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Come contrastare spopolamento e overtourism? Valorizzando i piccoli borghi

A Viaticus, il festival dei piccoli turismi ospitato a Massa Martana (Pg), esperti, amministratori e operatori hanno discusso modelli capaci di generare opportunità economiche e rendere più attrattive le aree interne. Tra i temi emersi, il valore di restanza e ritornanza, insieme al ruolo di cammini, enogastronomia ed esperienze territoriali diffuse

Vincenzo D’Antonio
di Vincenzo D’Antonio
05 giugno 2026 | 15:31
Come contrastare overtourism e spopolamento? Valorizzando i piccoli borghi

Il turismo, si sa, ha effetto prismatico, per quante sono le sue facce e, a conseguirne, le sue sfaccettature; per quanti sono i riflessi di luce e le zone d’ombra che da ogni faccia scaturiscono. Insomma, a continuare a declinarlo al singolare non è che si faccia difficoltà, e però andrebbe a generare una semplificazione atta, e ne trarremmo svantaggio, a produrre analisi falsate. Si pensi, ma sono solo due esempi presi a caso, all’attenzione con la quale guardare al cosiddetto overtourism e alla confusione nefasta che si genera allorquando, con eccessiva disinvoltura, non soppesiamo la differenza di numeri nell’incoming dall’estero tra arrivi e presenze. Prendiamo atto, perciò, che una declinazione al plurale, dal turismo ai turismi, è opportuna quanto doverosa.

Viaticus e la sfida dei piccoli turismi

Evidentemente, con lodevole arguzia e con meritoria vision, tutto ciò ha concorso a generare nelle menti e nei cuori dei governanti del grazioso borgo di Massa Martana (Pg) l’idea, brillantemente realizzata lo scorso mese di maggio, di Viaticus: “Festival dei piccoli turismi”, tre giorni di incontri, panel ed esperienze sul campo per ridisegnare la comunicazione intesa come l’atto comune di fare le cose, fare comunità e contrastare lo spopolamento dei territori. E difatti è proprio per i “piccoli turismi” vissuti nei “piccoli territori” che si intravede il vettore trainante di una nuova prassi di intendere la fruizione del tempo libero. Si tratta di dare concretezza a quelle che sovente sono state individuate come la terza e la quartaRdel Pnrr. Le “R” ufficiose come label ma così tanto di sostanza per gli obiettivi che sottendono: restanza e ritornanza.

A Viaticus si è discusso di turismo, comunità e territori
A Viaticus si è discusso di turismo, comunità e territori

Ovvero innescare sui territori a rischio di abbandono/spopolamento a causa dell’esodo dei giovani azioni efficaci atte a non far partire i giovani (restanza) e, al contempo, rendere percorribile e attrattiva una prassi di “rientro a casa” da parte di chi è già emigrato (ritornanza). Allo scopo di perseguire questo ardimentoso obiettivo senza che in esso si inoculi il batterio della velleitarietà, i governanti locali stanno agendo per valorizzare l’identità collettiva di una comunità volenterosa e generare, nel termine medio, scenari reali di economia avente a base i piccoli turismi nei piccoli territori. Viaticus, ribadiamolo fortemente, non è stato il solito convegno “one way”: c’è chi parla e c’è chi ascolta. Chi parla sovente dice l’ovvio e lo dice anche male, e chi ascolta sovente si distrae e non gli passa per la mente di opinare semplicemente perché non è previsto nessuno spazio dibattimentale.

Viaticus, con quanta gioiosa serenità affermiamo ciò, è stato un lungo (a tratti eroico a causa del gran caldo in platea) confronto tra professionisti della comunicazione, operatori del turismo, marketer territoriali, startup e comunità locali. I cinque panel hanno affrontato le case history nazionali più significative con stazioni tematiche come ecosistema destinazione, turismo dei cammini, oleoturismo e turismo gastronomico, turismo in bicicletta ed enoturismo. Tra i messaggi emersi con evidente vigoria si coglie l’emergente desiderio del “nuovo turista”. Costui non vuole semplicemente “visitare” un luogo, ma vuole vivere il territorio, cercandone l'autenticità più profonda, giovandosi di un’organizzazione che svolga pertanto una funzione abilitante.

