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Bargiani: «Un grande cocktail nasce dall'ascolto dell'ospite, non solo dalla tecnica»

Vincitore dell'Altos Bartenders' Bartender Award 2026, il premio assegnato direttamente dai colleghi nell'ambito dei World's 50 Best Bars, Giorgio Bargiani racconta il percorso che lo ha portato ai vertici della mixology internazionale. Dalla gavetta al celebre Connaught Bar di Londra alla costruzione di un network globale, fino a una filosofia fondata su ospitalità, ascolto e crescita continua

Tommaso Gipponi
di Tommaso Gipponi
Redattore
30 giugno 2026 | 05:00
Il segreto di Giorgio Bargiani? Curiosità, studio e relazioni

Non è un premio assegnato da una giuria o deciso da una classifica. L'Altos Bartenders' Bartender Award 2026, conferito nell'ambito dei World's 50 Best Bars, viene votato direttamente dai professionisti del settore ed è considerato uno dei riconoscimenti più prestigiosi del bartending internazionale. A riceverlo quest'anno è stato Giorgio Bargiani, assistant director of Mixology del Connaught Bar di Londra e tra i bartender italiani più influenti al mondo. Un traguardo che premia non solo il talento tecnico, ma anche la capacità di costruire relazioni, condividere conoscenze e contribuire alla crescita dell'intera comunità dell'hospitality. In questa intervista esclusiva a Italia a Tavola il barman di origine pisana ripercorre le tappe di una carriera iniziata quasi per caso, raccontando il valore della formazione, dell'umiltà e di un principio che continua a guidare ogni sua scelta professionale: mettere sempre l'ospite al centro dell'esperienza.

Un percorso nato senza un sogno definito, fino al Connaught Bar

«Quello che faccio oggi non era neanche nei miei sogni - inizia Giorgio - Se sogni di diventare astronauta sai che quella professione esiste. Quello che faccio oggi non sapevo nemmeno che si potesse fare». Partito da Pisa e dalle prime esperienze nei locali della Versilia, Bargiani immaginava un futuro nell'hôtellerie tradizionale, magari come direttore d'albergo o responsabile food & beverage. La svolta arriva grazie all'incontro con Leone Felaco, che lo spinge a guardare oltre il mondo della notte e verso l'ospitalità internazionale.

Giorgio Bargiani dietro il bancone del Connaught Bar
Giorgio Bargiani dietro il bancone del Connaught Bar

Le esperienze in Liguria e Versilia e il primo approdo in Inghilterra gli fanno scoprire un universo completamente nuovo. Il passaggio, però, non è immediato. «Non nascondo che fu traumatico. Mi sembrava di non saper fare niente». Quella sensazione di smarrimento si trasforma presto in entusiasmo. Per la prima volta entra in contatto con professionisti dell'ospitalità di altissimo livello e comprende quanto il settore possa offrire opportunità di crescita.

Chi è Giorgio Bargiani

Nato a Pisa, Giorgio Bargiani è oggi uno dei bartender italiani più apprezzati a livello internazionale. Dopo le prime esperienze tra la Toscana e la Versilia, entra nel mondo dell'hôtellerie di lusso lavorando allo Splendido di Portofino e successivamente al Le Manoir aux Quat'Saisons (entrambi hotel del Gruppo Belmond) nel Regno Unito.

Nel 2014 approda al Connaught Bar di Londra, uno dei cocktail bar più prestigiosi al mondo, iniziando come barback. Dopo un lungo percorso di crescita diventa una delle figure chiave del locale. Oggi ricopre il ruolo di Assistant Director of Mixology del Connaught Bar, è protagonista di eventi e collaborazioni internazionali e viene considerato uno dei principali ambasciatori del bartending italiano nel mondo. Nel 2026 ha ricevuto il prestigioso Bartenders' Bartender Award.

L'occasione decisiva arriva con una telefonata che lo porta a sostenere un colloquio al Connaught Bar. «Ero già felice di avere quell'opportunità. Avevo capito che, anche se non fossi stato assunto, era possibile per una persona come me arrivare fino a lì». Alla fine il posto arriva davvero. Da quel momento, come dice lui stesso con un sorriso, «il resto è storia».

Relazioni, formazione e cultura del merito

Bargiani attribuisce gran parte della propria crescita a due fattori: la capacità di costruire relazioni e la volontà di imparare continuamente. «Sono sempre stato una persona che parla con tutti e che connette facilmente con le persone». Una predisposizione maturata anche durante gli anni trascorsi nelle discoteche della costa toscana, dove imparò quanto sia importante instaurare rapidamente un rapporto con gli ospiti. L'arrivo a Londra gli mostra una concezione dell'hospitality molto diversa da quella conosciuta in Italia, basata su formazione strutturata, procedure condivise e crescita continua.

