Sembra ormai essere una corsa a due per il controllo della divisione acque minerali europee di Nestlé, che la multinazionale ha deciso di cedere. Quella che inizialmente appariva come una operazione finanziaria tout court si sta trasformando in un confronto diretto tra grandi fondi internazionali. In vantaggio ci sono il fondo francese Pai Partners e l’americano Clayton, Dubilier & Rice. L’ipotesi sul tavolo è l’ingresso di un partner nel capitale della divisione acque del gruppo svizzero, con una quota che potrebbe arrivare almeno al 50% e una valorizzazione complessiva vicina ai 5 miliardi di euro. Si tratta di un asset che nel 2024 ha generato circa 3,8 miliardi di ricavi, con marchi iconici come Sanpellegrino, Acqua Panna e Perrier, ma anche con un posizionamento che il gruppo intende rivedere per affrontare una fase nuova, più selettiva e orientata alla redditività.

Il fondo francese Pai Partners e quello americano Clayton, Dubilier & Rice in corsa per rilevare la divisione acque di Nestlé, che comprende anche Sanpellegrino
La shortlist e i fondi rimasti in gara
La selezione, seguita da Rothschild & Co, ha già ridotto sensibilmente il numero dei candidati. In questa fase restano in corsa il fondo francese Pai Partners e l’americano Clayton, Dubilier & Rice, mentre altri operatori come Platinum e One Rock sono usciti dal processo. Kkr, inizialmente tra i soggetti più osservati, resta sullo sfondo, con un ruolo che appare meno centrale. Nelle prossime settimane Nestlé dovrebbe individuare il partner con cui avviare una trattativa in esclusiva, entrando nella fase decisiva dell’operazione.
Il vantaggio di Pai e il fattore relazionale
Tra i candidati, Pai Partners sembra avere qualche elemento a favore. Non tanto sul piano finanziario, quanto su quello relazionale. Il fondo francese conosce già da vicino l’universo Nestlé e ha costruito negli anni una collaborazione consolidata con il gruppo. Dal 2013 è infatti partner al 50% in Froneri, società attiva nel comparto gelati con marchi come Häagen-Dazs e Maxibon, e ha partecipato anche alla joint venture nel segmento delle pizze surgelate. Un rapporto che, secondo diverse fonti, potrebbe avere un peso nella scelta finale.

Anche Acqua Panna è coinvolta nell'operazione
La partita, però, non si giocherà soltanto sulla valutazione economica. A fare la differenza saranno soprattutto la proposta industriale e l’assetto della futura governance. L’ipotesi più accreditata è quella di una partnership equilibrata, sul modello già adottato da Nestlé in altre operazioni. Non è escluso, tuttavia, che il gruppo possa cedere una quota leggermente superiore alla maggioranza, qualora ciò permettesse di rendere più solida e attrattiva l’intesa. Il punto non è solo vendere, ma trovare un partner capace di accompagnare lo sviluppo, è la lettura che circola negli ambienti finanziari.
Un business solido ma con dinamiche diverse
Nonostante il peso industriale, Nestlé Waters presenta al suo interno andamenti differenziati. Le etichette italiane, come Sanpellegrino e Acqua Panna, continuano a mostrare una buona tenuta sui mercati internazionali, sostenute da una forte riconoscibilità del brand. Diversa la situazione in Francia, dove marchi come Perrier hanno dovuto fare i conti con difficoltà produttive e con una vicenda reputazionale che ha inciso sulla percezione del prodotto nel mercato domestico. Questo equilibrio tra punti di forza e criticità è uno degli elementi che i fondi stanno valutando con maggiore attenzione. La sfida non riguarda soltanto la gestione di marchi storici, ma anche la capacità di rilanciarli in un contesto competitivo che sta rapidamente cambiando.