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Dal 1986 a oggi: come Kamut® ha costruito una filiera globale con l'Italia protagonista

Nel 2026 Kamut® celebra 40 anni di attività tra agricoltura biologica, filiera controllata e diffusione nel mercato europeo, con l’Italia protagonista. Il progetto ha costruito un sistema di distribuzione selettiva basato su grano antico, qualità e tracciabilità. A Milano una cena celebrativa da Ratanà con Cesare Battisti ha raccontato il marchio attraverso piatti dedicati

Mauro Taino
di Mauro Taino
Redattore
12 giugno 2026 | 16:12
Dal 1986 a oggi: come Kamut® ha costruito una filiera globale con l'Italia protagonista

Quarant’anni di attività raccontano l’evoluzione di un progetto che ha attraversato i cambiamenti del mercato alimentare mantenendo un’identità precisa. Nel 2026 il marchio Kamut® celebra il proprio anniversario, segnando una tappa che coincide con la crescente attenzione verso agricoltura biologica, tracciabilità delle filiere e qualità delle materie prime. E in questo contesto, l'Italia gioca un ruolo da protagonista.

Kamut®, una storia lunga 40 anni

La storia del grano a marchio Kamut® prende avvio nel 1986, quando Bob Quinn e suo padre presentarono per la prima volta un’antica varietà di grano durante una fiera di settore negli Stati Uniti. Da quell’intuizione si è sviluppato un sistema produttivo strutturato, fondato su coltivazioni biologiche controllate e su una filiera internazionale regolata da un sistema di licenze. L’obiettivo originario era preservare le caratteristiche del cereale, valorizzandone autenticità e qualità senza interventi di ibridazione o modificazione genetica.

Kamut® ha festeggiato i suoi 40 anni anche con una cena da Ratanà a Milano
Kamut® ha festeggiato i suoi 40 anni anche con una cena da Ratanà a Milano

L’Italia come mercato chiave della filiera Kamut®

Nel tempo il progetto si è consolidato soprattutto in Europa, con una presenza particolarmente significativa in Italia. Oggi sono oltre 1.200 i prodotti realizzati con grano a marchio Kamut® , e più della metà proviene dal mercato italiano, confermando il ruolo centrale del comparto agroalimentare nazionale nella diffusione del marchio attraverso molini, aziende di trasformazione e importatori autorizzati. In questo contesto, il valore del mercato italiano viene descritto dal presidente di Kamut®  International Trevor Blyth come uno dei pilastri storici e attuali del progetto: «Fin dall’inizio del progetto Kamut® in Europa molti anni fa, il mercato italiano ha rappresentato uno dei mercati più importanti a livello globale e lo è ancora oggi. Questo non solo in termini di volumi di vendita, ma anche in termini di diversità, creatività e forte energia e passione per ingredienti di qualità e per la produzione di prodotti della massima qualità, che continuano a guidare l’interesse per il grano a marchio Kamut® a livello globale ancora oggi».

Trevor Blyth, presidente di Kamut® International
Trevor Blyth, presidente di Kamut® International

La presenza del prodotto nel mondo della ristorazione e dell’hotellerie si inserisce nella stessa logica di posizionamento qualitativo: «Ritengo che l’interesse per la presenza del grano a marchio Kamut® nei menu di ristoranti e hotel sia generalmente sempre stato maggiore da parte del pubblico di ristoranti e hotel di alta qualità e di fascia più elevata, anche se prodotti realizzati con il grano a marchio Kamut® si possono trovare tra tutte le varietà di ristoranti e menu di hotel.» E il canale Horeca diventa uno spazio privilegiato di valorizzazione del prodotto: «A mio avviso, questa è e lo è sempre stata un’eccellente opportunità per gli chef di diffondere consapevolezza e tradurre le straordinarie proprietà nutrizionali, il gusto e le altre uniche caratteristiche sensoriali del grano a marchio Kamut® in creazioni culinarie straordinarie, per raggiungere e interessare le persone».

Filiera, qualità e identità nutrizionale

Uno degli elementi distintivi del progetto è la coerenza tra identità del cereale e prestazioni lungo tutta la filiera: «Entrambi gli aspetti sono importanti per noi. In generale, il nostro obiettivo è fornire il grano antico garantito non modificato e non ibridato, sempre coltivato biologicamente, che soddisfi elevati standard di purezza, qualità e nutrizione, e che venga poi tradotto in una gamma diversificata di prodotti con differenti attributi nutrizionali e sensoriali dai nostri diversi eccellenti clienti che producono ottimi prodotti. In questo modo, facciamo affidamento sul lavoro con una gamma diversificata di eccellenti partner per la produzione di questi prodotti, per soddisfare le esigenze di un pubblico di clienti diversificato».