Connaught Bar, il tempio della mixology a Londra

Il Connaught Bar, situato all’interno del Connaught Hotel nel quartiere di Mayfair a Londra, è considerato uno dei cocktail bar più premiati e influenti a livello internazionale. Aperto nel 2008 e guidato dal Director of Mixology Agostino Perrone, ha costruito la propria identità su un equilibrio tra ospitalità di alto livello, servizio su misura e una proposta di cocktail contemporanei.

Il locale è celebre per il suo iconico Martini Service al tavolo, realizzato tramite carrello dedicato, e per un’esperienza che unisce tecnica, design e teatralità del servizio. Nel corso degli anni ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il titolo di World’s Best Bar ai The World’s 50 Best Bars nel 2020 e nel 2021, confermandosi come uno dei riferimenti globali della cultura del cocktail.

«Mi ha colpito scoprire che quasi tutto può essere insegnato in maniera didattica. Dai dettagli più piccoli fino agli aspetti più complessi del servizio. Quando riesci a padroneggiare tutti i tecnicismi e puoi contare su colleghi preparati come te, allora quello che sei emerge quasi naturalmente».

Il Connaught e la forza dell'umiltà

Quando arriva al Connaught viene assunto come barback, il gradino più basso della gerarchia operativa. Guardando le mensole piene di premi comprende immediatamente dove si trova. «Quando sono arrivato, il Connaught non aveva bisogno di me, se non per lavare i bicchieri. È una consapevolezza che non ho vissuto come una frustrazione, ma come una grande opportunità. Quando si entra in un'azienda, prima di chiedersi cosa l'azienda possa dare a noi, bisognerebbe chiedersi cosa possiamo dare noi all'azienda».

Il Martini Trolley della Connaught Bar: il cocktail viene creato direttamente al tavolo del cliente
Il Martini Trolley della Connaught Bar: il cocktail viene creato direttamente al tavolo del cliente

L'obiettivo era semplice: eccellere nel compito affidato. «Tutto quello che potevo fare era diventare il più bravo possibile a lavare i bicchieri. Se fossi stato il migliore a farlo, sarei stato il primo a cui insegnare a fare cocktail. Se fossi diventato il migliore a fare cocktail, avrei avuto la possibilità di crearli».

Sacrifici, viaggi e crescita professionale

Tra il 2014 e il 2018 la sua vita ruota quasi esclusivamente attorno al lavoro. Le vacanze diventano occasioni di studio, i viaggi strumenti di formazione e le giornate libere opportunità per visitare alcuni dei migliori bar del mondo. «Ho investito nei corsi, nei libri, ma soprattutto nelle esperienze. Se lavori nel turismo ma non sai cosa significa essere cliente, ti perdi un pezzo fondamentale di ciò che puoi offrire agli altri». Il 2018 rappresenta il vero punto di svolta. Pur ricevendo importanti offerte dall'Asia, sceglie di restare. «Dentro di me non ero pronto a lasciare il Connaught. Volevo restare, ma da protagonista». Inizia così una collaborazione sempre più stretta con Agostino Perrone, ancora oggi è il Director of Mixology del Connaught Barcontribuendo alla crescita del brand, alla comunicazione e allo sviluppo dell'identità del locale.

L'ospitalità prima di tutto

Per Bargiani il successo nel bartending non può essere spiegato soltanto con tecnica e creatività. «I cocktail sono un bilanciamento di tante cose. Alcuni giorni serve più tecnica, altri più creatività. Ma l'arte dell'accogliere non può mai essere compromessa. L'obiettivo non è inseguire una perfezione astratta, ma comprendere davvero chi si ha davanti. Ammalarsi di perfezione non serve. Quello che è perfetto per me potrebbe non esserlo per te».

Giorgio Bargiani assieme ad Agostino Perrone, Director of Mixology del Connaught Bar di Londra
Giorgio Bargiani assieme ad Agostino Perrone, Director of Mixology del Connaught Bar di Londra

Per questo il servizio deve adattarsi alle preferenze dell'ospite, anche quando si parla del cocktail simbolo del Connaught, il Martini. «Se un cliente non ama il gin, non posso obbligarlo a bere gin. La tecnica deve adattarsi alla felicità dell'ospite, non il contrario. E qui diventano importanti le migliori qualità dell'ospitalità italiana ci sono empatia, cordialità e capacità di creare relazioni autentiche. Essere accomodanti non significa dire sempre di sì. Significa ascoltare ed essere empatici».

La ricchezza più grande: le persone

Bargiani ha recentemente vinto l’Altos Bartenders' Bartender Award 2026, un riconoscimento che interpreta come il risultato delle relazioni costruite negli anni. 

