A Cavriglia (Ar), tra le colline del Chianti (e a circa 45 minuti da Firenze), a giugno aprirà un nuovo hotel: il Chapter Chianti. La struttura, con 82 camere, è la seconda apertura del progetto Chapter Italia sviluppato da Marco Cilia dopo il debutto di Chapter Roma nel 2019. L’albergo nasce all’interno di un borgo medievale (il Borgo di Fontebussi) del XVI secolo restaurato (dopo circa quattro anni di lavori successivi all’acquisizione dell’area nel 2022) e immerso in oltre 40 ettari di natura, con l’obiettivo di proporre un modello di ospitalità che coniuga contesto storico e impostazione contemporanea.
La reception del Chapter Chianti
Un progetto che rompe con l’immaginario classico
Il progetto si distingue per una scelta precisa ossia quella di allontanarsi dall’immaginario più classico del rustico toscano. L’intervento del designer sudafricano Tristan Du Plessis (Studio A) ha trasformato il complesso introducendo linee architettoniche pulite, pietra a vista, illuminazione scultorea e arredi di design italiano contemporaneo. Ne deriva così una struttura che richiama più un hotel dal carattere urbano che un tradizionale resort di campagna, pur mantenendo un legame con il paesaggio e con la storia del luogo.
Una delle camere del Chapter Chianti
«Dopo il successo di Chapter Roma volevamo portare la filosofia Chapter oltre i confini della città e dimostrare che il design contemporaneo e l’autentica ospitalità italiana possono prosperare ovunque - ha spiegato Cilia. La Toscana offre resort di campagna straordinari, ma molti ci sembravano troppo tranquilli, troppo prevedibili. Abbiamo creato un luogo dove potersi rilassare completamente oppure lasciarsi andare (talvolta entrambe le cose nella stessa giornata). Chapter Chianti nasce per dare agli ospiti la libertà di vivere la Toscana a modo loro, che sia con una sessione di yoga all’alba o ballando dopo il tramonto».
Ristorazione e identità gastronomica
La proposta gastronomica dell’intera struttura è affidata allo chef Vincenzo Martella, che porta con sé oltre vent’anni di esperienza tra alta ristorazione e hôtellerie di lusso. L’offerta si sviluppa attraverso tre ristoranti e bar, costruiti attorno alla sua filosofia “roots and branches” (letteralmente, “radici e rami”), un approccio che mette in dialogo radici gastronomiche e ricerca contemporanea. Al centro, una cucina che parte dalla tradizione toscana ma si apre a influenze più ampie, anche grazie all’utilizzo di ingredienti raccolti direttamente sul territorio, come erbe spontanee e prodotti stagionali.
Vista su una sala del ristorante Osso del Chapter Chianti
Il ristorante principale, Osso, è dedicato alla cucina di carne e prende ispirazione dalle macellerie e dalle grill house italiane, rilette con un taglio attuale. Il Pool Bar Parasole propone invece una cucina mediterranea più leggera, pensata per un contesto informale e all’aperto, mentre il Main Bar introduce un’impronta internazionale, anche nell’atmosfera. Completa l’offerta Hey Güey, il food truck messicano già presente a Chapter Roma, con una proposta di tacos ed empanadas che aggiunge una dimensione più dinamica e immediata all’esperienza complessiva.
Benessere e attività tra natura e territorio
Sul fronte del benessere, la spa Farm Social (Forever a relaxed mood) si sviluppa su 500 mq e propone un modello che punta sulla dimensione condivisa. Al suo interno trovano spazio bagni turchi, saune, piscine salate, vasche idroterapiche, hammam secco e jacuzzi, all’interno di ambienti rivestiti in travertino. L’esperienza viene completata da una serie di attività legate al territorio, pensate per rendere il soggiorno dinamico lungo l’intera giornata: passeggiate a cavallo tra i vigneti, caccia al tartufo con guide locali, raccolta delle olive, percorsi in mountain bike e sessioni di yoga all’alba. A queste si aggiungono campi da padel, una palestra e attività in fattoria rivolte anche alle famiglie.
La spa del Chapter Chianti si sviluppa su 500 mq
Architettura, materiali e linguaggio visivo
Dal punto di vista architettonico, il progetto conserva gli elementi originali del borgo - mura in pietra, volte e strutture storiche - integrandoli con materiali contemporanei. Pavimenti in legno e travertino dialogano con una palette cromatica ispirata al paesaggio circostante, con tonalità neutre, argille e verdi attenuati. Il design include inoltre illuminazione firmata Dcw Éditions e Marset, arredi realizzati da designer locali e pezzi di &Tradition.
Il progetto mantiene gli elementi originari del borgo, affiancandoli a materiali contemporanei
L’arte ha un ruolo centrale all’interno della struttura. Tristan Du Plessis prosegue il percorso avviato a Roma con un’impostazione immersiva, affiancato dall’artista Kokekit, le cui opere caratterizzano ambienti e camere. Tra gli interventi più evidenti, un’installazione collocata sotto la piscina panoramica, visibile mentre si nuota. Accanto all’hotel principale, poi, da segnalare la presenza di The Mansion, una villa indipendente con cinque camere e cinque bagni, piscina privata e giardini di ulivi, pensata per soggiorni più riservati.
Un posizionamento tra tradizione e contemporaneità
Insomma, Chapter Chianti si propone come base per esplorare il territorio, mantenendo al tempo stesso una forte identità progettuale. «La sfida era creare qualcosa di audace e moderno in una regione definita dalla tradizione, senza perderne l’anima - ha aggiunto Du Plessis. Volevamo che antico e nuovo convivessero in dialogo. Il risultato è uno spazio in cui il passare del tempo è visibile ma non cristallizzato: un borgo storico trasformato in qualcosa di radicalmente attuale, eppure senza tempo». «Non stiamo cercando di replicare ciò che esiste già in Toscana - ha concluso Cilia. Stiamo scrivendo un nuovo capitolo, che parla a viaggiatori che valorizzano autenticità, creatività e design come parte del loro percorso. Chapter Chianti onora il luogo in cui si trova, mostrando con sicurezza dove sta andando».