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Il Barolo torna per la terza volta a Palazzo Falletti di Barolo di Torino

Da “Strada del Barolo e Grandi Vini di Langa” un evento-degustazione con vini di qualità e il fascino immortale di Juliette Colbert. Diciotto i produttori associati che hanno messo a disposizione del pubblico le proprie bottiglie di Barolo

Daniele Alessandrini
di Daniele Alessandrini
26 febbraio 2024 | 17:30

Il direttore Daniele Manzone ha avuto ragione ad essere orgoglioso di presentare per la terza volta “Il Barolo a Palazzo Barolo” nel seicentesco Palazzo Falletti di Barolo a Torino. L'evento di sabato 17 febbraio, fiore all'occhiello dell'associazione “Strada del Barolo e Grandi Vini di Langa”, ha consolidato il legame con l'edificio barocco che nell'ottocento vide protagonisti il marchese Tancredi Falletti e sua moglie Juliette Colbert, l'aristocratica francese che dalla corte di Giuseppina Bonaparte approdò nell'allora vibrante capoluogo subalpino. All'intraprendente e filantropica Juliette si deve l'impulso decisivo per il perfezionamento della viticoltura piemontese, in particolare quella del Nebbiolo in ottica Barolo.

Il Barolo torna per la terza volta a Palazzo Falletti di Barolo di Torino

“Il Barolo a Palazzo Barolo” nel seicentesco Palazzo Falletti di Barolo a Torino

Nobili storie di famiglie operose e degustazione di vini pregiati

Proprio nella piccola sala che ospita il ritratto della marchesa, hanno preso vita i due pregevoli e romantici “salotti” degustativi presentati dalla giornalista Valentina Dirindin: “Giovani, donne e vignaiole” e “Le origini del Barolo, una storia controversa”. Protagoniste le aziende vinicole G.D. Vajra (Barolo), Moscone F.lli (La Morra), Marchesi di Barolo e Gigi Rosso (Castiglione Falletto). A proposito della connotazione femminile del primo talk, e dopo i suggestivi racconti familiari di fatica e passione, Sara Moscone e Francesca Vaira hanno premiato i fortunati avventori con uno storico e ancora "fresco" Barolo Moscone del 2006 della pregiata collina Bussia e col cru Bricco delle Viole (il vigneto che sta più a cuore alla famiglia Vajra) della difficile annata 2018, la cui sapiente vinificazione ci ha consegnato un Barolo con sfumature complesse e un finale raffinatissimo. Nel secondo “salotto”, sono stati Ernesto Abbona e Maurizio Rosso a rivelare al pubblico due Baroli rappresentativi delle proprie aziende.

Presente e futuro dei produttori delle Langhe

Diciotto i produttori associati che hanno messo a disposizione del pubblico le proprie bottiglie di Barolo e, in alcuni casi, anche Nebbiolo. Con essi, una piccola e qualitativa presenza di produttori agroalimentari piemontesi.

L'evento è stato occasione per raccogliere opinioni sulle attuali proposte del Consorzio Tutela Barolo e Barbaresco per la revisione dei disciplinari delle due prestigiose Docg. Temi quali l'estensione delle colture ai terreni esposti a nord, l'imbottigliamento nella sola zona d'origine o l'irrigazione artificiale sono al momento trattati con molta cautela. Ne emerge un quadro tradizionalista, e chi concede spazio ad eventuali novità, sottolinea la necessità di «provare prima di fare scelte definitive», sempre salvaguardando la qualità del prodotto finale a prescindere dalle mode e dalle difficoltà imposte dai cambiamenti climatici.

Sandro Minella, sommelier collaboratore di Strada del Barolo, docente alla Barolo e Barbaresco Academy e guida turistica professionale delle Langhe, a titolo strettamente personale dà priorità all'imbottigliamento in zona e alle menzioni comunali per il Barbaresco, che secondo lui si sarebbero dovute mettere nero su bianco già nella legge del 2007 sulle menzioni geografiche aggiuntive. Sul tema controverso dei terreni esposti a nord, ritiene che si debba provare a sfruttarli senza allargare la zona di produzione, come peraltro precisato dal Consorzio. Precisazione necessaria, perché qualche informazione sbagliata a tal proposito è stata diffusa con intento polemico.

Il Barolo torna per la terza volta a Palazzo Falletti di Barolo di Torino

L'evento è stato occasione per raccogliere opinioni sulle attuali proposte del Consorzio Tutela Barolo e Barbaresco per la revisione dei disciplinari

Circa il climate-change, Francesca Vaira coglie una criticità nell'aumento delle temperature all'interno dei locali produttivi, che costringerà le aziende vinicole a rivedere il concetto di vinificazione e affinamento alle condizioni “naturali” di cantina.

Prossimo evento dell'Associazione a marzo

Il prossimo appuntamento di “Strada del Barolo e Grandi Vini di Langa” assieme a “Terre Derthona - Strada del Vino e dei Sapori dei Colli Tortonesi” è atteso il 15 marzo a Palazzo Bovara di Milano. Evento giunto anch'esso alla terza edizione, dedicato al re dei rossi piemontesi e all'intrigante bianco Timorasso Derthona doc. Collaborano Go Wine e Confcommercio Milano.

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