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Ecco quanto caffè bevono gli italiani, dove se ne consuma di più e perché

Secondo l’indagine MCO-Selvitys, il 67% beve almeno due tazzine al giorno, il Lazio guida la classifica dei consumatori più assidui e l’espresso si conferma la scelta nettamente più diffusa nel Paese. L’abitudine e la ricerca di energia restano le motivazioni principali, ma con differenze marcate tra generi, età e professioni

di Redazione Italia a Tavola
22 maggio 2026 | 12:38
Ecco quanto caffè bevono gli italiani, dove se ne consuma di più e perché

Il caffè continua a essere una presenza quotidiana nelle abitudini degli italiani. Secondo un’indagine realizzata da MCO in collaborazione con Selvitys su un campione di mille persone, il 90,3% degli intervistati dichiara di consumarlo regolarmente e il 67% ne beve almeno due tazzine al giorno. L’espresso resta la scelta dominante con il 65,2% delle preferenze, mentre il consumo varia sensibilmente in base a età, professione e area geografica. A sorpresa, non è il Sud Italia a registrare la maggiore concentrazione di consumatori abituali, ma il Centro, con il Lazio in testa per quota di persone che bevono almeno tre caffè al giorno. Sul fronte del mercato, i dati YouGov confermano la centralità del prodotto nelle case degli italiani: nel 2025 l’86% delle famiglie ha acquistato caffè, con una spesa media record di 81,83 euro per nucleo familiare.

Lo scorso anno l’86% delle famiglie italiane ha acquistato caffè
Lo scorso anno l’86% delle famiglie italiane ha acquistato caffè

Quante tazzine bevono gli italiani?

Come anticipato, il consumo di caffè in Italia è un’abitudine consolidata per la grande maggioranza della popolazione. Tra chi dichiara di berlo regolarmente, il 40% consuma due tazzine al giorno, dato che rappresenta la fascia più numerosa dell’indagine. Il 23% arriva invece a tre o quattro caffè quotidiani, mentre un ulteriore 4% supera le quattro tazzine al giorno. Più contenuta la quota di chi si limita a un solo caffè, pari al 22% degli intervistati. Nella fascia dei consumatori più assidui l’assunzione di caffeina si avvicina alla soglia di 400 mg giornalieri indicata dall’Efsa come limite di sicurezza per gli adulti, corrispondente a circa quattro o cinque espressi.

La geografia del caffè: il Lazio batte tutti

Uno dei risultati più interessanti dell’analisi riguarda la distribuzione geografica dei consumi. Come già evidenziato in apertura di articolo, il primato dei consumatori più assidui non appartiene al Sud Italia ma al Centro. A guidare la classifica è il Lazio, dove il 38,5% degli intervistati dichiara di bere almeno tre tazzine al giorno. Alle sue spalle si collocano Lombardia e Campania, entrambe ferme al 31,5%. All’estremo opposto si trova invece l’Emilia-Romagna. La regione registra infatti il dato più basso tra quelle analizzate, con appena il 16,7% di consumatori forti. Un risultato che la distingue nettamente dal resto delle aree considerate e che rappresenta una delle principali sorprese emerse dall’indagine.

Espresso in testa, ma i gusti cambiano con l’età

Se il quadro generale conferma il predominio dell’espresso, l’analisi delle preferenze mostra differenze marcate tra le varie generazioni. L’espresso raccoglie il 65,2% delle preferenze complessive, seguito dal macchiato con il 16,5% e dal cappuccino con il 10,5%. Americano e altre tipologie restano invece su quote marginali.

L’espresso resta il preferito degli italiani
L’espresso resta il preferito degli italiani

Dietro il dato medio nazionale emergono però comportamenti molto diversi. Tra i giovani dai 18 ai 24 anni il cappuccino raggiunge il 29,9% delle preferenze, quasi tre volte la media complessiva. Nella fascia over 65, al contrario, la stessa bevanda si ferma al 4,5%. L’espresso segue una traiettoria opposta: viene scelto dal 49,3% dei più giovani e cresce progressivamente fino a toccare il 72,8% tra le persone di età compresa tra 45 e 54 anni. Anche il decaffeinato mostra una distribuzione legata all’età, passando da una presenza quasi irrilevante tra i più giovani al 7,1% registrato tra gli over 65.

Gli uomini bevono più caffè delle donne

L’indagine evidenzia differenze anche sul piano del genere. Gli uomini risultano infatti più inclini a un consumo elevato: il 32,4% dichiara di bere almeno tre tazze al giorno, contro il 23,2% delle donne. Il divario emerge anche tra chi non consuma affatto caffè. In questo caso la quota femminile raggiunge l’11,8%, mentre quella maschile si ferma al 7,6%. Le differenze si attenuano invece nelle fasce di consumo più moderate. Una o due tazzine al giorno rappresentano infatti un’abitudine diffusa e sostanzialmente equilibrata tra uomini e donne, confermando come il caffè resti un gesto quotidiano condiviso trasversalmente.

Dall’energia del mattino al piacere del gusto

Le motivazioni che spingono al consumo raccontano un rapporto con il caffè che cambia nel corso della vita. Nel complesso, l’abitudine rappresenta la ragione principale per il 35% degli intervistati, seguita dalla ricerca di energia al mattino con il 34% e dal piacere del gusto con il 26%. Più contenuto il peso della componente sociale, indicata soltanto dal 5% del campione. Anche in questo caso l’età incide in maniera significativa.

Le ragioni che portano a bere caffè evolvono con l’età
Le ragioni che portano a bere caffè evolvono con l’età

Tra i 18 e i 24 anni quasi un intervistato su due (44,8%) associa il caffè soprattutto alla necessità di svegliarsi o mantenere alta l’attenzione durante la giornata. Nella fascia compresa tra 25 e 44 anni prevale invece la dimensione dell’abitudine quotidiana, mentre con l’avanzare dell’età cresce progressivamente il valore attribuito al gusto. Tra gli over 65 questa motivazione raggiunge il 39,4%, la percentuale più elevata rilevata dall’indagine.

Imprenditori e dipendenti a tempo pieno guidano i consumi

Le differenze emergono anche osservando le categorie professionali. Gli imprenditori e i titolari d’azienda risultano i maggiori consumatori di caffè, con il 36,7% che dichiara di bere almeno tre tazze al giorno. Seguono i dipendenti a tempo pieno, che si attestano al 33,9%. Più contenute le quote registrate tra pensionati e liberi professionisti, rispettivamente al 26,3% e al 27,3%. A distinguersi in senso opposto sono gli studenti. Soltanto l’8,8% supera le tre tazzine quotidiane, mentre il 22,8% afferma di non bere caffè. Si tratta della percentuale più elevata di astensione rilevata tra tutte le categorie considerate dall’indagine, un dato che differenzia nettamente i più giovani rispetto al resto del campione.

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