Con 3.000 ettari di Pinot nero, l’Oltrepò pavese guida l’Italia per estensione del vitigno e avvia una riflessione strategica sul futuro del vino. Dati produttivi, cambiamento climatico, mercati, consumi, enoturismo e passaggio generazionale sono al centro della nuova community Visione Vino, che porterà a Voghera (Pv) il forum nazionale del settore nel 2026.

La conferenza stampa di lancio della community Visione Vino Oltrepò a Palazzo Lombardia
Oltrepò pavese, il Pinot nero come leva strategica per il futuro del vino italiano
Con circa 3.000 ettari vitati a Pinot nero su un totale di 13.500 ettari di superficie viticola, l’Oltrepò pavese si conferma la principale area italiana dedicata a questo vitigno e la terza al mondo per estensione, dopo Borgogna e Champagne. Un primato che fa dell’Oltrepò il cuore della viticoltura lombarda, con oltre il 62% della produzione vinicola regionale. I dati sono stati presentati da Teha - The European House Ambrosetti durante la conferenza stampa di lancio della community Visione Vino Oltrepò, ospitata a Palazzo Lombardia a Milano.

L’Oltrepò Pavese è la prima area italiana e la terza al mondo per estensione del Pinot Nero
Una community per ripensare il vino tra sostenibilità e mercato
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di creare uno spazio di confronto strutturato sul futuro del settore vitivinicolo, mettendo al centro l’Oltrepò come laboratorio di idee e strategie. «Abbiamo voluto ospitare questo evento per testimoniare la centralità di un territorio che è da sempre un’eccellenza vitivinicola», ha dichiarato Elena Lucchini, assessore di Regione Lombardia alla famiglia, solidarietà sociale, disabilità e pari opportunità, sottolineando come un’alleanza tra istituzioni e visione strategica possa aprire nuove traiettorie di sviluppo. Voghera, ha spiegato, sarà protagonista di questo percorso, tra innovazione, capitale umano e produzioni sempre più sostenibili.

Elena Lucchini, assessore di Regione Lombardia alla famiglia, solidarietà sociale, disabilità e pari opportunità
Voghera capitale del confronto con il Forum Visione Vino
Sarà proprio Voghera a ospitare il Forum Visione Vino, in programma il 16 e 17 ottobre al Teatro Valentino Garavani, dove verrà presentato in anteprima il Rapporto Strategico Visione Vino 2026. Il Documento affronterà l’evoluzione dei consumi interni, che vedono l’Italia scendere al terzo posto mondiale, e quella dei mercati internazionali, dove i volumi sono calati del 9,1% rispetto al 2021, pur a fronte di un valore complessivo stabile.
Ampio spazio sarà dedicato anche al cambiamento climatico: nel 2024 l’Italia ha registrato un’anomalia termica record di +2,72°C, con perdite per il comparto agricolo pari a 8,5 miliardi di euro, destinate a superare i 13 miliardi entro il 2050. Nel rapporto trovano posto inoltre i temi dell’enoturismo e del passaggio generazionale, ancora in corso nel 40% delle aziende del settore.

Tra crisi dei consumi e nuove risposte del sistema
«È importante che la politica mantenga alta l’attenzione sul settore vitivinicolo», ha osservato il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio. «Stiamo vivendo una fase complessa, in cui al calo dei consumi si risponde aumentando il valore del prodotto e sperimentando soluzioni come il vino dealcolato; ai dazi americani con l’apertura di nuovi mercati; alle etichette allarmistiche con ricerche che distinguono tra consumo moderato e alcolismo». Un percorso, ha aggiunto, che richiede il sostegno delle istituzioni e una collaborazione più stretta tra i Paesi produttori europei.

Il vice presidente del Senato Gian Marco Centinaio
Il potenziale inespresso del Pinot nero dell’Oltrepò
Secondo Benedetta Brioschi, partner Teha e responsabile Food-Retail, il territorio esprime un potenziale ancora in parte inesplorato. A fronte di oltre 2.800 ettari di Pinot nero, la produzione certificata resta sotto il milione di bottiglie tra Oltrepò pavese Metodo Classico Docg e Pinot Nero Doc. «Questo divario rappresenta una delle principali opportunità strategiche per il futuro del territorio», ha spiegato, indicando uno dei temi chiave su cui lavorerà la nuova community. Una visione condivisa anche da Riccardo Binda, direttore del Consorzio Classese Oltrepò pavese: «Nonostante la crisi globale del vino, l’Oltrepò è il territorio italiano con i maggiori margini di sviluppo, sia in termini di bottiglie sia per nuovi impianti, soprattutto in altitudine, per contrastare gli effetti del cambiamento climatico».

Riccardo Binda, direttore del Consorzio Classese Oltrepò pavese
Aprire oggi un confronto strutturato sull’Oltrepò pavese significa, secondo Tommaso Rossini, presidente della sede pavese di Assolombarda, «riconoscere il valore di un territorio in cambiamento. Il vino non è solo una filiera produttiva, ma un sistema che intreccia identità, impresa, paesaggio, cultura e mercati». Sulla stessa linea Aldo Poli, vicepresidente della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia: «Non siamo qui per annunciare un evento, ma per avviare un progetto ambizioso: trasformare l’Oltrepò nel centro gravitazionale del pensiero vitivinicolo italiano». Una scelta, ha concluso Giovanni Palli, presidente della Provincia di Pavia, che parte da Voghera per il suo valore logistico e simbolico, come porta naturale dell’Oltrepò e luogo di incontro tra filiera, istituzioni e mercati.