Uno degli elementi distintivi del progetto Kamut® è la coerenza tra identità del cereale e prestazioni lungo tutta la filiera
Uno degli elementi distintivi del progetto Kamut® è la coerenza tra identità del cereale e prestazioni lungo tutta la filiera

Alla base del sistema produttivo resta una filiera rigidamente controllata, che garantisce continuità qualitativa: «All’inizio della nostra filiera, i nostri agricoltori di agricoltura rigenerativa e biologica lavorano molto duramente per garantire che la qualità del grano Kamut® seminato, coltivato e raccolto sia costantemente elevata anno dopo anno; coloro che maneggiano e puliscono il grano forniscono un livello di controllo qualità che completa la garanzia dal lato produttivo, mentre dall’altro lato della filiera, dove il grano viene trasformato in meravigliosi prodotti pronti al consumo, i nostri partner manifatturieri fanno del loro meglio per produrre alimenti gustosi, nutrienti e con la coerenza e qualità da cui i clienti sono diventati dipendenti e che si aspettano».

Evoluzione del progetto e cambiamento dei consumi

Nel corso degli anni, Kamut® ha assunto una dimensione che va oltre la semplice produzione agricola. La sua traiettoria iniziale era incerta, come rivela Quinn: «Non avevo idea, quando abbiamo iniziato questo progetto, di dove sarebbe andato. È iniziato come una novità ed è evoluto in una nuova coltura redditizia per gli agricoltori di cereali biologici e allo stesso tempo è diventato non solo una nuova fonte di nutrizione e sapore per chi mangia ovunque, inclusi alcuni degli chef più talentuosi, ma per alcuni è diventato anche una fonte inaspettata di guarigione e un’opportunità per recuperare la propria salute.» Parallelamente è cambiata anche la percezione del cibo da parte dei consumatori: «Penso che le persone stiano diventando più consapevoli dell’importante ruolo che il cibo può svolgere nella loro salute. Stanno iniziando a comprendere che il migliore aroma e sapore che si sviluppano naturalmente negli alimenti coltivati in suolo vivo, a partire da semi con alto potenziale per questo, sono il loro miglior indicatore di alta nutrizione. Quando questo cibo non è contaminato da pesticidi durante la coltivazione e da additivi che riducono la salute durante la lavorazione, la nutrizione e la bontà vengono preservate e questo è il nostro obiettivo».

Bob Quinn, fondatore di Kamut®
Bob Quinn, fondatore di Kamut®

Questa evoluzione si riflette anche nella narrativa scientifica del progetto: «Penso che il cambiamento più grande nella narrativa sia stata la natura curativa del grano Kamut® , che è stata rivelata e documentata dalla nostra ricerca che studia l’effetto sulle malattie croniche in volontari umani che hanno confrontato il consumo di grano moderno con il nostro antico grano Kamut® . Questa ricerca, svolta principalmente in Italia, ha ora prodotto 40 pubblicazioni dal nostro lavoro e oltre 400 pubblicazioni in tutto il mondo da parte di coloro che hanno continuato la ricerca su vari aspetti di questo grano». La tutela dell’identità del marchio resta un elemento centrale della strategia: «Abbiamo limitato la coltivazione del grano a marchio Kamut® per alimentazione solo alla produzione biologica in aree che possono produrre la massima qualità possibile e abbiamo rifiutato di permettere che venga mescolato con grano moderno economico nella produzione dei prodotti alimentari finali.» E la visione futura rimane coerente con questa impostazione:«Credo che la sua popolarità crescerà con la domanda delle persone per cibo che abbia buon sapore, cibo che guarisce e che sia coltivato in un modo che guarisca la nostra terra, le nostre comunità e il nostro pianeta».

Il fondatore di Kamut® Bob Quinn (a sinistra) con lo chef patron di Ratanà Cesare Battisti
Il fondatore di Kamut® Bob Quinn (a sinistra) con lo chef patron di Ratanà Cesare Battisti

Kamut®, una cena per i 40 anni

Per celebrare il traguardo, è stata organizzata a Milano una cena da Ratanà, dove lo chef patron Cesare Battisti ha valorizzato alcuni prodotti a base di Kamut® .  L’apertura è stata affidata ad asparagi al burro e camomilla con uovo alla milanese, seguita da un ceviche di salmerino con verdure primaverili e sfoglia a marchio Kamut® , in un percorso che ha alternato tecnica e letture più immediate della materia prima.

La parte centrale del menu ha visto i cavatelli a marchio Kamut® con piselli freschi, nigella e limoni sotto sale, mentre il secondo ha proposto un baccalà in tempura sempre a marchio Kamut® con peperoni fondenti, in continuità con l’uso ricorrente della stessa tipologia di farina lungo la proposta gastronomica. Come dessert, pane, cioccolato, olio e sale. In abbinamento sono stati serviti un Oltrepò Pinot Nero Brut Conte Vistarino, uno Chardonnay 2024 dell’Alto Adige St. Paul e una Cuvée Rosso 2024 sempre St. Paul.

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