Un ritorno alle origini: «A San Vito Lo Capo, una scelta totalmente di cuore. Volevo tornare a guardare il mare». Con queste parole Filippo La Mantia racconta il senso del suo nuovo inizio in Sicilia, dove dal 26 marzo guiderà Agape Restaurant all’interno del San Vito Resort. Un ritorno alle nei luoghi della gioventù per lo chef palermitano, un personaggio spesso contro corrente nel panorama nazionale, che coincide con una nuova responsabilità professionale e con un progetto gastronomico fortemente legato alla cucina siciliana.

Per Filippo La Mantia la nuova avventura all'Agape di San Vito Lo Capo è un ritorno a casa
«L’anno scorso ho ricevuto questa richiesta da un grosso imprenditore che si occupa di altro e mi chiese se volevo prendere in mano tutta la gestione della parte ristorativa», spiega La Mantia. La scelta non è stata immediata: la permanenza a Milano, dove risiedono i suoi figli, e gli impegni professionali hanno richiesto una riflessione attenta. In più, una proposta altrettanto importante da Bergamo, che ha portato a mesi di riflessione, ma alla fine ha prevalso la voglia di tornare alle origini.
San Vito Resort 4 stelle: location sul mare e rilancio della ristorazione
La struttura comprende circa 50 camere, una spa, una quindicina di appartamenti, una grande terrazza e una piscina panoramica, il tutto a 20 metri dal mare. In questo contesto prenderà forma Agape Restaurant, con un’impostazione fortemente identitaria.

La vista su San Vito Lo Capo dal San Vito Resort
Il San Vito Resort, 4 stelle S, aperto la scorsa estate dalla società F.C.F. Charter Srl, dopo la sua prima stagione punta ora a un servizio di ristorazione di alto livello. Il cuore del progetto sarà una proposta interamente legata alla cucina siciliana, con particolare attenzione alla qualità e alla filiera locale. Sono già stati selezionati fornitori del territorio e costituita la brigata.

Stanza con vista al San Vito Resort
«Mi sto divertendo tantissimo a trovare tutti i fornitori locali», racconta «L’organizzazione del team ha superato le aspettative, anche grazie a numerose candidature provenienti da giovani della provincia di Trapani rientrati dall’estero, tutti ragazzi capaci con grande voglia di mettersi in gioco».
Cucina siciliana, colazioni 100% Sicilia e format “tavolata”
La proposta partirà dalle colazioni per proseguire poi tutta la giornata: «Mi occuperò delle colazioni al mattino che saranno 100% Sicilia come ho sempre fatto». Elemento distintivo sarà il concetto di “tavolata”, un buffet libero e dinamico: «Le persone a pranzo potranno mangiare quello che vogliono, a che ora vogliono, possono iniziare dal dolce e finire con l’antipasto, c’è libertà assoluta. Poi si proseguirà con l’aperitivo in terrazza, per il quale ho trovato due bravissime barlady. E infine la cena, tradizionale al tavolo, con menu che varierà ogni settimana a seconda delle materie prime a disposizione».

La terrazza con piscina del San Vito Resort, dove Filippo La Mantia organizzerà aperitivi e momenti conviviali
Tra le novità più rilevanti del progetto c’è l’installazione di un forno all’ultimo piano, insieme a una cucina a vista dedicata all’arte bianca. «Mi piace fare sentire alle persone per la colazione il profumo del pane, e potranno assiste a una panificazione in diretta. Un addetto realizzerà focacce, muffolette e prodotti da forno pronti per essere consumati», spiega La Mantia.

Chef Filippo La Mantia proporrà ad Agape una cucina fortemente legata alla tradizione siciliana
La proposta culinaria includerà anche un’ampia selezione di cibo di strada siciliano. «Ci saranno tutti i cibi di strada che io amo, dalla milza alle panelle. La mia cucina è quella, la cucina popolare, rifacibile, onesta. A livello culinario la mia è una scelta nel segno della continuità. Ho sempre proposto questo tipo di cucina e continuerò a farlo».
Agape sarà aperto al pubblico: si punta anche sull'intrattenimento
Il ristorante sarà collocato all’interno del San Vito Resort, ma resterà aperto anche al pubblico esterno. «Sarà aperto al pubblico sin dalle colazioni anche se viene garantita priorità agli ospiti dell’hotel, in linea con le esigenze di una struttura a quattro stelle lusso».

La Mantia ha adattato il concept del nuovo ristorante Agape ad alcune sue passioni, la musica e le moto
La terrazza e l’area piscina diventeranno spazi centrali per creare un punto di incontro tra gastronomia e intrattenimento. «Ci sarà tanta musica, soprattutto rock e blues, e anche spazio per le moto, insomma, ho inserito tutte quelle che sono le mie passioni». Che continuano anche fuori dal lavoro, visto che parliamo di uno chef sempre in prima linea anche su temi sociali e in iniziative di beneficienza.
Ritorno in Sicilia dopo 27 anni: prodotti locali e filiera corta
Il ritorno in Sicilia segna una svolta personale e professionale: «Sono via dal ’99, quindi 27 anni pieni, fatti di tante cose», racconta lo chef, sottolineando il percorso tra Milano, Roma e altre esperienze internazionali. Il rientro richiede un adattamento prima di tutto personale, ai ritmi e alle dinamiche locali: «Devi venire qua e ti devi mettere in modalità Sicilia. Dovrò andare a prendermi i prodotti», spiega.
«La bottarga di tonno, il tonno tra i più buoni del mondo, me li devo andare a prendere. Non c’è un concetto di logistica come nelle grandi città. Io stesso ero abituato a scrivere una mail la notte e vedermi recapitato un prodotto la mattina. Di contro però, c'è un rapporto prezzo qualità davvero incredibile. Qua è diverso, ma è bello così».
La filosofia dell’“ostecuoco” e l’identità dell’osteria palermitana
La definizione di “ostecuoco” accompagna da sempre il percorso professionale dello chef. Non una formula recente, ma un’identità consolidata.
«La mia passione è sempre stata quella di essere oste, soprattutto oste», afferma «Il mio modello di riferimento è l’osteria popolare palermitana, luogo di accoglienza e convivialità, dove il rapporto con il cliente era diretto e informale. Sono sempre andato avanti per la mia strada», ribadisce. Una continuità che attraversa tutte le esperienze precedenti, da quella romana a quella milanese.
Dal Mercato Centrale allo spazio libero per la creatività: una nuova fase professionale
L’ultima esperienza ristorativa di Filippo La Mantia è stata al Mercato Centrale di Milano. Una fase intensa, caratterizzata da alta affluenza ma anche da una riflessione personale. «Non è che non è andata bene, ero io che non mi sentivo più in linea con quello che stavo facendo», chiarisce «Non una questione di risultati quindi, ma di coerenza professionale. Sto vivendo il nuovo progetto in modo diverso: meno pressione imprenditoriale, maggiore spazio alla creatività».
La qualità che lo stesso La Mantia si riconosce maggiormente. «Io non sono un imprenditore, sono un creativo», afferma con decisione «anche se in questo nuovo progetto ho grandi responsabilità. Oltre la cucina in sé definisco anche gli arredi, tutta la parte estetica e organizzativa ma in modo molto libero».
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