Che cos'è l'Altos Bartenders' Bartender Award vinto da Giorgio Bargiani

L'Altos Bartenders' Bartender Award è uno dei riconoscimenti più prestigiosi del settore della mixology internazionale. Fa parte del circuito di The World's 50 Best Bars, l'organizzazione che ogni anno pubblica la classifica dei migliori cocktail bar del mondo sulla base dei voti di oltre 800 professionisti del settore.

La particolarità del premio è che si tratta dell'unico riconoscimento assegnato esclusivamente dai colleghi: sono infatti bartender, bar manager e professionisti dell'ospitalità a votare la persona che ritengono abbia avuto il maggiore impatto sulla comunità internazionale del bartending. Per questo viene spesso definito come il premio del "bartender preferito dei bartender".

Giorgio Bargiani ha vinto l'edizione 2026 del premio. Nella motivazione ufficiale viene definito «l'incarnazione dell'ospitalità italiana» e viene riconosciuto il suo contributo alla crescita del Connaught Bar e alla diffusione di una cultura dell'accoglienza fondata su relazioni, storytelling e servizio.

«Vengo da una piccola città - continua Bargiani - dove la gente è normalissima. La mia ricchezza più grande è proprio il network di conoscenze e relazioni che ho costruito negli anni. Che non consiste nell'avere accesso privilegiato a locali esclusivi, ma nel poter contare su persone che condividono una cultura come la mia fatta di fiducia, accoglienza e reciproco supporto. Penso di poter imparare qualcosa da qualsiasi situazione e da qualsiasi gruppo di persone».

Perché Londra è la capitale della mixology

Dopo oltre dodici anni nel Regno Unito, Bargiani individua nella curiosità culturale uno dei principali punti di forza di Londra. «Qui esiste una vera cultura del bere, ma soprattutto una grande apertura verso ciò che è sconosciuto. I cocktail sono, per definizione, l'incontro tra ingredienti, culture e tradizioni diverse. In una città dove convivono comunità provenienti da ogni parte del mondo, la sperimentazione diventa naturale e alimenta continuamente l’innovazione. Una sera puoi mangiare italiano, quella dopo vietnamita e il giorno seguente messicano. La stessa apertura si ritrova nel modo di bere».

«Evoluzione, non rivoluzione»: filosofia del Connaught Bar

Il Connaught Bar è considerato uno dei luoghi più iconici della mixology mondiale. Per Bargiani il segreto della sua longevità risiede nella capacità di evolversi senza perdere la propria identità. «Il Connaught Bar compie diciotto anni. Il Connaught Hotel ne ha oltre duecento. Il nostro lavoro non è far vedere quanto siamo bravi. Vogliamo che le persone provino qualcosa quando sono qui. L'emozione principale è sentirsi accolti, coccolati e ascoltati».

La sala del Connaught Bar di Londra
La sala del Connaught Bar di Londra

«Siamo sempre in evoluzione, ma non facciamo alcuna rivoluzione. Se cambi continuamente chi sei, rischi di perdere la tua identità. Nuove tecniche come fermentazioni e chiarificazioni vengono studiate e adottate solo quando aggiungono valore all’esperienza dell’ospite. Bisogna esplorarle e capire come possano inserirsi sotto il proprio “ombrello” senza diventare l’unica cosa che definisce ciò che sei».

Il Martini che lo rappresenta e una vita tra Londra e il mondo

Alla domanda su quale cocktail lo rappresenti meglio, Bargiani sceglie senza esitazioni il Martini, considerandolo il drink che più di ogni altro riesce ad adattarsi alla personalità di chi lo beve. «Ognuno ha il proprio abito su misura. Il Martini è probabilmente il cocktail più personalizzabile che esista. La mia versione preferita è il 50-50 Martini, con parti uguali di gin e vermouth».

Il Martini secondo il Connaught Bar
Il Martini secondo il Connaught Bar

Il lavoro che trasforma un bar in esperienza: tecnica, ascolto e ospitalità

Guardando al suo percorso emerge un filo conduttore che va oltre premi, classifiche e riconoscimenti internazionali. Per Giorgio Bargiani il successo nasce dall’incontro tra competenza tecnica, umiltà professionale e capacità di costruire relazioni autentiche. Dal primo giorno passato a lavare bicchieri al Connaught Bar fino ai palcoscenici più prestigiosi del bartending internazionale, la sua visione è rimasta invariata: ascoltare, imparare e mettere sempre al centro l’ospite e la sua esperienza.

È questa combinazione di curiosità, disciplina e attenzione costante alle persone che ha trasformato un percorso nato quasi per caso in una carriera costruita passo dopo passo, fino a renderlo uno dei professionisti italiani più riconosciuti nella scena mondiale dell’hospitality.

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