I piccoli borghi come leva di sviluppo

Esplicite ed esemplarmente chiare, al riguardo, le parole di Roberta Garibaldi, esperta di turismo enogastronomico e docente dell’Università degli studi di Bergamo: «Siamo orgogliosi di quello che stiamo facendo grazie al progetto Pnrr “Massa Martana, il borgo del dire e del fare”, e sentiamo una grande responsabilità. Siamo convinti che il presente e il futuro del turismo italiano passino per i piccoli borghi, capaci di costruire relazioni e bellezza. Ora si avverte il bisogno di affiancare alle grandi destinazioni quelle dei piccoli borghi e noi ci crediamo fortemente. Abbiamo ragionato sulle migliori strategie per il territorio e per le realtà più piccole: per Massa Martana è stata un'opportunità straordinaria per presentarsi a tutti in maniera ottimale». Viaticus si è concluso con la premiazione di... vincitori...

Roberta Garibaldi, esperta di turismo enogastronomico e docente dell’Università degli studi di Bergamo
Roberta Garibaldi, esperta di turismo enogastronomico e docente dell’Università degli studi di Bergamo

Dal talking al doing: i progetti premiati

Ah, ecco, ci risiamo. Siamo scivolati nella prassi italica di distribuire ricchi premi e cotillons affinché i premiati e (soprattutto) i premianti abbiano minuti di celebrità con passerella, targa e foto ricordo. Assolutamente non è stato così a Viaticus, tutt’altro. I premi sono andati a quanti hanno passato il guado. A quanti dal “talking”, il parlare tanto per parlare, sono passati al “doing”, l’aver fatto e il fare dimostrabili e dimostrati. Pertanto, per il tema turismo dei cammini il premio è stato assegnato al progetto Cammino degli Dei per Appennino Slow in Emilia-Romagna; per il tema oleoturismo e turismo gastronomico il premio è stato assegnato alla Fiera internazionale del Tartufo bianco d'Alba in Piemonte; per il tema turismo in bicicletta il premio è stato assegnato a La Via Silente in Campania; per il tema enoturismo il premio è stato assegnato alla Cantina Duca di Salaparuta / Florio in Sicilia; per il tema ecosistema destinazione il premio è stato assegnato al Comune di Sellano (Pg) in Umbria.

Massa Martana, tra storia e identità territoriale

Viaticus ci ha fatto dono grande: ci ha mostrato una fotografia lucida e impietosa della situazione dei piccoli turismi italiani che, a fronte di patrimoni di straordinaria ricchezza, patiscono un’endemica fragilità di sistema. Illuminanti, al riguardo, le parole di Roberta Garibaldi: «Dalle esperienze emerse nel panel - da Alba a Bergamo, dalla Strada dell’olio dell’Umbria fino ai modelli siciliani di turismo esperienziale - emerge chiaramente come un prodotto identitario, quando viene organizzato come sistema territoriale integrato, possa generare valore economico stabile, prolungare la permanenza media, destagionalizzare i flussi e rafforzare la riconoscibilità del territorio. Il turismo gastronomico non è più un’attività accessoria: è una leva strategica di sviluppo locale, capace di creare indotto, occupazione e nuove opportunità per le comunità».

Massa Martana (Pg) custodisce un patrimonio che attraversa oltre duemila anni di storia
Massa Martana (Pg) custodisce un patrimonio che attraversa oltre duemila anni di storia

E quanto intrigante e dovizioso sia il patrimonio attrattivo di Massa Martana lo si è visto effettuando una non frettolosa visita, abilmente guidata e suadentemente raccontata. Di notevole interesse il Ponte Fonnaia (di epoca romana risalente al 220 a.C.), la Catacomba di Villa San Faustino e gli altri segni che fanno di questo borgo ai piedi dei Monti Martani uno snodo della storia rurale dell'Umbria, l’abbazia benedettina, un suggestivo tratto della Via Flaminia. Sì, tratto breve quanto di intensa suggestione. Percorrere, scandendo i propri passi, una strada costruita più di 2.200 anni fa. Quanti viandanti nel corso dei secoli. Ciascheduno con il proprio viaticus (le provviste e il denaro che servono durante il viaggio). Anche noi, nonostante la brevità del tratto, ci siamo attrezzati con il nostro viaticus, leggero e però pesante al contempo: la nostra storia bimillenaria, il nostro ottimismo. Dopotutto, si sa, la strada si fa camminando e andrà lontano chi viene da lontano.

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