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Gianmarco Mazzi (a sorpresa) è il nuovo ministro del Turismo

Nome rimasto fuori dal toto-nomine, Gianmarco Mazzi arriva al dicastero dopo un percorso professionale sviluppato prevalentemente fra spettacolo, televisione e organizzazione di grandi eventi. Deputato di Fratelli d’Italia ed ex sottosegretario alla Cultura, subentra dopo l’interim di Giorgia Meloni seguito alle dimissioni di Daniela Santanchè

di Redazione Italia a Tavola
03 aprile 2026 | 11:27
Gianmarco Mazzi (a sorpresa) è il nuovo ministro del Turismo

A nove giorni dalle dimissioni di Daniela Santanchè, il ministero del Turismo torna ad avere una guida. Dopo un breve periodo di interim gestito dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la scelta è ricaduta - a sorpresa - su Gianmarco Mazzi, un nome rimasto fin lì ai margini del toto-nomine (considerato il percorso professionale sviluppato prevalentemente in ambito culturale e dello spettacolo). Deputato di Fratelli d’Italia ed ex sottosegretario al ministero della Cultura, nonché promotore della cucina italiana come patrimonio Unesco, Mazzi ha prestato giuramento il 3 aprile 2026 al Quirinale, nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, assumendo ufficialmente l’incarico di nuovo ministro. «Il turismo è un mondo ricco di fascino e grandi professionalità che richiede cura attenta perché rappresenta un pilastro dell’economia italiana. Sono onorato di questo incarico e ringrazio il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio per la fiducia accordatami» ha detto il nuovo ministro del Turismo subito dopo la cerimonia di giuramento, dove, ricordiamo, oltre al Capo di Stato, era presente anche la premier.

Chi è Gianmarco Mazzi

Nato nel luglio 1960, quindi di anni 65, laureato in Giurisprudenza all’Università di Verona, Mazzi, come detto, arriva al ministero del Turismo dopo una lunga carriera nel mondo dello spettacolo e della produzione televisiva, dove si è costruito un profilo manageriale solido e trasversale. A partire dalla fine degli anni ’80 collabora con alcuni dei principali nomi della musica italiana, tra cui i Pooh, Gianni Morandi e Lucio Dalla. Inoltre, contribuisce anche al lancio di Francesco Baccini, di cui sarà manager per circa dieci anni. Dal 1992 cura l’attività artistica e televisiva di Adriano Celentano attraverso il Clan, partecipando alla realizzazione dell’album Mina Celentano e coordinando diversi progetti televisivi di grande successo in Rai e Mediaset. Tra il 1995 e il 1997 è direttore della comunicazione per Cgd East West, etichetta del gruppo Time Warner. Dal 2003 entra nell’organizzazione del Festival di Sanremo, inizialmente accanto a Tony Renis, per poi diventarne direttore artistico in più edizioni fra il 2005 e il 2012.

Gianmarco Mazzi, nuovo ministro del Turismo
Gianmarco Mazzi, nuovo ministro del Turismo

Negli anni successivi amplia ulteriormente il raggio d’azione, lavorando con artisti come Riccardo Cocciante, Dario Fo, Zucchero, Mogol e Massimo Giletti. Per Rai 2 segue anche l’edizione italiana del talent show The Voice of Italy. Nel 2015 è tra gli organizzatori della cerimonia inaugurale di Expo 2015, mentre nel 2017 lavora al progetto televisivo La notte di Vasco in occasione del concerto Modena Park. Nello stesso periodo lancia anche Sanremo Young. Dal 2017 al 2022 è direttore artistico e amministratore delegato della Fondazione Arena di Verona. Il primo contatto con le istituzioni risale al 2004, come consulente per il ministero delle Comunicazioni. Il salto definitivo in politica arriva però nel 2022: alle elezioni viene eletto deputato con Fratelli d’Italia e, con la nascita del governo guidato da Giorgia Meloni, viene nominato sottosegretario alla Cultura con delega allo spettacolo. Un incarico che mantiene fino alla nomina, appunto, a ministro del Turismo.

Chi era finito nel toto-nomi per il Turismo

Come detto, Mazzi arriva al dicastero a sorpresa. Il suo nome, infatti, non era mai entrato nel toto-nomi, dove nelle ultime settimane erano circolati soprattutto profili più direttamente legati al settore o già coinvolti nei dossier del ministero. Tra questi, in particolare, Gianluca Caramanna (deputato di Fratelli d’Italia e consulente del Turismo), considerato il prescelto poiché vicino alle dinamiche del dicastero. All’interno del partito si erano poi fatti anche i nomi di Lucio Malan, capogruppo al Senato, e di Marina Chiarelli, assessore regionale piemontese, poi però indebolita dalla revoca delle deleghe al Turismo. Fra i nomi da ricordare anche figure esterne al partito, come l’ex governatore del Veneto Luca Zaia, in quota Lega, e Giovanni Malagò, con un profilo internazionale e relazioni consolidate utili alla promozione del brand Italia. Sullo sfondo, infine, erano emerse anche ipotesi più tecniche, come Elena Nembrini, direttore generale di Enit, e Sandro Pappalardo, membro del cda dello stesso ente.

