Conversare con Marco Merola fa sovvenire una frase gioiosa di qualche decennio addietro: il compianto poeta Tonino Guerra (romagnolo “verace” di Santarcangelo di Romagna) che esclamava con voce appassionata: «Ma come si fa a non essere ottimisti». Ecco, confrontarsi con Marco Merola è l’equivalente di sottoporsi a una benefica iniezione di ottimismo per quanto ha saputo e voluto fare, per quanto sta facendo e, quindi, in definitiva, per quanto sta contribuendo a tratteggiare la ristorazione vincente del presente e del vicino futuro.
Il maestro Apei, Marco Merola
Dalla formazione negli States alla nascita di “I Cook You Food Academy”
Marco Merola, poco più che quarantenne, casertano di nascita, ha vissuto per alcuni fecondi decenni negli States. Qui, in ambiente open mind, scopre la sua passione per la cucina grazie alla multiculturalità del continente e ai laboratori scolastici. Cucina e pasticceria. Nel mentre consegue anche la laurea in lingue straniere. Rientra a Caserta dove, nell’anno 2010, fonda “I Cook You Food Academy”, scuola di cucina e pasticceria che diventa punto di riferimento per aspiranti chef e pasticceri. Tra i prestigiosi docenti citiamo Luca Montersino, Giuseppe Stanzione, Cristina Bowerman e Gennaro Esposito. Per Marco il binomio tra cucina e pasticceria diventa “naturalmente indissolubile”.
Contemporanea e il riconoscimento Apei
Nell’anno 2017, animato da fulgida vision, nel pieno centro di Caserta apre Contemporanea, un concept café-kitchen-pasticceria in sinergia con la scuola “I Cook You Food Academy”. Nell’anno 2024 raggiunge un traguardo di cui va legittimamente orgoglioso: diventa Maestro Apei (Ambasciatori pasticceri dell’eccellenza italiana). Contemporanea è sinonimo di lieto e conviviale comfort in tutte le ore del giorno: sontuosa e squisita la prima colazione, invitanti per quanto originali e ben preparati gli aperitivi, mirato come offerta e ottimo come qualità dell’offering il pranzo, erogato sette giorni su sette. Il prode maestro Marco di recente ha voluto lodevolmente apporre la cherry on the pie! Il venerdì e il sabato c’è la cena! E che cena!
Una cena che racconta una visione
Alla memoria ricorrendo ancora prima che agli appunti, racconto di una cena deliziosa in non fredda serata di febbraio, di quelle serate in cui si capisce che la primavera non tarderà a sbocciare. Nel cielo, falcetto di luna. La meditata scelta di non principiare dagli antipasti, ma di andare direttamente ai primi (occhio al plurale), non sappiamo se sia stata saggia o avventata; di certo, con il senno del poi, essa ha contribuito a irrobustire sin d’ora il desiderio di tornare presto qui. Dunque, innanzitutto la scelta del vino: carta saggiamente non sterminata. Si opta per Coda di Volpe 2023 fatto da Vadiaperti. Il servizio è garbato e professionale.
Due i primi: meditati assaggi di due piatti che si rivelano entrambi pressoché perfetti. Plin di genovese di Cipolle di Montoro. Quanta maestria nell’esecuzione. La genovese, come da manuale, è di carne bianca; in aggiunta, due tocchi di gran classe: pesto alla genovese e kefir di bufala. Sette i plin, sette i bocconi. Forse il galateo avrebbe preteso quattordici bocconi, ma oramai. E, dacché lo scossone al galateo lo abbiamo dato, a questo punto gliene diamo un altro. Voluttuosa, deliziosa: che ci vedano gli altri commensali poco cale, facciamo anche la scarpetta. Ma, come si dice… two is better than one, e giunge in tavola il Risotto aglio, olio e black lime. Il riso è Carnaroli, mantecato all’olio, clorofilla e limone nero. Il Coda di Volpe, brioso di suo, ci agevola il netting di palato. Il secondo è annunciato in arrivo.
Plin di genovese di Cipolle di Montoro
Risotto aglio, olio e black lime
Eccolo, bello a vedersi e squisito al palato: Asado Napoletano. Si ammette l’ignoranza: si ha conoscenza dell’asado argentino, ma… asado napoletano, mai sentito. E Marco ci dona il piacere di venirne a conoscenza. Dunque, il taglio è il cappello del prete che Marco prima rende brasato alla perfezione e poi griglia. A questo punto, viene propizia la glassatura con il suo fondo e con crema di Patata del Fucino Igp. E si potrebbe mai ritenere giunta a compimento sì sontuosa cena senza uno dei dolci che fa Marco? Ovviamente no. Ergo, dulcis in fundo, un’impeccabile Sachertorte in monoporzione.
Un esempio di cucina italiana che guarda al futuro con ottimismo
Cena memorabile e prezzi di commovente onestà. Si citava Tonino Guerra e il suo… «ma come si fa a non essere ottimisti». Ecco, vogliamo semplicemente ribadirlo: l’agire del maestro Marco Merola, il suo porsi con competenza vieppiù crescente, con passione virtuosamente contagiosa, con talento innato, genera case history atto a testimoniare che la cucina italiana ben merita il riconoscimento Unesco.