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La ristorazione italiana ha finalmente una giornata riconosciuta per legge

Con il via libera definitivo del Senato si chiude l’iter parlamentare del disegno di legge che istituisce il terzo sabato di maggio come appuntamento stabile dedicato a uno dei comparti chiave dell’economia italiana. Dietro il riconoscimento ci sono 324mila imprese, 100 miliardi di consumi e un settore che chiede risposte su lavoro, costi e futuro

di Redazione Italia a Tavola
29 aprile 2026 | 16:13
La ristorazione italiana ha finalmente una giornata riconosciuta per legge

Da iniziativa promossa dal settore a ricorrenza riconosciuta dallo Stato. La Giornata della ristorazione (quest’anno in programma il 16 maggio) cambia passo e ottiene una cornice istituzionale definitiva: infatti, l’aula del Senato ha approvato per alzata di mano il disegno di legge che la istituisce ufficialmente, dopo il primo via libera arrivato dalla Camera dei deputati il 17 giugno dello scorso anno. Si chiude così l’iter parlamentare e, di conseguenza, il terzo sabato di maggio entra stabilmente nel calendario come giornata dedicata alla ristorazione italiana.

La Giornata della ristorazione è ufficialmente riconosciuta dalle Istituzioni
La Giornata della ristorazione è ufficialmente riconosciuta dalle Istituzioni

Un comparto che pesa davvero nell’economia italiana

Fino a oggi, infatti, la Giornata della ristorazione era rimasta un appuntamento annuale promosso dalla Fipe (la Federazione italiana pubblici esercizi), capace nel tempo di coinvolgere ristoranti, trattorie, pizzerie, scuole alberghiere, associazioni di categoria e operatori del settore. Con il via libera definitivo del Parlamento cambia però prospettiva: quel progetto nato all’interno del comparto ottiene ora un riconoscimento istituzionale che ne certifica il valore pubblico e culturale. Del resto, basta guardare ai numeri per capire il peso reale della ristorazione italiana (nonostante i grandissimi problemi legati alla ricerca del personale). Secondo l’ultimo rapporto della stessa Fipe, il comparto conta oggi 324.436 imprese attive, genera 100 miliardi di euro di consumi e produce 59,3 miliardi di euro di valore aggiunto.

Cosa prevede la legge e chi ha sostenuto il provvedimento

Numeri che aiutano anche a leggere meglio il senso del provvedimento approvato dal Parlamento. La legge, infatti, chiarisce che l’obiettivo della giornata è valorizzare il ruolo della ristorazione italiana «nelle sue diverse forme e tipologie», promuovendo «i valori della relazione, della condivisione, del convivio e della comunità». Un passaggio che prova a spostare l’attenzione su ciò che la ristorazione rappresenta davvero nel Paese: un comparto che viene spesso raccontato attraverso classifiche, chef televisivi e polemiche social, ma che nella realtà incide ogni giorno sull’economia, sul turismo e sulla vita dei territori.

«L’approvazione del Parlamento riconosce al nostro settore il suo valore economico, sociale e culturale - ha commentato con tanta soddisfazione il presidente della Federazione italiana pubblici esercizi, Lino Stoppani. Auspico che questo riconoscimento si traduca in una visione strategica per sostenere le sfide quotidiane del comparto. È un risultato che sono certo riempirà di orgoglio tutte le centinaia di migliaia di operatori impegnati nel settore e che farà da propulsore per la grande festa della ristorazione che celebreremo il prossimo 16 maggio in Italia e perfino all’estero».

Il presidente della Fipe, Lino Stoppani
Il presidente della Fipe, Lino Stoppani

A presentare la proposta, ricordiamo, sono stati i deputati di maggioranza Luca Squeri (di Forza Italia), Gianluca Caramanna (Fratelli d'Italia), Giorgia Andreuzza (Lega) e Ilaria Cavo (Italia al Centro). A sostenere il provvedimento è arrivata poi anche la firma simbolica di associazioni, scuole e rappresentanti del comparto: Giorgio Scarselli, consigliere dell’Associazione italiana ambasciatori del gusto; Roberto Carcangiu, presidente di Apci - Associazione professionale cuochi italiani; Andrea Alfieri, presidente di Chic - Charming italian chef; Enrico Derflingher, presidente di Euro-Toques Italia; Salvatore Bruno, segretario generale della Federcuochi; Alberto Basso, presidente di Jeunes Restaurateurs d'Europe; Enrico Dandolo per Le Soste; Cesare Carbone, presidente dell’Unione ristoranti del Buon Ricordo; e Andrea Sinigaglia, direttore generale di Alma - Scuola internazionale di cucina italiana.

Il sostegno di Italia a Tavola

In questo percorso, ovviamente, Italia a Tavola ha accompagnato l’iniziativa fin dall’inizio e continua a sostenerla anche oggi. Non, sottolineiamo, per adesione formale, ma perché il senso della giornata intercetta un tema che riguarda da vicino chi racconta questo comparto ogni giorno (da ben 40 anni!): riportare attenzione su ristoranti, osterie, locande, pizzerie e pubblici esercizi come luoghi centrali nella vita economica e sociale del Paese. Dentro queste attività passano occupazione, formazione, turismo, identità territoriali e una parte importante dell’esperienza italiana, spesso data per scontata. «Il riconoscimento ufficiale di questa giornata deve essere un motivo di orgoglio per tutto il mondo della ristorazione e dell’accoglienza che finalmente vede riconosciuto il valore sociale e culturale che va oltre il semplice dato economico» ha commentato il direttore Alberto Lupini.

«Deve essere un giorno di festa per quanti lavorano in questo comparto, dai gestori ai camerieri, dai cuochi ai direttori di sala (ma anche per i pizzaioli, i pasticceri, i baristi, i sommelier). Tutti i professionisti che lavorano nella ristorazione concorrono a dare valore ad uno dei momenti più alti dello stile italiano: quello stare a tavola che ci distingue in tutto il mondo e che ci viene riconosciuto persino dall’Unesco. Personalmente - ha aggiunto - sono fiero di avere contribuito a questo risultato lavorando da sempre per creare sinergie fra le diverse aree di questa attività e sottoscrivendo per Italia a Tavola, primo testata a farlo, il manifesto della Fipe che rappresentava una nuova via dopo la crisi per la pandemia».

Un riconoscimento che arriva in una fase delicata 

Detto questo, come anticipato, il riconoscimento legislativo arriva in una fase in cui il settore continua a convivere con problemi strutturali - dalla difficoltà nel reperire personale alla sostenibilità economica delle imprese - ma rappresenta comunque un segnale politico preciso. La ristorazione entra così in calendario con una giornata dedicata, e in fondo era difficile sostenere il contrario per uno dei comparti che più contribuiscono all’immagine dell’Italia nel mondo e alla vita quotidiana delle sue città.

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