leva distintiva e garanzia di qualità

Elemento centrale della crescita è il rafforzamento del marchio Igp, reso ancora più riconoscibile grazie al nuovo bollino introdotto nel 2022. Un segno distintivo pensato per comunicare in modo immediato qualità, tracciabilità e territorialità a consumatori, operatori e ristorazione. Tra le iniziative più rilevanti si inserisce il progetto “Perfetto Frutto Gourmet”, sostenuto dal Masaf e dalla Regione Emilia-Romagna, con l’obiettivo di posizionare la pera Igp anche in ambiti ad alto valore gastronomico.

Crisi delle pere? L’Igp emiliano-romagnola segna un +50%

Giuliano Donati, Presidente del Consorzio della Pera dell’Emilia Romagna Igp

«Questo dato conferma la centralità del marchio Igp nella filiera e ne sottolinea il ruolo trainante per l’intero comparto», spiega Giuliano Donati, Presidente del Consorzio della Pera dell’Emilia Romagna Igp. «Risultati che testimoniano l’importanza strategica della certificazione Igp, capace di offrire garanzie di qualità, tracciabilità e valore aggiunto e in un contesto di mercato sfidante, l’Igp si conferma quindi come scelta vincente per produttori e consumatori, segnando una vera e propria controtendenza rispetto ai dati nazionali e regionali», aggiunge Donati.

Mercato nazionale in calo, ma la qualità sostiene il valore

A livello nazionale, la produzione di pere nel 2025 si è fermata a circa 293.000 tonnellate, con un calo del 27% rispetto al 2024. In Emilia-Romagna la flessione è stata del 30%, con 174.000 tonnellate raccolte. Nonostante la contrazione produttiva, la qualità si è mantenuta elevata, permettendo alla Pera dell’Emilia Romagna Igp di distinguersi per presenza e apprezzamento sul mercato.

Crisi delle pere? L’Igp emiliano-romagnola segna un +50%

Coltivazioni certificate di Pera dell’Emilia Romagna IGP in fase produttiva

Consumi e valore: la qualità frena il calo

Tra luglio e dicembre 2025 i consumi in Italia hanno raggiunto le 46.000 tonnellate, registrando una flessione del 7% rispetto all’anno precedente, principalmente legata alla minore disponibilità di prodotto. Sul fronte economico, però, la riduzione si è limitata al 2% in valore, segno di una buona capacità di valorizzazione del prodotto di qualità, con la pera Igp protagonista nel mantenere elevato il percepito del consumatore.

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