Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
martedì 20 gennaio 2026 | aggiornato alle 21:25| 116896 articoli in archivio

Nasce Donometro, l’app che prova a fermare lo spreco dell’Horeca in modo solidale

Sviluppata da Last Minute Market (e legata alla campagna Spreco Zero), la piattaforma consente ai locali di segnalare in pochi passaggi le eccedenze ancora utilizzabili, rendendole visibili agli enti solidali del territorio. Presentata al Sigep World di Rimini, serve a semplificare contatti, ritiri e tracciamento del cibo recuperato

di Redazione Italia a Tavola
20 gennaio 2026 | 15:38
Nasce Donometro, l’app che prova a fermare lo spreco dell’Horeca in modo solidale

Se di spreco alimentare in Italia si parla ormai da anni, il problema non è il silenzio... è l’immobilismo. I numeri si ripetono, le campagne si moltiplicano, le buone intenzioni anche. Eppure, alla fine, il cibo continua a finire dove è sempre finito: nei rifiuti. Non perché manchino la consapevolezza o la sensibilità, ma perché, tra il dire e il fare, restano di mezzo abitudini dure a morire e strumenti che spesso non funzionano. È proprio in questo immobilismo che prende forma Donometro, la nuova app di Last Minute Market legata alla campagna Spreco Zero presentata al Sigep World di Rimini (la fiera che più di ogni altra restituisce una fotografia reale dell’Horeca), che tenta di mettere mano (con fini solidali) a uno dei punti più scoperti della filiera: quello dello spreco quotidiano e frammentato che nasce nei bar, nei ristoranti, nelle pasticcerie nelle gelaterie.

Donometro nasce per combattere lo spreco alimentare nei bar, nei ristoranti, nelle pasticcerie e nelle gelaterie
Donometro nasce per combattere lo spreco alimentare nei bar, nei ristoranti, nelle pasticcerie e nelle gelaterie

Come funziona Donometro

L’applicazione, entrando nel dettaglio dell’iniziativa, mette infatti in connessione diretta i pubblici esercizi e gli enti del terzo settore, con una logica che ricorda alcune piattaforme già note, ma con un obiettivo diverso. Qui non c’è vendita al cliente finale, né sconti o transazioni: Donometro serve a segnalare in modo rapido anche piccole quantità di cibo ancora perfettamente consumabile, rendendole disponibili per il recupero solidale. Gli esercenti, sostanzialmente, caricano le eccedenze, le associazioni le intercettano e organizzano ritiro e distribuzione in base alle proprie esigenze. La tecnologia, in questo caso, non promette miracoli: serve a togliere attrito, a rendere semplice ciò che fino a ieri era complicato, a far sì che donare non sia un’eccezione ma una possibilità reale nella routine di lavoro.

Mozzarella di Bufala Campana

Il Sigep come luogo simbolico

Detto ciò, non è un caso che il progetto sia stato presentato al Sigep World, luogo simbolico di un settore che lavora ogni giorno con prodotti freschi e deperibili. Qui il valore del cibo è evidente, così come lo è il rischio di spreco. E qui Donometro ha trovato anche il sostegno di aziende come Fabbri 1905, che ha accompagnato il lancio del progetto: «Siamo orgogliosi di partecipare a Donometro e di aver contribuito a lanciarla proprio in questa occasione» ha spiegato Carlotta Fabbri. «È uno strumento che ha trovato una chiave concreta e praticabile per rendere possibile la donazione delle eccedenze. Il valore del cibo va tutelato fino all’ultimo, soprattutto in un momento come questo».

