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Il pranzo domenicale più discusso d’Italia: il sindaco cremonese cucina nutria

Il pranzo a base di nutria del sindaco Michel Marchi riaccende il dibattito tra cucina, ambiente e normativa. Tra curiosità gastronomica e polemiche social, il tema coinvolge anche politica e ristorazione. Se da un lato emergono esperienze locali e ipotesi di filiera, dall’altro restano aperte le questioni legate a sicurezza alimentare, controlli sanitari e limiti di legge

di Redazione Italia a Tavola
18 marzo 2026 | 12:43
Il pranzo domenicale più discusso d’Italia: il sindaco cremonese cucina nutria

Una domenica nutrie..nte, così l’ha definita Michel Marchi, sindaco di Gerre de’ Caprioli (Cr) e autore di un libro (“Un sindaco in cucina”) in cui non mancano le ricette a base di nutria. E proprio il roditore è stato alla base del pasto domenicale di Marchi che, come già raccontato, è tra i primissimi in Italia a suggerire di risolvere il problema della diffusione delle nutrie in Pianura Padana mettendole…nel piatto. L’iniziativa - non la prima - ha scatenato reazioni sui social, ma il sindaco ai fornelli ha risposto sardonico: «Come mi rilassa il dissing…». Non mancano però le criticità sia dal punto di vista sanitario che normativo.

Le domeniche nutrie…nti di Michel Marchi

Con un video pubblicato sui propri canali social di prima mattina, Marchi ha svelato il menu del proprio pranzo domenicale - arrosto e ragù di nutria - mostrando mentre era in corso la preparazione: «Buongiorno, uomini di fiume. Questa mattina prepariamo nutria arrosto e ragù di nutria. Qui vedete la marinata che abbiamo fatto ieri sera con limone, aromi, chiodi di garofano e aglio. La carne è già a buon punto, praticamente pronta per essere cotta. Intanto nel tegame sta andando la base per il sugo, che sta venendo davvero bene. Ora si appannerà tutto, ma è normale. La cottura durerà circa un’ora: poi andremo a spolpare la carne e passeremo alla preparazione del ragù. Insomma, questa domenica è una domenica… nutriente. Oggi si mangia nutria!».

Il pranzo domenicale più discusso d’Italia: il sindaco cremonese cucina nutria

Michel Marchi con il suo libro “Un sindaco in cucina”

Un’iniziativa che ha polarizzato i commenti sotto al post tra chi si è mostrato incuriosito e chi ha confermato la bontà del piatto. Ma ha anche scatenato una serie di reazioni negative a cominciare da chi ha trovato vomitevole la cosa, chi ha invocato l’intervento dei Nas e chi è passato direttamente agli insulti, una piaga sempre più presente anche nel settore Horeca, per quanto Marchi non sia un cuoco di professione, ma solo per passione. Insulti cui il primo cittadino ha risposto postando una foto mentre legge il suo libro nei campi del Cremonese commentando: «Come mi rilassa il dissing…».

Marchi&C.: la nutria come piatto regionale

Se il sindaco del Cremonese va ripetendo dal 2018 la sua campagna a favore del consumo di nutria, c’è anche chi ha mosso passi concreti. Il consigliere regionale veneto Stefano Valdegamberi a gennaio aveva annunciato la volontà di presentare una mozione per aprire alla commercializzazione della carne di nutria, proponendo una circolare regionale sul modello di quella già adottata per il granchio blu. «È una carne migliore di quella processata, poco grassa e adatta anche a chi segue una dieta», ha dichiarato nel corso di un intervento a Radio Veneto24, sottolineando come l’animale potrebbe passare da criticità ambientale a possibile risorsa economica.

Carne di nutria: cosa dice la legge

  • Non rientra tra le specie cacciabili e commercializzabili (Legge n. 157/1992).
  • Il consumo personale non è vietato, ma la vendita e la somministrazione nei ristoranti sono illegali.
  • Normativa europea (Reg. CE 852/2004 e 853/2004) richiede tracciabilità, controlli veterinari e requisiti igienico-sanitari.
  • Rischio sanitario: potenziale veicolo di leptospirosi e altre patologie se consumata senza controlli.


L’idea di portare a tavola animali considerati infestanti non è nuova. Un caso recente è quello del granchio blu, per il quale un provvedimento straordinario ha consentito la pesca controllata in alcune aree di Emilia-Romagna e Veneto, con l’obiettivo di contenere la specie e al tempo stesso valorizzarne l’utilizzo economico. L’iniziativa ha aperto la strada anche in cucina, dove chef e ristoratori hanno iniziato a sperimentarne l’impiego, trasformando un’emergenza ambientale in un’opportunità gastronomica.

Nutria tra interesse gastronomico e sicurezza

Nel caso della nutria, il tema resta più complesso. Alcune esperienze locali, tra Veneto ed Emilia, hanno già proposto piatti a base di “castorino”, mentre analisi nutrizionali indicano una carne proteica e povera di grassi, con caratteristiche simili a coniglio e lepre. Anche all’estero esistono precedenti, dal Sud America alla Louisiana, dove la nutria è entrata nella cucina tradizionale. Tuttavia, come osserva il nutrizionista Giorgio Calabrese, «non tutto ciò che è carne fa parte della nostra cultura alimentare», richiamando la distanza rispetto alle abitudini italiane.

Il pranzo domenicale più discusso d’Italia: il sindaco cremonese cucina nutria

Il prof. Giorgio Calabrese

Oltre agli aspetti culturali, emerge il tema della sicurezza. La nutria è infatti associata al rischio di leptospirosi, elemento che rende necessario un controllo rigoroso delle condizioni igienico-sanitarie. «È un animale vettore di patologie e questo impone grande attenzione», sottolinea Calabrese. Il nodo principale riguarda quindi la gestione della filiera e le garanzie sanitarie, senza le quali il consumo non può essere considerato privo di rischi.

Il pranzo domenicale più discusso d’Italia: il sindaco cremonese cucina nutria

Alessandro Klun, esperto di diritto in cucina

Cosa dice la normativa italiana

Dal punto di vista legale, la situazione è altrettanto chiara. Come evidenzia Alessandro Klun (collaboratore di Italia a Tavola e autore del libro "A cena con diritto nonché esperto di questioni legali relative al mondo della ristorazione), la nutria non rientra tra le specie cacciabili e commercializzabili secondo la normativa italiana sulla fauna selvatica. Inoltre, per essere destinata al consumo umano, la carne deve rispettare i requisiti previsti dal cosiddetto “pacchetto igiene” europeo, che impone controlli, tracciabilità e standard sanitari precisi. «Ad oggi non esiste un quadro normativo che ne consenta la vendita o la somministrazione», spiega Klun. Di conseguenza, la commercializzazione della carne di nutria non è considerata lecita né sicura nel contesto attuale.

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