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Ad Alba l’alta cucina entra in mensa: 14 chef al fianco della Caritas

Da gennaio a dicembre, nella mensa Caritas di via Pola ad Alba, ben 14 chef delle Langhe e del Roero si alterneranno ai fornelli, all’interno di un progetto sociale che accompagnerà tutto il 2026. Presenti anche nomi illustri della cucina italiana come Michelangelo Mammoliti, Enrico Crippa e Pasquale Laera

Piera Genta
di Piera Genta
13 gennaio 2026 | 05:00
Ad Alba l’alta cucina entra in mensa: 14 chef al fianco della Caritas

Nelle Langhe e nel Roero, territorio patrimonio Unesco celebrato nel mondo per vigneti, ristoranti e grandi firme della gastronomia, l’eccellenza culinaria sceglie di mettersi al servizio di chi è più fragile. Per tutto il 2026, una volta al mese, cuochi stellati e chef del territorio cucineranno alla mensa della Caritas diocesana di Alba, offrendo non solo un pasto, ma un gesto concreto di attenzione e inclusione. Si chiama “A cena con…” il progetto presentato ad Alba il 9 gennaio: coinvolge 14 chef delle Langhe e del Roero - sei dei quali stellati Michelin - che si alterneranno ai fornelli della mensa di via Pola, frequentata ogni giorno da persone senza dimora e da chi vive situazioni di povertà ed esclusione sociale. Non un evento isolato, ma un calendario che accompagnerà l’intero anno, a partire dal 15 gennaio.

L'ingresso della Caritas diocesana di Alba (Cn)
L'ingresso della Caritas diocesana di Alba (Cn)

Quando l’alta cucina esce dai ristoranti

In un’area simbolo dell’alta cucina italiana, l’iniziativa ribalta la prospettiva: la qualità gastronomica esce dai ristoranti e arriva dove c’è bisogno, trasformando il cibo in strumento di dialogo, dignità e relazione. Ogni sera, alla mensa Caritas di Alba vengono preparate circa 65 cene, per un totale che supera i 23 mila pasti all’anno, grazie all’impegno quotidiano di oltre cento volontari.

Il ruolo sociale del cuoco, oltre la tecnica

Ad inaugurare il progetto sarà Michelangelo Mammolitipremiato nell’edizione 2026 della Michelin con l’assegnazione delle tre stelle, che vede in questa esperienza un’estensione naturale del ruolo del cuoco nella società. Anche un gesto semplice - spiega - può incidere sul benessere e sull’umore di chi lo riceve. L’alta cucina, oltre alla tecnica e alla ricerca, può farsi veicolo di messaggi sociali importanti, capace di portare un momento di felicità nella quotidianità di chi vive una condizione di difficoltà.

Michelangelo Mammoliti
Michelangelo Mammoliti

Per Enrico Crippa, invece, non si tratta di una prima volta. Negli anni ha già cucinato per la Caritas insieme a Dennis Panzeri; questa iniziativa, però, assume un respiro più ampio e strutturato, coinvolgendo numerosi ristoratori del territorio. Cucinare, racconta, è da sempre un atto d’amore e la tavola il luogo dove nascono le relazioni, che siano di amicizia, affetto o lavoro. Un pensiero maturato anche grazie a un ricordo legato al Giappone, dove ci si saluta chiedendosi “cosa hai mangiato?” invece di “come stai?”. Un modo diverso di guardare al cibo che racchiude una profonda saggezza: mangiare bene significa stare bene nel corpo e nello spirito. Ed è difficile accettare che, in un mondo saturo di cibo, ci siano persone che non ne abbiano abbastanza. Se attraverso il suo lavoro può aiutare qualcuno a stare meglio, allora tutto acquista ancora più senso.

Mozzarella di Bufala Campana

Una comunità che risponde, insieme

Un entusiasmo condiviso anche da Gianni Bertolini, che parteciperà al progetto insieme allo chef Fabio Pungitore. Per il patron della Locanda in Cannubi, l’adesione è stata immediata: ha accettato la proposta della Caritas con convinzione e gioia, considerandola un onore per sé e per il proprio staff. Far parte di questa iniziativa, racconta, significa contribuire in modo concreto a qualcosa di autentico e necessario, mettendo la propria professionalità al servizio della comunità.

Far parte dell'iniziativa della Caritas significa contribuire in modo concreto a qualcosa di necessario
Far parte dell'iniziativa della Caritas significa contribuire in modo concreto a qualcosa di necessario

«La mensa non è solo un luogo dove si mangia, ma uno spazio di accoglienza e ascolto» sottolinea don Domenico Degiorgis, direttore della Caritas diocesana di Alba. «La disponibilità degli chef del territorio è un segno concreto di collaborazione e responsabilità sociale». Il calendario proseguirà fino a dicembre, con appuntamenti mensili che uniranno eccellenza gastronomica e attenzione alle persone, in uno spirito di condivisione lontano dai riflettori ma vicino alla vita reale. Perché anche - e forse soprattutto - nelle terre del gusto, la cucina può diventare un atto di cura.

Il calendario 2026 di “A cena con…”

Ecco, di seguito, il calendario completo di “A cena con…”:

  • 15 gennaio - Michelangelo Mammoliti, La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti (Serralunga d’Alba)
  • 29 gennaio - Marco Lombardo, Nadia Benech e Maurilio Garola, La Ciau del Tornavento (Treiso)
  • 10 febbraio - Enrico Crippa, Piazza Duomo (Alba)
  • 12 marzo - Marco Triverio, Il Belvedere (Montà)
  • 20 aprile - Pasquale Laera, Borgo Sant’Anna e Lostu (Monforte d’Alba)
  • 13 maggio - Dennis Panzeri, La Piola (Alba)
  • 11 giugno - Davide Palluda All’Enoteca (Canale)
  • 13 luglio - Massimo Camia, Locanda Camia (Novello)
  • 3 agosto - Gianni Bertolini con Fabio Pungitore, Locanda in Cannubi (Barolo)
  • 16 settembre - Massimo Bergamin con Pierpaolo Livorno, Osteria Le Rocche (Treiso)
  • 20 ottobre - Fabio Olivero e Ilaria Santarelli, Villa Garassino (Treiso)
  • 16 novembre - Simone Panero, Osteria Il Cortile (Diano d’Alba)
  • 25 novembre - Federica Vaira e Kim Seul Ki, Uri - Sapori condivisi (Verduno)
  • 15 dicembre - Paola Enrico, Osteria dei Babi (Canale)

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