L'app Donometro è stata presentata al Sigep World, la fiera che più di ogni altra restituisce una fotografia reale dell’Horeca
L'app Donometro è stata presentata al Sigep World, la fiera che più di ogni altra restituisce una fotografia reale dell’Horeca

Fondamentale anche il coinvolgimento della ristorazione organizzata. Per Fipe-Confcommercio, da sempre in prima linea per combattere lo spreco alimentareil problema non è la mancanza di sensibilità, ma di strumenti adeguati: «Il cibo non è una merce qualunque - ha sottolineato Luciano Sbraga, vicedirettore generale della Federazione. Esiste una rete diffusa di piccole imprese che vorrebbe donare, ma fatica a farlo. Donometro risponde a questa esigenza perché è veloce, facile pratica. Ed è esattamente ciò che serve per rendere anche una piccola donazione una pratica ordinaria».

I numeri che spiegano perché serve cambiare passo

Uno strumento, che, come detto, arriva in un contesto che continua a restituire dati poco confortanti. Secondo il report Spreco e fame 2025” del Centro studi Divulga, l’Italia spreca e perde ogni anno 8,2 milioni di tonnellate di cibo, terzo dato più alto in Europa. Sul piano economico, restando agli ultimi dati disponibili, nel 2022 lo spreco è costato in media 372 euro a testa, per un totale vicino ai 22 miliardi di euro. La parte più consistente nasce in ambito domestico, ma la ristorazione resta uno snodo delicato, soprattutto per i margini di miglioramento che offre.

Spreco alimentare: l’Italia nel confronto europeo

Nel confronto europeo l’Italia resta tra i Paesi che sprecano di più. Con 8,2 milioni di tonnellate di cibo sprecato e perso ogni anno, il nostro Paese occupa il terzo posto in Europa, preceduto solo da Germania (10,8 milioni di tonnellate) e Francia (9,5 milioni). I dati arrivano dal report “Spreco e fame 2025” del Centro studi Divulga e fotografano un problema strutturale che attraversa tutta la filiera.

Nei ristoranti, infatti, oltre la metà dello spreco è legata al cibo lasciato nel piatto dai clienti. Eppure solo il 15,5% degli italiani chiede di portare a casa ciò che avanza. Tutto il resto finisce nei rifiuti, schiacciato da abitudini radicate e da una cultura del “meglio buttare” che fatica a essere superata. Intercettare le eccedenze prima che arrivino al tavolo diventa quindi una delle strade più efficaci per ridurre l’impatto complessivo del comparto.

Dallo "Sprecometro" al "Donometro"

In questa direzione si muove anche la visione di Andrea Segrè, fondatore della campagna Spreco Zero. «Dopo lo Sprecometro, Donometro rappresenta un’evoluzione necessaria. Se il primo ha aiutato famiglie e cittadini a misurare lo spreco domestico, oggi era fondamentale intervenire sull’Horeca, dove il valore del cibo è altissimo e lo spreco può trasformarsi rapidamente in risorsa sociale». C’è poi una dimensione generazionale che attraversa il progetto, come sottolinea il giovane Giorgio Segrè, project manager di Donometro. «Per chi è della mia generazione questo strumento traduce un impegno culturale di lunga data in qualcosa di concreto e quotidiano. Vedere il mondo dell’Horeca diventare parte attiva di una rete solidale, in cui anche una piccola eccedenza può fare la differenza, è il segnale che il cambiamento passa dall’incontro tra competenze, tecnologia e senso civico».

Grazie a Donometro, nell'Horeca lo spreco può trasformarsi rapidamente in risorsa sociale
Grazie a Donometro, nell'Horeca lo spreco può trasformarsi rapidamente in risorsa sociale

Donometro rientra così nel lavoro portato avanti dalla campagna Spreco Zero da oltre quindici anni, con l’obiettivo di prevenire lo spreco, misurarne l’impatto e trasformare le eccedenze in opportunità di solidarietà, in linea con gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030. In un momento in cui la povertà alimentare continua a crescere, recuperare il cibo già prodotto resta una delle risposte più immediate e sensate. Forse non basterà a sbloccare da solo un sistema che da anni gira a vuoto. Ma se il problema non è parlarne, bensì cambiare davvero le pratiche, allora strumenti come Donometro provano almeno a spostare l’attenzione dal racconto all’azione. E, in tempi di immobilismo cronico, non è poco.

© Riproduzione riservata