C’è un numero che ha fotografato bene lo stato di salute del Vino nobile di Montepulciano nel 2025: 64,5%. È stata la quota di vendite che ha preso la strada dei mercati internazionali, mentre il restante 35,5% è rimasto in Italia. Attorno a questo dato ha ruotato un sistema che, tra valori patrimoniali, produzione e fatturato, ha sfiorato il miliardo di euro. Ogni anno, ricordiamo, la produzione vitivinicola genera in media circa 65 milioni di euro e, dato ancora più rilevante, quasi il 70% dell’economia locale è legato direttamente al vino.

A Montepulciano la produzione vitivinicola genera in media circa 65 milioni di euro
Numeri che raccontano un territorio dove la vite non è un elemento decorativo del paesaggio, ma la sua struttura portante. E infatti, mentre l’export ha continuato a crescere, è aumentata anche la vendita diretta in azienda, che nel 2025 ha superato il 40%, trainata da un fenomeno che si è consolidato ulteriormente: l’enoturismo. Chi è arrivato a Montepulciano, per intenderci, non si è quindi limitato ad acquistare solamente una bottiglia.
Il mercato: export solido, Germania primo sbocco, Usa stabili
Entrando nel dettaglio dei numeri, il 2025 si è chiuso con un andamento positivo in valore. L’export, come detto, ha pesato per il 64,5% e si è diviso quasi equamente tra Europa ed extra Ue. L’America, tra Nord e Sud, ha assorbito il 34,5% delle esportazioni, mentre l’Europa (esclusa, naturalmente, l’Italia) ha rappresentato il 29% dove la Germania si è confermata il primo mercato con il 36% della quota, restando il partner storico della denominazione. Gli Stati Uniti, nonostante le periodiche minacce legate ai dazi, hanno mantenuto una posizione stabile e hanno rappresentato il 27,5% delle esportazioni. Segnali interessanti anche dal Canada, che ha pesato per circa il 5%.

Vista dall'alto sul borgo di Montepulciano (Si)
Sul fronte interno, il Centro Italia ha concentrato il 65% delle vendite nazionali, con la Toscana al 45%. Il Nord ha inciso per il 32,6%, mentre il Sud si è fermato al 2,3%. In parallelo, un altro dato ha meritato attenzione: il Vino nobile certificato biologico ha rappresentato il 50% delle vendite in Italia e ha superato il 55% sui mercati esteri. È stato un segnale chiaro di come la sostenibilità sia diventata parte integrante del posizionamento della denominazione.
Il “Pieve” negli Stati Uniti: identità e fascia alta
In questo quadro si è inserita la novità dell’anno, il Vino nobile di Montepulciano “Pieve”, nuova Docg che ha iniziato a trovare spazio nelle carte dei vini americane. Secondo un’analisi di Nomisma condotta su ristoratori, enotecari e distributori negli Stati Uniti, le parole emerse con più frequenza sono state qualità, toscanità, invecchiamento, eleganza e storia. Quasi il 90% degli intervistati ha dichiarato di aver già inserito o di voler inserire la tipologia in carta. Inoltre, per il 34% il Pieve ha dovuto collocarsi in una fascia alta di prezzo. Tra i punti di forza indicati sono emersi la “forte identità e tradizione di Montepulciano incarnata da questo nuovo progetto” (31%), la qualità superiore attesa (20%) e il prestigio del marchio (12%). Guardando al disciplinare, l’identità delle singole Pievi (23%) e l’esperienza gustativa (18%) sono risultate centrali nella percezione del prodotto, insieme al racconto del terroir. In altre parole, il mercato americano ha mostrato di aver colto il senso dell’operazione: valorizzare le specificità storiche e geografiche come elemento distintivo.
Un patrimonio economico e sociale
Per capire il peso reale della denominazione basta guardare ai numeri del territorio. Su 16.500 ettari di superficie comunale, circa 2mila sono vitati: il 16% del paesaggio è segnato dalla vite. Di questi, 1.400 ettari sono iscritti alla Docg Vino nobile di Montepulciano e 600 al Rosso di Montepulciano Doc. A coltivarli sono oltre 250 viticoltori; gli imbottigliatori sono circa 90, di cui 82 associati al Consorzio. Il comparto impiega circa mille dipendenti fissi, a cui si aggiungono altrettanti stagionali. Nel 2025 sono state immesse sul mercato 6,4 milioni di bottiglie di Vino Nobile e 2,5 milioni di Rosso di Montepulciano. Sono cifre che spiegano perché si parli di un “patrimonio Nobile”: non solo in senso simbolico, ma in termini concreti di lavoro, reddito e tenuta economica.
Anteprima del Vino nobile di Montepulciano : 57 aziende e le stelle all’annata 2023
Numeri che faranno da sfondo alla trentaduesima edizione dell’Anteprima del Vino nobile, in programma dal 14 al 15 febbraio alla Fortezza di Montepulciano, riservata alla stampa accreditata. Saranno 57 le aziende presenti ai banchi d’assaggio per presentare le nuove annate in commercio dal 2026: il Vino Nobile 2023, la Riserva 2022 e il Pieve, già sul mercato da qualche mese. Il programma si aprirà sabato mattina con le degustazioni comparative e, dalle 10.30, con la conferenza dedicata all’ultima vendemmia e all’assegnazione delle stelle - da una a cinque - all’annata 2023, a cura dell’enologo Lorenzo Landi. In quell’occasione verranno presentate anche le celebrazioni per i 400 anni dalla nascita di Francesco Redi e uno studio sulla denominazione promosso dal Santa Chiara Lab dell’Università di Siena.

Dal 14 al 15 febbraio torna l’Anteprima del Vino nobile
Nel pomeriggio spazio al Rosso di Montepulciano con il seminario “Generazione Rosso: il futuro del Rosso di Montepulciano nella visione dei giovani produttori”, condotto dal giornalista di Falstaff Simon Staffler. Domenica mattina, invece, sarà dedicata all’assaggio delle nuove annate del Pieve e all’incontro “Il Vino nobile di Montepulciano: radici e futuro”, guidato da Tinto di Linea Verde insieme ad alcuni giornalisti di settore. Tutti gli eventi saranno trasmessi in streaming sui canali social del Consorzio.
Andrea Rossi: export e qualità riconosciuta
A commentare il momento del Consorzio è stato poi il presidente Andrea Rossi: «Il Vino nobile di Montepulciano continua a rappresentare un patrimonio di valore per il nostro territorio e per l’enologia italiana e l’export ne testimonia come la qualità e la storia dei nostri vini siano riconosciute a livello internazionale, in particolare, la nuova Docg Pieve sta riscuotendo grande interesse negli Stati Uniti. L’Anteprima del Vino nobile non è solo una vetrina, ma un momento di condivisione e confronto tra produttori, operatori e appassionati, che rafforza ulteriormente il legame tra Montepulciano e il mondo».

Andrea Rossi, presidente del Consorzio del Vino nobile di Montepulciano
Parole che arrivano in un momento in cui la denominazione sembra aver trovato un equilibrio tra radicamento territoriale e apertura internazionale. E mentre il 2025 ha confermato la forza dell’export e l’attrattività dell’enoturismo, l’Anteprima offrirà l’occasione per capire se questa traiettoria è destinata a consolidarsi o se il mercato, come sempre, chiederà nuovi passi avanti.
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