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Pagamenti

Meloni sul Pos: “Incostituzionale togliere le commissioni”

Per il presidente del consiglio non ci sono margini per questo intervento: “La moneta elettronica è privata, è un servizio offerto e lo Stato non può impedire a chi offre quel servizio di guadagnarci sopra una commissione”

12 dicembre 2022 | 15:56

La presidente del consiglio Giorgia Meloni torna, a pochi giorni dall'incontro con la maggioranza e i sindacati per discutere della legge di Bilancio, ancora una volta a parlare dei pagamenti elettronici attraverso il Pos e delle relative commissioni: questa volta lo fa in un video sui social per la seconda puntata della rubrica “Gli Appunti di Giorgia”.

Durante il video, in cui ha affrontato diverse tematiche tra cui anche l'economia italiana, la flat tax e la Manovra, ha dichiarato: «C'è chi ci chiede perché non togliete le commissioni sul pagamento con moneta elettronica attraverso il pos. Diciamo che non possiamo farlo perchè sarebbe incostituzionale. La moneta elettronica è privata, è un servizio offerto e lo Stato non può impedire a chi offre quel servizio di guadagnarci sopra una commissione. Probabilmente questa è la ragione per cui la Banca d'Italia fa le sue valutazioni sul tema dell'innalzamento del tetto al contante».

Giorgia Meloni

Giorgia Meloni (Fonte Facebook)

L'economia italiana torna a crescere. A trainare il turismo e il made in Italy

Nella seconda punta della rubrica “Gli appunti di Giorgia” ha anche parlato della situazione dell'economia italiana e ha dichiarato: «Nonostante la situazione di difficoltà nella quale ci troviamo, l'economia italiana negli ultimi tre mesi è cresciuta più di quella tedesca, di quella francese e di quella spagnola. È un dato che mi ha fatto molto riflettere e che deve far riflettere tutti ed è anche una grande responsabilità. Però dimostra che le nostre imprese, anche nei momenti di difficoltà, sanno fare la differenza e possono fare la differenza, soprattutto se vengono aiutate e noi intendiamo aiutarle, soprattutto i settori del turismo e del made in Italy, come sempre le nostre eccellenze. C'è un grande lavoro da fare, ma significa che questa nazione può tornare a camminare, può tornare a crescere, soprattutto se ha un Governo che la sostiene, che è quello noi vogliamo fare».

Sulla Manovra siamo aperti al confronto, ma difendiamo le nostre scelte

La premier è anche tornata a parlare della Manovra, sottolineando che «In settimana ci sono state polemiche, si è stabilito un clima anche non piacevole, ma noi non ci facciamo spaventare, difendiamo le nostre scelte e andiamo avanti. Sulla manovra incontriamo chi vuole confrontarsi. Stiamo incontrando tutti coloro che vogliono confrontarsi con noi sulle ragioni per cui abbiamo fatto alcune scelte, lo abbiamo fatto anche con alcuni partiti dell'opposizione, quelli che ci hanno chiesto di parlare con noi ed entrare nel merito dei provvedimenti».

 

Le nostre misure sulla flat tax per le partite Iva non discriminano i dipendenti

Giorgia Meloni nella sua rubrica è tornata a trattare anche il tema della flat tax e ha dichiarato: Ci è stato detto che le nostre misure sulla flat tax per le partite Iva discriminano i dipendenti. La tesi, sostenuta anche da alcuni sindacati, è che estendendo la flat tax fino a un fatturato di 85 mila euro, faremmo pagare a loro molto meno tasse dei lavoratori dipendenti. Questo è falso: un dipendente ha 2/3 dei contributi a carico del datore di lavoro, un lavoratore autonomo si paga i contributi interamente. Io credo che si debba lavorare a un sistema in cui tutti i lavoratori hanno gli stessi diritti indipendentemente dal lavoro che fanno, questa è la grande sfida che ci diamo».

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