Caramanna era il candidato numero uno per il ministero del Turismo dopo le dimissioni della Santanchè
Caramanna era il candidato numero uno per il ministero del Turismo dopo le dimissioni della Santanchè

A sottolineare la linea del governo sulla nomina (letta anche da alcuni come un riequilibrio territoriale verso il Nord, considerando il legame di Mazzi con Verona e il precedente radicamento della Santanchè nel collegio uninominale di Cremona) è stato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida: «Gianmarco è la persona giusta per guidare il ministero del Turismo, insieme abbiamo voluto fortemente la candidatura della cucina italiana a patrimonio dell’Unesco. Da sottosegretario alla Cultura aveva sul tavolo il dossier che, con il vecchio Governo, non aveva preso il via libera. Ha capito in un istante la forza promozionale che avrebbe potuto avere per il nostro sistema agroalimentare, per un nostro tratto culturale distintivo che oggi più che mai indirizza anche le scelte turistiche. Avere lui ai vertici del Turismo è la garanzia per il sistema Italia di capitalizzare il riconoscimento Unesco e cogliere grandi e nuove opportunità per rafforzare un’industria che rende grande l’Italia nel mondo e può rafforzare la nostra economia. Gli faccio le mie più sincere congratulazioni e un grande augurio di buon lavoro».

I messaggi di auguri per il nuovo ministro

Naturalmente, sono arrivati anche i primi messaggi di auguri da parte delle principali associazioni di categoria. In primis, quello di Federalberghi, associazione guidata da Bernabò Bocca, che si è congratulata con Mazzi per l’assunzione dell’incarico: «In un momento cruciale per l’economia del Paese, il settore ricettivo accoglie con favore la scelta di una figura dotata di sensibilità culturale e capacità gestionali, fondamentali per governare la complessità del comparto turistico. Nel rivolgere al nuovo ministro i migliori auguri di buon lavoro a nome di tutta la categoria, rinnoviamo l’impegno a sostenerne l’azione, nell’interesse del Paese, rafforzando la centralità di un settore in cui trovano occupazione oltre 4 milioni di lavoratori, pari al 14,4% dell’economia - ha detto Bocca. L’obiettivo comune è consolidare la leadership dell’Italia nel mercato globale, valorizzando l’unicità dell’ospitalità italiana».

A seguire, anche Assoturismo Confesercenti, tramite le parole del presidente Vittorio Messina, ha espresso il proprio augurio di buon lavoro: «Al nuovo ministro del Turismo Gianmarco Mazzi rivolgo, a nome di Assoturismo Confesercenti, le più vive congratulazioni e i migliori auguri di buon lavoro per l’incarico assunto. Si tratta di una responsabilità particolarmente delicata, in una fase complessa per il settore, segnata dalle tensioni energetiche e dalle incertezze legate al conflitto, che iniziano a pesare sulla domanda turistica, sui costi delle imprese e sul clima di fiducia. Da parte nostra confermiamo la piena disponibilità a un confronto costruttivo e a una collaborazione istituzionale concreta, nell’interesse delle imprese e dei professionisti del turismo e con l’obiettivo di sostenere un comparto strategico per l’economia del Paese».

La premier Giorgia Meloni e il neo ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi
La premier Giorgia Meloni e il neo ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi

Questo, infine, il messaggio della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi): «Il turismo rappresenta uno dei motori più dinamici dell’economia italiana e richiede oggi una guida capace di interpretarne i profondi cambiamenti e di valorizzarne appieno il potenziale. Siamo certi che il ministro Mazzi saprà continuare questa sfida con passione e visione - ha dichiarato il presidente Lino Enrico Stoppani. A nome della Federazione, esprimiamo la volontà di contribuire attivamente al percorso che attende il nuovo ministro, mettendo a disposizione competenze, esperienza e radicamento sul territorio. I pubblici esercizi sono parte integrante dell’esperienza turistica italiana e svolgono un ruolo chiave come fattore di attrazione turistica e qualità dell’accoglienza. Confidiamo in un dialogo aperto e concreto, orientato a sostenere le imprese, valorizzare il lavoro e rafforzare l’attrattività complessiva del Paese. Auspichiamo che con la sua guida si potrà portare a compimento il riconoscimento del settore della ristorazione come imprese turistiche a tutti gli effetti. In questa prospettiva, Fipe sarà un partner responsabile e propositivo».

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